Pier Silvio Berlusconi 140708200155
GIUSTIZIA 17 Marzo Mar 2016 1320 17 marzo 2016

Mediatrade, 1 anno e 2 mesi per Pier Silvio Berlusconi e Confalonieri

Condanne in Appello per il presidente e ammistratore delegato di Mediaset. Assolti gli altri imputati.

  • ...

Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.

La Corte d'Appello di Milano ha condannato Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri a un anno e due mesi di carcere. Assolti gli altri imputati per il caso Mediatrade. I giudici hanno così ribaltato in parte il verdetto del Tribunale che nel luglio 2014 aveva mandato tutti assolti. Il pm Fabio De Pasquale, applicato nel procedimento come pg, aveva chiesto per Berlusconi jr tre anni e due mesi di carcere, per Confalonieri tre anni e quattro mesi e per gli altri condanne fino ai cinque anni.
SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA. I giudici della Corte d'Appello di Milano hanno disposto per entrambi la sospensione condizionale della pena e la non menzione. La Corte ha assolto tutti gli altri imputati: il produttore statunitense Frank Agrama, gli ex manager Gabrielle Ballabio, Daniele Lorenzano e Giovanni Stabilini e due cittadine di Hong Kong, Paddy Chan Mei-You e Catherine Hsu May-Chun. Mentre ha ritenuto gli attuali vicepresidente e presidente di Mediaset responsabili del reato di frode fiscale limitatamente all'anno di imposta 2007. Il reato si prescrive nell'aprile prossimo. Per il 2006, la Corte ha dichiarato il non doversi procedere per prescrizione e li ha assolti per i fatti relativi al 2008. Berlusconi jr e Confalonieri sono stati inoltre condannati al pagamento del risarcimento in solido con Rti e Mediaset, responsabili civili, nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, alla quale dovranno versare anche 20 mila euro di spese di rappresentanza e difesa. Le motivazioni saranno pronte in 90 giorni.
COMPRAVENDITA DIRITTI TV. Il procedimento riguarda la compravendita di diritti tv per le emittenti Fininvest. Diritti i cui valori, ha detto il pm De Pasquale chiedendo la condanna, sarebbero stati «gonfiati» per ragioni fiscali, «un andazzo a cui Piersilvio Berlusconi non riusciva a sottrarsi e che Fedele Confalonieri ha tollerato per anni». Il meccanismo è simile a quello che nel 2013 è costato a Silvio Berlusconi la condanna definitiva per lo stesso reato, frode fiscale, e la conseguente decadenza da senatore. Nel filone Mediatrade, il Cavaliere era stato prosciolto dal Gup di Milano nel 2011.
GHEDINI: «SENTENZA INCOMPRENSIBILE». Duro il commento dell'avvocato Niccolò Ghedini, che difende Berlusconi jr, dopo la lettura del dispositivo: «È una sentenza incomprensibile, ma a Milano ci si aspetta sempre di tutto. Attendevamo di nuovo un'assoluzione. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo impone che se si vuole riformare una sentenza in peius bisogna riaprire il dibattimento, cosa che abbiamo chiesto ma non hanno concesso». Per Ghedini «è incomprensibile ritenere responsabili Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, ma non gli altri e in particolare Franck Agrama». Il ricorso in Cassazione è scontato.

Correlati

Potresti esserti perso