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CONTRATTI 24 Marzo Mar 2016 1819 24 marzo 2016

Metalmeccanici, proclamato sciopero il 20 aprile 2016

Dopo otto anni le sigle sindacali protestano assieme per dire no alla proposta di rinnovo del contratto che esclude di fatto aumenti di salario. Miglioramenti sul fronte dell'assistenza e della previdenza.

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Metalmeccanici in sciopero il 20 aprile 2016.

I sindacati tornano a protestare insieme dopo oltre 8 anni. Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 4 ore per il 20 aprile per dire no alla proposta di rinnovo del contratto dei metalmeccanici. I presidenti di Federmeccanica e Assistal avevano fatto una proposta che di fatto esclude aumenti di salario per tutti, concentrando i miglioramenti sul fronte dell'assistenza, della formazione e della previdenza, proposta rigettata dalle sigle sindacali come inaccettabile.
FEDERMECCANICA: NO AGLI AUMENTI. Il presidente della Federmeccanica, Fabio Storchi, sostiene che il sistema attuale non sia «più sostenibile né per le imprese, né per gli addetti» e che si renda necessario un rinnovamento del modello. In pratica le imprese sostengono che a fronte della deflazione l'incremento salariale dovrebbe essere pari a zero. C'è però disponibilità a dare incrementi retributivi ai lavoratori con i salari più bassi (minimi di garanzia) e a distribuire ricchezza, una volta prodotta, potenziando la retribuzione variabile.
AUMENTI PER LA PREVIDENZA INTEGRATIVA. La bozza introduce aumenti per la previdenza e l'assistenza integrativa nonché per la formazione. Nel complesso, secondo la Federmeccanica, il pacchetto varrebbe per il lavoratore 125 euro al mese, compresi i 42 euro di aumenti già corrisposti nel precedente contratto in più rispetto all'inflazione reale che si è prodotta e i 18 euro netti per il salario variabile.
La cifra è però contestata dai sindacati che ritengono inaccettabile la chiusura di un contratto senza aumenti monetari.
UILM: AUMENTO DI APPENA 7 EURO. Per l'assistenza sanitaria «le imprese calcolano un vantaggio per ogni lavoratore di 700 euro annui, circa 50 netti al mese, ma in realtà l'aumento dei costi per le imprese è di appena 7 euro al mese», spiega il numero uno della Uilm, Rocco Palombella.
Si dice invece profondamente deluso per la riunione di giovedì 24 il leader Fim, Marco Bentivogli: «Avevamo chiesto questo incontro per verificare se ci fossero spazi di apertura ma Federmeccanica si è andata a cercare la rottura e lo sciopero».
Maurizio Landini, segretario della Fiom sottolinea che «la novità è lo sciopero unitario (le piattaforme presentate erano separate, ndr), non banalizziamo questo passaggio. Non si può accettare che il contratto nazionale sia solo quello di secondo livello. Ci auguriamo che Federmeccanica cambi idea».

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