Sede Unicredit 151014204030
CREDITO 25 Marzo Mar 2016 1025 25 marzo 2016

Nord Est, il disastro delle Popolari gioca a favore delle grandi banche

Unicredit ha incassato in 14 mesi 2 miliardi in più di raccolta. Nel 2015 la BpVi ne ha persi 8. Alla faccia dei difensori delle banche del territorio. Un estratto da pagina99.

  • ...

La sede di Unicredit.

Voleva difendere i territori - la 'vicentinità' era il refrain dell'ex presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin - dai big del credito, e invece alla fine il vecchio management della BpVi, con la sua gestione padronale, il valore delle azioni gonfiato, l'acquisto illecito dei propri titoli attraverso fondi esteri, i prestiti ai soci che in realtà volevano vendere le azioni e tutto quello che sta emergendo dalle denunce degli azionisti e dalle indagini della guardia di finanza sul primo istituto di credito del Nord Est, ha fatto un gran favore ai concorrenti e ai grandi gruppi.
RACCOLTA IN CALO DEL 20,7%. La fiducia di chi per anni ha creduto nell'istituto berico – «potremo attenderci per il 2015 risultati particolarmente lusinghieri», sosteneva ancora ad aprile e spudoratamente l'ex presidente – è crollata.
E in pochi mesi è iniziata la fuga anche dai conti correnti. Nel 2015 la Popolare ha registrato un calo della raccolta tra diretta e indiretta del 20,7%: come a dire che più di un risparmiatore su cinque ha ritirato i suoi soldi. Al confronto il risultato della cugina Veneto Banca – 4,2% di raccolta sul 2014 – è un buffetto.
UNICREDIT A PIÙ 2 MILIARDI. Nello stesso periodo invece Unicredit ha attirato nel Nord Est 13.300 clienti in più e ha aumentato la raccolta di 1,26 miliardi. E nei primi due mesi del 2016 il trend ha accelerato fortemente: 673 milioni di euro in più di raccolta e un aumento di 1.800 clienti.
Effetto popolari? «Non posso escluderlo», ha dichiarato laconico Ferdinando Natali, neo regional manager per il gruppo di piazza Gae Aulenti, «Non vogliamo crescere grazie a eventi del genere bensì per la bontà dei nostri prodotti. Non ci auguriamo certo il male delle popolari, anzi: per il bene di questo territorio è auspicabile una pluralità di banche solide».
Unicredit fa notare di aver registrato una crescita anche nelle aree in cui Popolare di Vicenza e Veneto Banca non sono presenti, non si può insomma dire che la crisi dei due istituti di credito popolari sia la causa univoca delle cifre positive.
GARANTE DELL'AUMENTO. La questione è delicata e l'esercizio di diplomazia necessario, perché Unicredit è anche il garante unico dell'aumento di capitale da 1,5 miliardi deliberato dal consiglio di amministrazione di Banca popolare di Vicenza il 22 marzo.
La ricapitalizzazione è un passo obbligato per riportare l'istituto di via Framarin ai parametri di patrimonializzazione imposti dalla Bce e l'amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni si è speso in prima persona: «Sono positivo sul fatto che l'aumento sarà eseguito senza sorprese negative sul mercato», spiegava a febbraio, «La banca comunque ha fatto tanto per risolvere i problemi di qualità dell'attivo e di bilancio».
Popolare di Vicenza ha riservato ai vecchi soci il diritto di prelazione su una percentuale di titoli pari al 45%, una quota che difficilmente verrà raggiunta, nonostante la disponibilità di 'schei' nel portafoglio di diversi 'grandi azionisti'. In troppi sono rimasti scottati.
UN ANCORA DI SALVATAGGIO. E allora Unicredit garantisce per intero l'inoptato: fa, insomma, da ancora di salvataggio nel caso in cui non si ci siano abbastanza investitori disposti a scommettere i propri soldi sulla Popolare.
Lo fa anche a prezzi vantaggiosi, considerando che le azioni hanno perso il 90% del loro valore. Ma con la quotazione in Borsa imminente i titoli potrebbero arrivare a valere un euro o meno dai 62,5 di marzo dell'anno scorso.
Il gruppo di Ghizzoni, insomma, non vuole certo passare per chi con una mano dà e con l'altra prende.

Twitter @GioFaggionato


Questo articolo è un estratto del numero di pagina99 in edicola fino al primo aprile, il cui servizio di copertina è dedicato all'abc del jihadismo dopo gli attentati di Bruxelles.

Correlati

Potresti esserti perso