Bollore 131001202941
TRATTATIVE 26 Marzo Mar 2016 0900 26 marzo 2016

Mediaset-Vivendi, i francesi vogliono Medusa

Il Cav alza il prezzo di Mediaset con Bolloré. Che rilancia. Chiedendo di inserire nell'affare la casa di produzione. E di scegliere la prima linea della futura pay tv.

  • ...

Vincent Bolloré.

Sull’avvenire delle sue creature, le televisioni, Silvio Berlusconi ha due certezze.
La guerra tra i figli di primo e di secondo letto rende quasi impossibile una successione all’interno della famiglia.
E il Cav non può cedere soltanto la pay tivù Premium, perché gli altri canali in analogico non hanno futuro.
Per questo, anche se il 20 marzo ha smentito, ha dato l’assenso alla prima linea di Fininvest per trovare un accordo con Vincent Bollorè e cedere il controllo di Mediaset a Vivendi.
Anche se, soprattutto nelle ultime ore, starebbe alzando il prezzo.
LA MEZZA AMMISSIONE DEL CAV. Il Cav ha fatto una mezza ammissione sulle trattative in corso. Ha smentito un ridimensionamento della sua famiglia (che dovrebbe avvenire, anche se sarà “celato” sotto la formula della joint venture non paritetica), ma ha confermato che le parti stanno parlando di un progetto che guarda a una pay tivù europea.
«Vivendi è molto interessata all'Italia», ha spiegato a Rtl 102.5 nei giorni scorsi, «io sono amico di Bolloré da anni e lui ha manifestato il suo interesse su alcune cose che facciamo, non assolutamente su Mediaset, ma sulla nostra capacità di fare prodotti per la tivù, di fare format. Vivendi ha una visione per il futuro europea, possibile che si trovino possibilità di collaborazione».
IL MERCATO APPROVA L'AFFARE. Al mercato piace un accordo italo-francese.
Lunedì 21 marzo, a Piazza Affari, il titolo di Mediaset è risalito dopo i rumors che vanno in questa direzione, salvo poi scendere dello 0,8% quando Berlusconi ha smentito il deal. E lo stesso trend è continuato quando l'azienda ha presentato i conti: l'utile di soli 4 milioni e il 'mini' dividendo da due centesimi.
Ma le trattative vanno avanti.
Anche se più passano i giorni, più sorgono problemi.

Il prezzo fatto da Berlusconi è troppo alto

Silvio Berlusconi.

Innanzitutto, il Cavaliere alza il prezzo su Mediaset. L’anno scorso fece inorridire gli emissari di Rupert Murdoch quando chiese soltanto per Premium 2 miliardi di euro.
Il controllo dell’intero ramo televisivo, che in Borsa vale poco meno di 4,5 miliardi, viene valutato intorno a 6 miliardi.
Per il “suo” 57% pretenderebbe un premio tre volte la capitalizzazione.
UTILE DI SOLI 4 MILIONI. Troppo per Bollorè. A maggior ragione dopo che il Cda di Mediaset ha approvato i conti del 2015, mettendo a bilancio un utile di 4 milioni, di gran lunga inferiore ai 23,7 milioni del 2014 e agli 8,9 del 2013, concedendo agli azionisti un dividendo di due centesimi per azione.
Oltre al quantum e ai tempi dell’operazione, c’è da mettersi d’accordo su cosa comprare.
Vivendi ha deciso di entrare direttamente nel perimetro di Mediaset, guarda a uno scambio azionario per poi salire negli anni fino ad avere il controllo dai Berlusconi.
Non vuole assolutamente far entrare nell’operazione la controllata Telecom per evitare l’ira dell’Antitrust e della politica. Soprattutto, se potesse, disdegnerebbe tutti gli asset legati all’analogico.
IL RILANCIO DI BOLLORÈ. Ma Berlusconi non vuole tenersi sul groppone Canale5, Italia1 e Rete4 senza pay tivù. E tanto è sufficiente ai francesi per frenare le sue richieste.
Infatti gli chiedono di mettere sul piatto non soltanto tutti gli asset legati alla tivù a pagamento (Premium, i diritti sulla Champions League, la piattaforma on demand Infinity) ma anche la casa di produzione Medusa.
Proprio l’attivismo tra Rai e Sky sulla fiction e sul cinema spinge Bollorè a coprirsi anche su questo versante. Il suo marchio principale sulla distribuzione dei contenuti, Studio Canal, vuole “vendere” anche i prodotti della casa guidata da Giampaolo Letta. Quest’opzione non piacerebbe a Berlusconi – vorrebbe mantenere Medusa all’interno di Mediaset – come non gli sarebbe piaciuta un’altra richiesta dei francesi: quella di affidare ai propri manager la futura creatura nata dopo le nozze tra i due gruppi.
Vivendi è convinta che la prima linea di Mediaset non abbia esperienza sufficiente sulle piattaforme a pagamento, a differenza di quella di Canal+. Ma il Cav, si sa, pur avendo tanti difetti non manca di riconoscenza verso dirigenti che sono con lui dall’inizio della sua avventura tivù.

Twitter @FrrrrrPacifico

Correlati

Potresti esserti perso