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DATI 30 Marzo Mar 2016 1840 30 marzo 2016

Acqua, bollette salite del 61,4% dal 2007

Incremento del 5,9% rispetto al 2014. A Grosseto e Siena si pagano 663 euro l'anno. A Isernia solo 117. Risparmi dal 1 aprile su luce e gas: 67 euro a famiglia.

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La bolletta dell'acqua è salita del 61,4% tra il 2007 e il 2015.

Il corpo umano ne è composto per il 70%, eppure, in Italia, sta diventando quasi un bene di lusso. Il prezzo dell'acqua è salito vertiginosamente negli ultimi otto anni, crescendo del 61,4% tra il 2007 e il 2015 e del 5,9% rispetto al 2014.
Secondo l'undicesima edizione dell'indagine dell'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato (acquedotto, depurazione e fognatura), l'ultima bolletta è arrivata a costare in media 376 euro a famiglia, contro i 355 del 2014.
NOVE CITTÀ TOSCANE NELLA TOP 10. A patire il caro acqua sono soprattutto le regioni del Centro Italia (511 euro annuali e l'incremento record del 9,2% rispetto al 2014), Toscana in primis, con una spesa media annua di 590 euro (+12,2% sul 2014) e nove città capoluogo a occupare altrettanti posti nella top 10. Grosseto e Siena hanno le bollette più alte in assoluto per una spesa annua di 663 euro (+18,1% sul 2014 e +101,5% rispetto al 2007). Seguono Livorno (628 euro), Pisa (621 euro) e Carrara (609 euro).
Dopo la Toscana ci sono Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia. Dopo il Centro il Settentrione (+5,1%) e il Meridione (+3,2%). Isernia si conferma la città meno cara (117 euro, erano 120 nel 2014) seguita da Milano con 140 euro (+3%).
A PESARO E URBINO L'ACQUEDOTTO PIÙ CARO. Guardando ai singoli servizi, la tariffa più alta per quello di acquedotto è a Pesaro e Urbino (371 euro) con una spesa che secondo l'Osservatorio è di oltre 37 volte superiore a quella di Aosta (10 euro). Depurazione e fognatura costano di più a Carrara (294 euro), circa sette volte più di Imperia (40 euro). La quota fissa più elevata è a Gorizia (108 euro), 29 volte superiore a quella di Milano (3,70 euro).
Cittadinanzattiva ha ricordato che sono già due le condanne della Corte di Giustizia europea all'Italia per inadempienze sul sistema delle reti fognarie e trattamento delle acque reflue e nel 2014 è stata avviata una nuova procedura di infrazione.
QUATTRO SOCIETÀ SANZIONATE DALL'ANTITRUST. L'Antitrust ha poi sanzionato quattro società che gestiscono il servizio idrico - Abbanoa (Sardegna), Acea Ato2 (Lazio centrale e Roma), Gori (Campania), Citl (provincia di Caserta) - per pratiche commerciali scorrette.
«Auspichiamo che l'introduzione del nuovo sistema di regole omogenee, in tema di qualità contrattuale, possa essere un primo passo per porre tutti i cittadini in una situazione paritaria a livello di diritti legati agli aspetti commerciali», ha affermato Tina Napoli, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, «in attesa di un simile provvedimento sulla qualità tecnica che garantisca a tutti l'accesso e la continuità del servizio stesso».
Napoli ha concluso: «Accanto ai tre elementi indicati dall'Europa, qualità, accessibilità fisica e accessibilità economica riteniamo indispensabile un ampliamento degli strumenti a tutela del consumatore e una maggiore partecipazione attiva alla definizione del servizio, anche tramite luoghi di consultazione pubblica».

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