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SVOLTA AZIENDALE 30 Marzo Mar 2016 2120 30 marzo 2016

Cattaneo, un anno per traghettare Telecom in Francia

Cattaneo nuovo ad di Telecom. Ha fino al 2017 per eliminare gli errori di Patuano. Tre obiettivi: tagliare, trattare con Renzi sulla fibra, riaprire il dossier Brasile.

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Marco Patuano e Flavio Cattaneo.

Flavio Cattaneo è stato nominato amministratore delegato di Telecom almeno fino all’assemblea di aprile 2017.
Quella che deve nominare il primo consiglio d’amministrazione dell’era Vivendi.
I PICCOLI RISCHIANO. Franco Lombardi, presidente dei piccoli azionisti di Telecom riuniti in Asati, teme che «la nomina per un anno non sia in sintonia con le dichiarazioni di Vivendi, che si è sempre presentata come un’azionista di lungo periodo».
Un tempo che potrebbe essere utilizzato per operazioni a breve scadenza «di carattere puramente finanziario per poi eventualmente dismettere e passare potenzialmente ad altri il pacchetto di controllo».
Cioè cedere la partecipazione in Tim Brasil e poi vendere a un prezzo più alto di quello in carico (un euro) il pacchetto di controllo dell’ex monopolista. Magari a Orange.
E I FONDI SPERANO. Di diversa idea sarebbero, sempre tra i “piccoli”, gli istituzionali e gli hedge fund.
I quali si aspettano che da qui all’aprile 2017 Cattaneo rimetta in sesto l’azienda prima dell’avvio della nuova era di Telecom: una piattaforma sulla quale far viaggiare dati e contenuti.
E che soprattutto risolva i nodi che Patuano ha affrontato in modo molto cauto: una riallineamento dei costi e il controllo della futura banda larga.

Cattaneo, l'uomo che si è occupato di tutto ma mai di Tlc

Flavio Cattaneo.

In quest’ottica Cattaneo potrebbe essere l’uomo giusto.
Finora si è occupato di tutto (edilizia, fiere, tivù, reti, trasporti), ma mai di telecomunicazioni.
Però dovunque è stato ha sistemato i conti (Rai e soprattutto Ntv, dove in un anno si è passati da un rosso di 55 milioni a un utile di 1,8 milioni) e ha saputo trattare con le banche (nota dolente in un’azienda che ha passività lorde di 37 miliardi).
TAGLIARE SENZA REMORE. Con i margini sempre più bassi gli azionisti (Vivendi come i fondi) avevano sempre chiesto all’ex amministratore delegato Marco Patuano di ampliare il suo piano di risparmi (circa 600 milioni) e di non focalizzarlo soltanto sul personale.
Cattaneo, da Fiera Milano fino a Ntv, le forbici le ha sempre usate facendosi poche remore.
AMICI SPARSI OVUNQUE. Ed è una garanzia anche per i suoi rapporti trasversali.
Il centrodestra (a Milano era amico di Ignazio La Russa e Paolo Berlusconi) l’ha voluto prima alla guida di Fiera Milano e poi alla Rai. Con l’avallo dei centristi della Margherita si è trasferito in Terna.
Proprio l’uscita dal gestore della rete elettrica lo ha fatto inserire nella lista di quelli che aspettano un risarcimento da Palazzo Chigi.
Mediobanca l’ha voluto come indipendente in Telecom, Intesa come risanatore in Ntv, dove ha creato un buon rapporto con i sindacati decidendo di gestire gli esuberi con contratti di solidarietà e non con licenziamenti.

Serve a Bolloré per trattare con Renzi sulla banda larga

Vincent Bolloré.

Un simile profilo è necessario a Vincent Bolloré per trattare con il governo sul futuro della banda larga.
Patuano aveva concordato con i vertici della Cassa depositi e prestiti (Cdp) l’ingresso di Telecom in Metroweb, la scatola magica che deve gestire la costruzione della nuova rete in fibra nelle aree dove è maggiore il ritorno economico.
Ma il premier Matteo Renzi non si è mai fidato dell’ex monopolista, tanto da mettere in campo su questo versante l’Enel. Ora tocca a Cattaneo siglare la pax con Palazzo Chigi.
TELECOM PIÙ DINAMICA. Entro un anno Bolloré, il mercato e forse anche la politica vogliono una Telecom più dinamica e meno elefantiaca.
Passaggio necessario per farne quell’azienda che, da monopolista dei dati, diventi anche monopolista dei contenuti.
Progetto dove Vivendi è in chiaro conflitto d’interessi visto la potenza su film, telefilm e contenuti tivù di Canal+.
Patuano, visti anche gli ottimi rapporti con Sky e gli accordi con Netflix, ha sempre guardato con sospetto al matrimonio tra Vivendi e Telecom.
ELIMINARE GLI ERRORI. Questo più alcuni errori strategici e i no sull’uscita dal Brasile gli sono costati il posto. Sbagli - anche non riaprendo il dossier Brasile e aspettando che il Paese riparta o che il player locale Oi fallisca - che Cattaneo non farà.

Twitter @FrrrrrPacifico

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