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IMPRENDITORIA 30 Marzo Mar 2016 2157 30 marzo 2016

Confindustria, sfida al fotofinish tra Boccia e Vacchi

Occhi puntati su Sole24Ore, relazioni industriali e rinnovamento. Giovedì 31 marzo il round decisivo.

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Confindustria designerà giovedì 31 marzo il suo prossimo presidente, con una sfida all'ultimo voto tra il salernitano Vincenzo Boccia e il bolognese Alberto Vacchi. È una partita al fotofinish, come dimostra l'orientamento dei 198 grandi elettori, sotto osservazione da giorni.
SUL FILO DEL PAREGGIO. La conta tra chi ha già scoperto le carte oscilla sul filo del pareggio. A seconda dei calcoli è dato per favorito l'uno o l'altro, sempre con margini non ampi, e in ogni caso con il rischio di sorprese nel segreto dell'urna. Poi ci sono altri 15 o 20 voti ancora coperti, che potrebbero fare la differenza. Sarà il Consiglio Generale a designare il nuovo presidente che, per l'elezione finale, dovrà poi attendere il voto di conferma dell'assemblea privata del 25 maggio, quando si pronuncerà la platea completamente diversa di oltre 1400 industriali.
DIPLOMAZIE ANCORA AL LAVORO. Dopo il primo round, quando sono usciti di scena due dei quattro candidati, gli equilibri sono apparsi più ingessati e i margini di manovra minimi. Le diplomazie confindustriali sono comunque ancora al lavoro sulle rifiniture, sulle ultime mosse per sigillare equilibri complessi.
L'AMBITA PRESIDENZA DEL SOLE 24 ORE. C'è così attenzione, ad esempio, sulla prossima presidenza del gruppo editoriale di via dell'Astronomia. Proprio il Sole 24 Ore, a partire dalla presidenza del gruppo, molto ambita da esponenti di entrambi i fronti, è stato al centro di grandi manovre che si sono intensificate negli ultimi giorni, con molti candidati autorevoli e molte promesse in più direzioni.
I POSTI-CHIAVE DELLA PROSSIMA PRESIDENZA. Con il numero delle vicepresidenze ridotto a sei dalla recente riforma, sono pochi i posti-chiave per le strategie della prossima presidenza. Lo è sicuramente quello della delega alle redazioni sindacali, scelta che detterà la linea sul terreno incandescente della riforma del sistema contrattuale. «Lavoreremo per rafforzare sempre di più l'indipendenza del Sole 24 Ore», si propone nel suo programma Vincenzo Boccia: «Dovrà essere sempre più portatore della cultura economica e industriale del nostro Paese». Come l'Università Luiss, il gruppo editoriale di Confindustria è un «asset strategico» anche per Alberto Vacchi, che punta a «riportare a sistema» i due beni dell'associazione degli industrialI: del Sole 24 Ore ritiene necessario «proseguire sull'inevitabile strada del risanamento».
RELAZIONI SINDACALI: LA TENTAZIONE DEI FALCHI. È politicamente più delicato e più sentito il nodo delle relazioni sindacali, con la voglia che c'è di falchi e non di colombe nei corridoi di via dell'Astronomia e ai vertici delle aziende. Per Boccia la Confindustria dei prossimi quattro anni ha la «grande responsabilità» di completare le riforme avviate dal Jobs Act (ora che «il governo ha aperto la strada»). E Vacchi, che ha il sostegno del presidente di Federmeccanica Fabio Storchi (e che se pensa a Storchi per la delega, come indicano i rumors, sposerebbe chiaramente la linea dura liberandosi dell'immagine di colomba che gli avversari gli attribuiscono), avverte: «Non possiamo subire veti, temere l'impopolarità e conservare l'esistente».
VACCHI ROTTAMATORE, BOCCIA PER LA CONTINUITÀ. Un altro punto caldo è il rinnovamento di Confindustria. Vacchi è più duro e si pone da 'rottamatore' che arriva dall'esterno (è presidente degli industriali di Bologna, ma non è di casa in via dell'Astronomia). Lo fa con critiche durissime, come quando dice che «il veleno della faziosità politica» si è infiltrato nell'associazione. Boccia, cresciuto per anni nel cuore di Confindustria, dice: «La mia sarà continuità nei valori e nell'identità e cambiamento che ci è imposto dai nuovi contesti nello stile, nel merito, nella struttura».

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