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BANCHE 31 Marzo Mar 2016 1730 31 marzo 2016

Banca Carige, eletto il nuovo consiglio di amministrazione

Tesauro eletto presidente, Malacalza vice. Bilancio in rosso per il quarto anno consecutivo. Crediti deteriorati, richieste della Bce e scadenze da onorare. Strada in salita per i nuovi amministratori.

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Vittorio Malacalza, primo azionista di Banca Carige, è stato eletto vicepresidente dell'istituto genovese.

L'appuntamento era atteso da tempo. L'assemblea degli azionisti di Banca Carige ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione, sancendo così l'inzio dell'era Malacalza.
La famiglia, attraverso la Malacalza Investimenti, è prima azionista dell'istituto con il 17,6% delle quote, e attraverso il patto con la Fondazione Carige arriva a controllare il 19,5% delle azioni.
CDA DI 15 MEMBRI. Il nuovo cda è composto da 15 membri: Giuseppe Tesauro, già presidente della Corte Costituzionale, è stato eletto presidente su indicazione di Vittorio Malacalza, che è stato eletto invece vicepresidente. Tesauro sostituisce così Cesare Castelbarco Albani, che ha presieduto la sua ultima assemblea.
Ecco i nomi degli altri consiglieri: Luciano Pasquale, Guido Bastianini, Maurizia Squinzi, Beniamino Anselmi, Giampaolo Provaggi, Paola Giardino, Elisabetta Rubini, Lucia Venuti, Claudio Calabi, Alberto Mocchi, Sara Arnella, Remo Angelo Checconi e Giulio Gallazzi.
BERNESCHI IN TRIBUNALE. Nel frattempo, al tribunale di Genova, l'ex presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi ha reso la sua testimonianza. Berneschi è imputato con altre sette persone, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio. «Dopo 50 anni di banca mi ritrovo qui», ha detto ai magistrati con una punta di polemica.
LE CONTESTAZIONI DELLA BCE. L'istituto genovese, oltre ai problemi giudiziari dei suoi ex amministratori, deve scontare anche le contestazioni mosse a febbraio dalla Banca centrale europea, che chiedeva un nuovo piano per rafforzare il capitale e un nuovo piano industriale, da presentare entro il 31 maggio.
Il presidente uscente Castelbarco, rispondendo alla domanda di un azionista, ha però escluso nell'immediato un nuovo aumento di capitale: «Banca Carige al momento non ne ha bisogno», ha detto il presidente. Ma il direttore finanziario Massimo Perona, che ha illustrato il bilancio 2015, al termine dell'assemblea ha messo in guardia da quello che considera «l'elemento più critico per Carige, l'esposizione a crediti deteriorati».
MALACALZA: «FONDO APOLLO? ILLAZIONI». Sul nodo dei crediti deteriorati è intervenuto direttamente il primo azionista, Vittorio Malacalza, attraverso l'avvocato Vincenzo Mariconda. Il quale ha affermato che il presunto sostegno della Bce nei confronti della proposta del fondo Apollo per l'acquisto di crediti deteriorati della banca genovese sarebbe «frutto di illazioni e non può corrispondere al vero. La Bce non può farsi sponsor della proposta di un fondo relativa alla cessione di cespiti del patrimonio della banca».
CONTESTO DIFFICILE. Il bilancio dell'istituto genovese, per il quarto anno consecutivo, si è chiuso in perdita, senza profitto e remunerazione per gli azionisti. Inoltre, le nuove richieste arrivate da Francoforte impattano su una banca che già non aveva superato gli stress test dell'autunno 2014, ovvero l’esame triennale sulla resistenza degli istituti di credito a fronte di uno scenario di base (le previsioni economiche formulate dalla Commissione Europea) e in condizioni estremamente negative.
GIÀ DUE AUMENTI DI CAPITALE. Carige è già corsa ai ripari due volte, chiedendo ai soci aumenti di capitale corrispondenti in tutto a 1,65 miliardi di euro. Sul suo futuro, oltre ai rilievi della Bce, pesano poi alcune scadenze (1,18 miliardi di covered bond e 423 milioni di prestiti subordinati), da pagare agli obbligazionisti.

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