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ELEZIONI 31 Marzo Mar 2016 1122 31 marzo 2016

Confindustria, Boccia designato presidente

Il candidato campano la spunta su Vacchi. Ora serve la ratifica dell'assemblea.

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Vincenzo Boccia, presidente designato di Confindustria.

Vincenzo Boccia è stato designato presidente di Confindustria. Per l'elezione definitiva servirà il voto dell'assemblea privata il 25 giugno.
Su 198 aventi diritti al voto, e 192 votanti, l'industriale salernitano Vincenzo Boccia è stato designato presidente di Confindustria con 100 voti. Nove in più dei 91 di Alberto Vacchi. Una scheda bianca.
NEL 2012 FURONO SEI VOTI. È stata, come ci si aspettava, un'elezione che ha rispecchiato quel to close to call all'insegna del quale si era vissuta la vigilia. E che fu il leitmotiv anche nel 2012, quando Giorgio Squinzi la spuntò su Alberto Bombassei per sei voti.
Anche i past president si erano divisi: Luigi Abete ed Emma Marcegaglia si erano schierati a favore di Boccia, mentre Luca Cordero di Montezemolo e Antonio D'Amato avevano scelto gianluca Vacchi.
A spuntarla è stato l'uomo della piccola industria, che il 4 febbraio aveva ufficializzato il suo appoggio al candidato campano, e che è risultata determinante con il suo peso all'interno della confederazione.
PER VACCHI UNA RIMONTA INCOMPIUTA. A un paio di settimane dall'elezione, Boccia era dato in vantaggio di una ventina di voti, poi la forbice è sembrata assottigliarsi man mano che si avvicinava al 31 marzo, ma non abbastanza per permettere a Vacchi di completare la rimonta. Così come non è stato sufficiente il supporto dei due candidati ritirati, Aurelio Regina e Marco Bonometti. L'ex presidente di Unindustria l'aveva ufficializzato contestualmente alla rinuncia alla candidatura, l'industriale bresciano aveva sciolto le ultime riserve solo due giorni prima dell'elezione.
Quando avevano presentato la loro candidatura ai saggi, Boccia e Vacchi avevano portato una dote di 81 e 64 voti. Il primo ne ha guadagnati 19, il secondo ne ha aggiunti 27. Una rimonta accennata ma rimasta incompiuta, che certifica una spaccatura tra gli industriali.
BOCCIA: «NON POSSIAMO PERMETTERCI DI LITIGARE». E, forse, anche per questo il primo pensiero del presidente designato è stato un appello all'unità: «Le complessità che abbiamo di fronte non ci permettono il lusso di litigare all’interno», ha commentato Boccia, «questa Confindustria riuscirà a costruire un percorso di evoluzione, continuità e di cambiamento» per creare «una Confindustria che vuole essere corresponsabile della crescita del Paese».
Pochissime le parole pronunciate dal vincitore: «Parlerò poco, rispetto il mio ruolo di presidente designato. Abbiamo un presidente fino a l 25 maggio ascolterò molto Giorgio Squinzi e non parlerò fino a quella data», ha spiegato. «Nei prossimi giorni affronteremo la questione delle deleghe, della squadra e dell’assemblea e cercheremo di coinvolgere quanto più possibile i nostri colleghi. Sono convinto che tutte le opzioni di concepire la sfida come negativa sono elementi marginali. Nei prossimi giorni riusciremo a costruire e dare l’esempio di come si fa sistema».
Preoccupazioni condivise dall'avversario sconfitto, Alberto Vacchi: «Questo voto testimonia che in Confindustria ci sono due posizioni diverse ma ora non deve emergere una spaccatura. La priorità adesso è identificare una squadra forte per il prossimo futuro perché ci attendono sfide non banali».

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