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TELECOMUNICAZIONI 5 Aprile Apr 2016 1600 05 aprile 2016

Banda larga, Fastweb scommette 500 milioni di euro sulla fibra

L'operatore telefonico presenta il suo piano per la banda larga. Velocità fino a 200 megabit e 13 milioni di italiani connessi entro il 2020.

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L'amministratore di Fastweb, Alberto Calcagno.

Fastweb ha deciso: correrà da solo e andrà veloce. L’operatore di telecomunicazioni ha annunciato il nuovo piano in fibra ottica per portare la connettività veloce al 50% della popolazione.
SI PARTE DALLE CITTÀ PIÙ PICCOLE. E, questa volta, ha deciso di andare “controcorrente”, partendo dalle città più piccole «per evitare che, quando si parla di connettività, l’Italia viaggi sempre a due velocità», ha sottolineato l’amministratore delegato del gruppo, Alberto Calcagno.
1 MILIONI DI CASE ENTRO IL 2016. Il piano parte infatti da Arezzo, Viterbo, Riccione, Rimini, Trento, Massa, Pistoia e Caserta, che saranno seguite da nuove aperture in ogni mese successivo, per arrivare a 1 milione di case raggiunte dalla connessione a 200 megabit a fine 2016.
RAGGIUNGERE 500 CITTÀ. L’obiettivo è però ancora più ambizioso: raddoppiare la copertura e la velocità delle rete in fibra ottica per raggiungere 13 milioni di famiglie in 500 città a una velocità che potrà raggiungere i 200 megabit al secondo entro il 2020.

Un investimento da 500 milioni di euro per la connettività di domani

Il nuovo servizio Wow fi di Fastweb.

Il piano prevede investimenti per 500 milioni di euro, interamente auto-finanziati da Fastweb, e sarà sviluppato su due filoni di attività parallele: da una parte saranno realizzati i lavori necessari per collegare nuove città di medie dimensioni alla fibra a 200 Mbps, dall’altra verranno aggiornate le reti delle città già raggiunte dalla fibra ma che offrono una velocità inferiore: oggi i clienti Fastweb ultrabroad sono 650mila.
UNA STRATEGIA INFRASTRUTTURALE. Negli ultimi anni la compagnia di telecomunicazioni - conosciuto come la “fiber company” italiana sta cambiando la sua strategia trasformandosi in un’operatore “infrastrutturale” capace di muoversi seguendo più direttrici: alla rete alternativa in fibra più grande in Italia - e nei prossimi quattro anni raggiungerà il 50% della popolazione - si sono aggiunti negli ultimi due anni anche il più avanzato Data center d’Italia, una rete di hot spot wi fi di nuova generazione che permette ai clienti Fastweb di aver sempre accesso, anche in mobilità, alla propria fibra e ora anche la nuova rete mobile 4G che permetterà di accedere alla massima velocità anche a internet in mobilità.
IN DIREZIONE DELL'AGENDA DIGITALE. «Con il nostro piano contribuiamo all'agenda digitale del governo», ha sottolineato Calcagno. Il numero uno di Fastweb ha inoltre ricordato che l’Italia sta risalendo la classifica della diffusione della banda ultralarga: «Già l’anno scorso siamo stati il Paese europeo che è cresciuto di più in termini di copertura della rete in fibra ottica e in due anni, anche grazie anche all’azione del governo, abbiamo colmato il gap infrastrutturale con un Paese come la Francia».
PROPEDEUTICO ALL'ULTIMO MIGLIO. Per questa ragione anche il piano presentato da Fastweb, che porta la fibra ai cabinet che collegano milioni di case prima non raggiunte dalla banda ultralarga, non andrà in conflitto ma anzi sarà propedeutico anche alla stesura dell’ultimo miglio in fibra, come vuole il piano del governo, «quando Enel, Metroweb, Tim o altri operatori saranno pronti con un piano globale», ha sottolineato Calcagno.
«VALUTEREMO ANCHE IL PIANO ENEL». Un progetto, quello della banda ultralarga, che è ancora tutto da disegnare, ma sul quale operatori e governo sono già da tempo a lavoro per definire tempistiche e modalità per portare la connettività veloce a cittadini e aziende. Per questa ragione, ha ricordato Calcagno, il piano Fastweb non si sovrappone a quello di altri operatori ma sarà “propedeutico”. «Guarderemo anche il piano di Enel e parleremo con tutti».
AZZERARE IL DIGITAL DIVIDE. Insomma, nessun antagonismo, ma un lavoro e un investimento nel segno di una infrastruttura sempre più potente e veloce, capace di contribuire ad azzerare nel tempo il digital divide che ormai da troppi anni caratterizza l’Italia.

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