Inchiesta Dell Indian 160405185354
DOCUMENTI 5 Aprile Apr 2016 1302 05 aprile 2016

Panama papers, il coinvolgimento di Elettronica Spa

La stampa indiana accusa la partecipata di Finmeccanica. 'Commissioni' pagate attraverso società nei paradisi fiscali. Ma c'entrano anche le Filippine.

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L'inchiesta dell'Indian Express.

C'è anche Elettronica Spa, partecipata dalla famiglia Benigni al 35,3%, dalla francese Thales al 33,3% e da Finmeccanica al 31,3% tra le società che avrebbero avviato operazioni attraverso società offshore appoggiandosi allo studio Mossack Fonseca di Panama. Il coinvolgimento della società italiana in quella che è stata chiamata la più grande fuga di notizie della storia è basata su documenti e email dello studio legale panamenese ed è stata ricostruita sul quotidiano Indian Express dalla giornalista investigativa Indian Express, specializzata in sicurezza e corruzione.
L'attenzione indiana è dovuta ai numerosi contratti che la Elettronica Spa avrebbe siglato attraverso società offshore con le società della Difesa di New Delhi.
I Panama Papers, infatti, proverebbero presunte commissioni passate per due società offshore e legate a forniture di equipaggiamenti elettronici da guerra di Elettronica Spa all'areonautica e la marina indiane.
COMMISSIONI FINO AL 17% SUI CONTRATTI. L'accordo risalirebbe al 2000: le commissioni del 5 e del 17% sarebbero state pagate attraverso società offshore operanti nel settore della manifattura e dei servizi registrate presso lo studio legale Mossack Fonseca – la prima, la Intertrade Enterprises limited fondata alle Bahamas nel 1993, la seconda, classificata come braccio operativo della prima, si chiama Intertrade Projects consultants limited, registrata a Dublino nel 1997 ma di diritto panamense. E entrambe sono gestite da manager panamensi.
Attraverso le due 'scatole nere' e in particolare attraverso la Intertrade Projects consultants limited, le commissioni sarebbero arrivate a un'altra società che fa riferimento a un cittadino indiano e a un'altra basata alle Isole Vergini. «Una comunicazione tra Intertrade Projects e Elettronica Spa», scrive il quotidiano indiano, «fa riferimento a un contratto sottoscritto nel 1996 e esteso fino al 2001».
L'Indian Express cita poi una serie di fatture della Intertrade con il nominativo di Elettronica spa: una risale al 2000, fa riferimento a un accordo del 1996 e fissa la commissione del 17% a 112 .399 euro con riferimento alla sottoscrizione di tre contratti. Un'altra, invece, risale al 2004.



Il coinvolgimento del ministero della Difesa indiano

Gli indiani sono interessati alla faccenda perchè la Intertrade sembra aver gestito numerosi contratti verso l'India e coinvolto lo stesso dicastero della Difesa di New Delhi. In una lettera del dicembre 1998, trasmessa nel 2000 dalla Elettronica Spa alla Intertrade, infatti, le autorità di New Delhi fanno presente un ritardo nelle forniture di sette mesi e l'obbligo di pagarel'1% dell'ammontare del contratto e delle commissioni per ogni mese di ritardo.
LA LISTA DEI PRODOTTI. Il quotidiano indiano spiega che dai documenti non si può identificare la quantità precisa dei contratti e il loro valore complessivo. In compenso si può leggere un accordo commerciale per l'acquisizione di sei prodotti italiani, tra cui un sistema elettronico di intelligence per le forze armate indiane (Elint), un sistema di ricezione di allarmi radar (Rwr), un sistema di allerta per l'avvicinamento di missili (Maw) da installare su elicotteri Mi-17, un sistema di ricezione di allerta a laser e di allerta missilistica per gli elicotteri. inoltre equipaggiamenti di scorta, servizi di assistenza e pezzi di ricambio per i sistemi elettronici già venduti alla marina militare indiana e all'aeronautica.
SUBCONTRATTI E NUOVE COMMISSIONI. Nel 2002, sempre secondo l'Indian Express, la Intertrade comunica a Elettronica Spa di essere intenzionata a firmare un contratto con l'americana Thunderbird Industries. La società Usa firma un accordo con il ramo di Dubai della Intertrade in cui si parla di commissioni tra il 4 e il 14% per la vendita di equipaggiamenti in India.
E in un'altra si parla di finalizzare un altro sub contratto con la Sisur Business Corporation. La società secondo l'accordo riceverà il 14% delle commissioni dalla Intertrade per i contratti sotto i 10 milioni di dollari e del 13% per i contratti superiori. Seguono accordi a tre parti che specificano come la Intertrade sia un agente di Elettronica Spa dal 1993.

I profitti annuali? Solo tra i 1.300 e i 2.500 euro


Il tutto paradossalmente avrebbe portato alla Intertrade profitti annuali risicati, tra i 1300 e i 2500 euro. «Un'email (dello studio Mossack Fonseca, ndr», scrive l'Indian Express, «afferma che l'effettiva chiusura della società sarebbe avvenuta a gennaio 2014». «Dopo aver mostrato un basso margine di profitto durante la sua esistenza, prosegue il quotidiano, «la società mostra nel bilancio 2013 una perdita di 17.00 7 sterline (pari a 21.400 euro). Nel febbraio 2015 altre mail dicono che la società sarà chiusa entro pochi mesi».
«I CONTRATTI RISALGONO AL '92». Da parte sua Elettronica Spa ha spiegato di rifiutare «ogni pratica illecita», ha dichiarato di aver avuto rapporti con una società denominata Intertrade Proects consultants ltd basata a Londra e poi trasferita a Dublino, ma di non conoscere tutti gli altri eventi e circostanze e protagonisti dell'inchiesta. E ha specificato che gli unici contratti firmati con il governo indiano sono stati siglati da una società acquisita da Elettronica Spa nel 1992 e portati a termine tra il 1996 e il 2004, legati alla fornitura di parti di ricambio relativi ad apparati precedentemente ceduti all'esecutivo di New Delhi.
L'Indian Express si concentra sull'India ovviamente, ma cita anche un accordo della Intertrade con un'altra società controllata da Finmeccanica Spa per una fornitura destinata alle Filippine.
Ma per ottenere maggiori informazioni è necessario attendere la pubblicazione integrale dei documenti.

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