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SCANDALO 6 Aprile Apr 2016 1842 06 aprile 2016

Panama Papers, conti segreti per il gotha cinese

Otto dirigenti del Partito comunista nei leaks. Sede Uefa perquisita. Assange contrro l'Icij.

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Il presidente della Cina, Xi Jinping.

Dopo i conti segreti di Putin, quelli del gotha del Partito comunista cinese.
La bufera Panama Papers si dirige verso Pechino, con le nuove rivelazioni che rischiano di creare grandissimo imbarazzo a Xi Jinping, che ha fatto della lotta alla corruzione la priorità della sua presidenza. Secondo il Guardian, nei documenti filtrati dallo studio panamense Mossack Fonseca ci sono anche i nomi di familiari di otto tra i più importanti dirigenti del Pcc.
In particolare, tra coloro che per sfuggire al fisco avrebbero utilizzato compagnie offshore compaiono il cognato del presidente cinese Xi, il genero di Zhang Gaoli, membro del politburo cinese, la figlia di Li Peng, che guidò la repressione contro i manifestanti di piazza Tiananmen, e la nuora di Liu Yunshan, il capo della propaganda, che sarebbe stata azionista e direttrice di una società registrata nelle Isole Vergini.
PERQUISITI GLI UFFICI UEFA. Intanto, è tornata la polizia negli uffici del governo del calcio, che è finito ancora una volta travolto da accuse di corruzione ed evasione. Prima i sospetti sul nuovo presidente della Fifa, Gianni Infantino, poi la perquisizione negli uffici Uefa di Nyon, in Svizzera, alla ricerca di carte sull'attribuzione dei diritti televisivi della Champions League. Nel bel mezzo della tempesta è scoppiata anche la 'guerra dei leaks', con l'organizzazione di Julian Assange che ha accusato il Consorzio di giornalisti investigativi all'origine dei Panama Papers di attaccare Putin per conto degli Stati Uniti.
NEL MIRINO I DIRITTI TIVÙ. A pochi mesi dallo scandalo planetario della Fifa, che ha travolto anche il presidente Uefa Michel Platini, ecco che le rivelazioni sulle società offshore riaccendono i riflettori su pratiche opache nell'attribuzione dei diritti tivù. A partire da quelli per l'Ecuador, affidati alla società Cross Trading, citata nei Panama Papers. L'Uefa ha diramato un comunicato in cui assicura di aver «fornito alla polizia federale tutti i documenti in suo possesso» e di voler «cooperare in modo completo». Così come Infantino ha ribadito di non avere nulla da temere dalle indagini: «Sono per la trasparenza e a disposizione per ogni chiarimento». Nel settembre 2006, la Cross Trading acquisì dall'Uefa i diritti tv della Champions per il 2006-2009, pagandoli 111.000 dollari. Nel marzo seguente, vi aggiunse per 28 mila dollari anche i diritti per l'Europa League e la Supercoppa europea.
DUE FACCENDIERI ARGENTINI. A questo punto entrano in scena Hugo e Mariano Jinkis, due faccendieri argentini perseguiti dalla giustizia americana nel quadro dello scandalo Fifa. Infantino avrebbe firmato nel 2006 e nel 2007 quei contratti di cessione di diritti a nome dell'Uefa con la società offshore dei Jinkis. I due sono accusati di aver versato decine di migliaia di dollari di tangenti in cambio di tali diritti di diffusione in Sudamerica. Inoltre, si è dimesso Juan Pedro Damiani, membro del comitato etico Fifa, che secondo i file della Mossack Fonseca ha fatto da intermediario nell'affare con il suo studio legale e ha lavorato per oltre 400 società offshore. Sette sarebbero state legate all'ex presidente Fifa Eugenio Figueredo.
ASSANGE ATTACCA SOROS. In serata, il siluro di Julian Assange e della sua Wikileaks, che con un tweet ha attaccato il miliardario americano George Soros e il consorzio investigativo di 109 media (Icij) accusandoli di essere strumento di un complotto anti-Putin sostenuto dagli Usa. «L'attacco contro Putin» - ha scritto WikiLeaks, che proprio questa settimana ha celebrato i sei anni dal suo primo scoop, il video di soldati americani che aprivano il fuoco su civili - «è stato scritto dall'Occrp, organismo che ha nel mirino la Russia e le ex repubbliche sovietiche ed è finanziato da Usaid e da George Soros». Pur riconoscendo il ruolo di Occrp (Organized crime and corruption reporting project), l'organizzazione di Assange ha denunciato il fatto che «gli Usa finanziano direttamente gli attacchi dei Panama Papers contro Putin». L'accusa al Consorzio di essere filo-Usa era già venuta nelle ultime ore da diversi ambienti della destra e dei seguaci di Putin nel paesi occidentali.
LA FRANCIA CHIEDE DI REINSERIRE PANAMA NELLA LISTA NERA. In Francia, il ministro delle Finanze, Michel Sapin, ha annunciato che chiederà all'Ocse di reinserire Panama nella lista nera dei paesi che non cooperano in materia di trasparenza fiscale, proprio come ha fatto il governo di Parigi. Nel complicato intreccio di finanziamenti illeciti e società offshore non poteva mancare una società lussemburghese di cui è socio anche Dominique Strauss-Kahn. A Londra, il primo ministro David Cameron ha fatto trapelare che né lui né i suoi figli godranno mai «neppure in futuro» dei fondi offshore della società finanziaria creata nei paradisi fiscali caraibici dal suo defunto padre, Ian, nel 1982 e che per oltre 20 anni non ha pagato tasse nel Regno Unito.

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