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RAPPORTO 7 Aprile Apr 2016 1155 07 aprile 2016

Istat, Italia sempre più vecchia e spaccata tra Nord e Sud

Pochi matrimoni, ancor meno figli e tanti, tanti anziani. Stranieri a quota 5 milioni.

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Istat.

Un Paese vecchio, dove le nascite arretrano di pari passo alla speranza di vita e i matrimoni sono sempre di meno.
È il ritratto dell'Italia che emerge dalle tavole Istat contenute nel rapporto 'Noi Italia', all'interno del quale traspare pure la drammatica forbice nella ricchezza tra Nord e Sud.
INTERNET PER POCHI. Un quadro quello dell'Istat, che tratteggia pure i comportamenti degli italiani, a cominciare dalle resistenenze nell'utilizzo di internet. Senza dimenticare le difficoltà nell'accesso al mondo del lavoro per i più giovani.

Ogni 100 giovani 157 anziani

Pochi matrimoni, ancor meno figli e tanti, tanti anziani. L'Italia è un Paese di vecchi, almeno a guardare le statistiche. Al primo gennaio 2015 - secondo il rapporto Istat - si registra un deciso sorpasso: ci sono 157,7 anziani ogni 100 giovani. E 55,1 persone in età non lavorativa ogni 100 in età lavorativa; valori in continua ascesa negli ultimi anni. A fronte di ciò, secondo le prime stime relative al 2015, per la prima volta negli ultimi 10 anni, la speranza di vita alla nascita arretra, con un decremento di 0,2 punti per gli uomini (80,1) e 0,3 per le donne (84,7). Nel Mezzogiorno i valori della speranza di vita si confermano al di sotto della media nazionale.
TRE MATRIMONI OGNI MILLE ABITANTI. Hanno perso appeal anche i fiori d'arancio. Con 3,2 matrimoni ogni mille abitanti, l'Italia rimane uno dei paesi dell'Ue 28 in cui si va meno a nozze. Nel corso del 2014 in tutte le regioni si è verificata una stasi o un calo, fatta eccezione per il Trentino-Alto Adige. Resiste la tradizione del Mezzogiorno con la nuzialità più alta mentre il Nord-ovest è l'area con meno matrimoni rispetto alla popolazione. Se si pronunciano pochi 'sì' è pure vero che ci si dice addio meno che altrove. L'incidenza di divorzi è bassa: 8,6 ogni 10 mila abitanti nel 2014; a livello europeo solo Irlanda e Malta registrano valori inferiori. La fotografia scattata dall'Istat mostra, infine, una scarsa propensione ad allagare la famiglia. Continua, infatti, a diminuire il numero medio di figli per donna: nel 2014 si attesta a 1,37, mentre occorrerebbero circa 2,1 figli per garantire il ricambio generazionale.

Pil pro capite, Nord doppia il Sud

Il Pil pro capite nel Mezzogiorno (16.761 euro) è quasi la metà di quello del Nord Ovest (30.821) e poco cambia se si guarda al Nord Est (29.734 euro).
DATO PIÙ BASSO DA 10 ANNI. I dati sono del 2014, con una media nazionale a 25.256 euro, la più bassa, stando alle serie riportate, almeno da 10 anni, ovvero dal 2004.
I numeri sullo spaccato territoriale non vanno oltre il 2014, lasciando fuori il 2015, anno in cui, almeno a livello nazionale, il Pil è salito dello 0,8%.

Oltre 2 milioni di giovani non studiano né lavorano

Sono oltre 2,3 milioni (il 25,7% del totale) i giovani tra i 15 e i 29 anni che nel 2015 non sono inseriti in un percorso scolastico e/o formativo e non sono impegnati in un'attività lavorativa. L'incidenza è più elevata tra le donne (27,1%) e nel Mezzogiorno (in Sicilia e Calabria sfiora il 40%).
CALO RISPETTO AL 2014. Tuttavia la quota è in calo rispetto all'anno precedente: nel 2014 i giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet, erano il 26,5%. Il primo ribasso dall'inizio della crisi. Tra chi ha da poco varcato la soglia dei 30 anni risulta laureato uno su quattro.

Omicidi e rapine in calo, crescono i furti

Omicidi e rapine in calo, ma a fronte di un aumento dei furti: i primi e le seconde si sono registrati rispettivamente in un numero di casi pari a 0,78 e a 64,5 per 100mila abitanti. In flessione invece i furti denunciati, soprattutto quelli in appartamento (420,9 per 100 mila abitanti).
IL 31% DELLE VITTIME SONO DONNE. I dati Istat evidenziano un affievolimento delle differenze territoriali, anche se l'incidenza maggiore di omicidi continua a registrarsi in Calabria, con la Campania che invece svetta per il valore massimo di rapine, a fronte del Centro-Nord che presenta i tassi più alti per furti denunciati. È di sesso femminile il 31,1% delle vittime di omicidio, e nel 55% dei casi l'assassino è il partner o l'ex partner.

Gli stranieri raggiungono quota 5 milioni

In Italia risiedono oltre 5 milioni di cittadini stranieri (1,9% in più rispetto all'anno precedente) che rappresentano l'8,2% del totale dei residenti. All'inizio del 2015 erano regolarmente presenti 3.929.916 cittadini non comunitari (55 mila in più rispetto al 2014). Il flusso in ingresso di cittadini non comunitari verso il nostro Paese risulta in flessione: nel corso del 2014 i nuovi permessi rilasciati sono stati quasi il 3% in meno rispetto all'anno precedente.
AUMENTO AL SUD. La riduzione dei nuovi ingressi ha riguardato soprattutto il Nord-est del Paese, mentre nel Mezzogiorno si è registrato un deciso aumento (quasi 8 mila in più), a seguito soprattutto degli arrivi per mare di persone in cerca di protezione internazionale.

Uso del web, fanno peggio solo Bulgaria e Romania

L'Italia è ancora indietro nell'uso del web: la posizione nazionale è decisamente inferiore alla media Ue 28 (75% nel 2014) solo Bulgaria e Romania fanno peggio di noi. Nel confronto europeo, anche la diffusione della banda larga nelle famiglie italiane è inferiore alla media dei 28 paesi (78% nel 2014), i valori più elevati si registrano nel Nord Europa. Secondo l'Istat, gli utenti di Internet nel nostro paese sono il 60,2% (circa 34 milioni e 500 mila persone), ma solo il 40,3% si connette quotidianamente. La totalità delle regioni del Centro-Nord ha livelli di uso di Internet superiori al valore nazionale, nel Mezzogiorno la quota è più bassa.
UTILIZZO COLLEGATO ALL'ETÀ. L'uso della rete è fortemente collegato all'età, con una quota di utenti che decresce progressivamente dopo i 24 anni. Ad eccezione dei più giovani, l'uso della rete è ancora caratterizzato da forti differenze di genere. Riguardo la banda larga, dal 2006 è aumentata la quota di famiglie che dispongono di una connessione veloce per accedere a Internet da casa, con quasi due terzi delle famiglie che nel 2015 utilizzano una connessione a banda larga. Il Mezzogiorno, e in particolare la Calabria (56,6%), si trovano in posizione svantaggiata.

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