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AZIENDE 8 Aprile Apr 2016 1856 08 aprile 2016

Mediaset Premium passa a Vivendi

Scambio azionario del 3,5% e passaggio al gruppo francese della pay tv. Concluso «un importante accordo strategico industriale vincolante».

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Il simbolo di Mediaset.

Vivendi annuncia di aver concluso ''un importante accordo strategico industriale vincolante con Mediaset' che prevede uno scambio azionario del 3,5% e un passaggio al gruppo francese della pay tv Mediaset Premium.
Le due aziende, si legge in una nota di Vivendi, «hanno convenuto di sviluppare una partnership industriale a vocazione internazionale», che comprende iniziative su produzione e distribuzione di contenuti, ma anche la creazione di una piattaforma di tv su Internet. L'accordo, aggiunge la nota, «conferma la volontà di Vivendi di costruire un asse forte di sviluppo in Europa del Sud, un mercato con radici e cultura vicine alle sue.
VIVENDI SI ALLARGA IN EUROPA. La presenza significativa di Mediaset in Italia e in Spagna, attraverso canali generalisti e tematici gratuiti e a pagamento, rappresenta una tappa importante nella concretizzazione di questa strategia». Sul fronte della pay tv, in particolare, Vivendi «con Mediaset Premium amplia in modo significativo la sua presenza in Europa, portando la sua base di abbonati totale a oltre 13 milioni, in un mercato italiano che offre importanti prospettive di crescita».
PIER SILVIO BERLUSCONI PER ORA FUORI DAL CDA. «È un accordo di cui siamo molto soddisfatti, che guarda a sviluppi di natura industriale». Lo afferma il vice presidente e a.d Mediaset Pier Silvio Berlusconi dopo l'accordo con Vivendi. «È una scelta strategica che abbiamo assolutamente cercato, la migliore possibile», aggiunge. Un suo ingresso nel Cda «ad oggi non è previsto, ma non escludo che avvenga», ha detto Berlusconi, che ha sottolineato: «Se mi chiedete se questo è il primo passo per un disimpegno della famiglia Berlusconi dai media, vi dico: assolutamente no! Tutt'altro, la volontà è quella di investire e spingere, e lo dico con convinzione:. è il primo passo verso un'apertura europea».
PARTECIPAZIONE DI VIVENDI SOTTO IL 5% PER 3 ANNI. L'alleanza tra Mediaset e Vivendi è un «patto europeo» che mira a sviluppare «nuovi progetti industriali su scala internazionale».
L'accordo, che dovrebbe essere finalizzato entro il 30 settembre, prevede dei paletti per i francesi. Vivendi, Mediaset e Rti sottoscriveranno un accordo di lock up di tre anni. In particolare Vivendi e Fininvest, alla data del closing, sottoscriveranno un patto parasociale di stabilità: nel primo anno Vivendi non potrà effettuare alcun acquisto di azioni Mediaset. Nel secondo e terzo anno non potrà possedere una partecipazione complessiva superiore al 5 per cento.

«Un grande polo europeo»

L'alleanza tra Mediaset e Vivendi è una sfida agli 'over the top' americani. «Questo investimento dimostra una volta di più il nostro impegno e i nostri stretti legami con l'Italia: la conferma della nostra strategia, sempre dichiarata, di creare un gruppo paneuropeo leader nel settore media e nella produzione di contenuti» ha commentato il ceo Arnaud De Puyfontaine. Per quanto riguarda l'orizzonte temporale dell'intesa, per ora è stato firmato un lock up a tre anni, l'ad di Mediaset dice «forever». Non si parla invece per ora di governance.
SCAMBIO DI AZIONI. L'operazione, per la quale JpMorgan e Credit Suisse hanno dato una fairness opinion a Mediaset, prevede che il Biscione ceda il 3,5% di azioni proprie (sulla media degli ultimi 3 mesi dei corsi di Borsa valutato circa 137 milioni) a Vivendi, ricevendo in cambio lo 0,54% del capitale sociale del gruppo francese. Contemporaneamente verrà ceduta da Rti a Vivendi, il 100% del capitale sociale di Mediaset Premium (compreso dunque l'11,11% attualmente in mano a Telefonica) a fronte della cessione da Vivendi a Rti di un ammontare di azioni proprie pari al 2,96%. Il 3,5% complessivo di Vivendi è stato valutato 893 milioni di euro. Ne consegue una valorizzazione di Premium di circa 756 milioni di euro.
«AVEVAMO RICEVUTO ALTRE OFFERTE». «Avevamo avuto un'offerta da un concorrente satellitare di Premium ma in termini di opportunità strategica questa è l'opzione che abbiamo ritenuto molto, molto migliore», perché ha spiegato Pier Silvio Berlusconi «è un accordo che guarda a sviluppi di natura industriale».
L'alleanza si articola su tre progetti. «Nascerà innanzitutto una nuova major europea per la creazione di contenuti, che si occuperà di produzioni su scala internazionale. I contenuti saranno ideati e realizzati da una nuova struttura per il mercato globale e saranno distribuiti sulle reti tv in Italia, Francia e Spagna», ha chiariro Pier Silvio.
PIATTAFORMA PANEUROPEA DI STREAMING. Verrà creata la prima piattaforma pan-europea di streaming di contenuti on demand unendo le properties online dei due gruppi in Italia, Francia, Spagna e Germania ma guardando ai Paesi dove il gruppo non è presente. E infine la battaglia delle pay tv: Mediaset Premium confluirà in un network globale di pay tv che ha già basi in Francia, Polonia, Africa, America Centrale, Estremo Oriente portando la base di abbonati totale a oltre 13 milioni.

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