Trivelle: da Psi libertà di voto
ECONOMIA & IMPRESE 8 Aprile Apr 2016 1000 08 aprile 2016

Referendum trivelle, a rischio il bilancio di Eni ed Edison

Se vincono i sì, impatto pesante per i conti delle compagnie petrolifere. Uno studio esclusivo dell'Ispi per pagina99.

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Tra i 3 e i 6,1 miliardi di euro, concentrati in buona parte sui prossimi cinque anni: questa è la misura del fatturato che Eni (per circa tre quarti) ed Edison, concessionarie in Italia per tutte le piattaforme estrattive attive entro le 12 miglia, si stanno giocando sul tavolo del referendum abrogativo del 17 aprile.
Al netto del tema ambientale e del significato politico della consultazione, infatti, è questo il valore economico in gioco che si può stimare rispetto alla scelta di vietare nuovi rinnovi delle concessioni per gli impianti che si trovano a meno di 22,1 chilometri dalle coste.
UN MACIGNO IN BILANCIO. Un valore economico che peserebbe sui conti di Eni – la società è quotata in Borsa ma lo Stato ne detiene ancora il controllo attraverso il 30,1% delle azioni che fanno capo alla Cassa depositi e prestiti (25,76%) e al ministero dell’Economia (4,34%) – e di Edison, la società nata dalle ceneri di Montedison e oggi sotto il controllo totale della francese Edf (dopo l’uscita dei soci italiani riuniti in Delmi nel 2012 e il conseguente delisting dalla Borsa).
La stima è stata calcolata in esclusiva per pagina99 dall’Energy Watch dell’istituto Ispi.

Questo articolo è un estratto dell'inchiesta sul petrolio firmata da Mattia Salvi e pubblicata sul numero di pagina99 in edicola dal 9 al 16 aprile, il cui servizio di copertina è dedicato alla bolla del food: Bolle e bollicine. Il miracolo italiano del mangiare fuori a rischio crac.

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