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EDITORIA 9 Aprile Apr 2016 1315 09 aprile 2016

Cairo, i soci Rcs studiano le contromosse

ESCLUSIVO. Riunione segreta tra Nagel, Della Valle, Cimbri e Tronchetti per cercare di fermare l'editore di La7. La guerra per il Corriere si infiamma.

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Diego Della Valle.

Presi alla sprovvista, come polli. I soci di Rcs non si danno pace all’indomani dell’annuncio dell’ops (offerta pubblica di scambio) con cui Urbano Cairo vuole prendersi il controllo di Rcs. E ora meditano di passare al contrattacco: per questo fine settimana infatti Mediobanca ha chiamato a raccolta Unipol, Della Valle e Marco Tronchetti Provera, che insieme fanno ancora il nocciolo duro del gruppo, per studiare le contromosse.
E c’è da immaginare che Alberto Nagel, ad di Piazzetta Cuccia, Carlo Cimbri, numero uno delle assicurazioni bolognesi, insieme a Mr Tod’s e al patron di Pirelli, cercheranno di sbarrare la strada all’editore de La7.
CAIRO SOSTENUTO DALLE BANCHE. Impresa tutt’altro che facile, visto che Cairo, oltre ad averli colti di sorpresa, ha dalla sua l'appoggio delle banche creditrici. In particolare di Intesa Sanpaolo, che attraverso la sua merchant bank, Imi, figura addirittura tra gli advisor dell'operazione. Ma la strada è tutta in salita.
La contromossa infatti richiede innanzitutto di individuare uno o un gruppo di imprenditori interessati. E poi quasi sicuramente dovrà essere finanziata per contanti, quando invece Cairo, contando sulla quasi doppia capitalizzazione della sua azienda rispetto a quella di Rcs, non sborserà un soldo.
IL MARGINE È IL PREZZO. Uno dei possibili margini di manovra dei soci è piuttosto il prezzo, che non è basso in base ai parametri di mercato, ma lo è perché tutti loro hanno la partecipazione nella società che edita il Corriere della sera iscritta a bilancio a valori molto più elevati. Ma molti analisti sono concordi nel dire che Cairo si sia mantenuto volutamente basso per avere poi spazio per un eventuale rilancio migliorativo dell'offerta. Un fatto comunque è sicuro: Mediobanca, Pirelli, Unipol e Della Valle hanno tutta l'intenzione di sbarrare il passo a colui da cui si sentono «traditi».
La battaglia di via Solferino sarebbe dunque solo agli inizi, e per ora ha in Cairo il vincitore. Che si riesca a ribaltarne le sorti è tutto da vedere: ci vuole rapidità, spregiudicatezza, e soprattutto, dettaglio non secondario, un bel po' di soldi.

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