Banca Popolare Vicenza 160305150541
CREDITO 18 Aprile Apr 2016 1141 18 aprile 2016

Popolare di Vicenza, le zone d'ombra sull'aumento di capitale

Quale governance con Atlante? Consob in pressing sul bilancio. Tutte le incognite su Bpvi.

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La sede della Banca Popolare di Vicenza in via Frammarin.

Un aumento di capitale tra le incognite. Il 18 aprile il consiglio di amministrazione di Banca popolare di Vicenza si appresta a fissare il prezzo delle azioni per la ricapitalizzazione da 1,75 miliardi necessaria a riportare la patrimonializzazione dell'istituto di credito in linea con i parametri imposti dalla vigilanza europea, dopo la gestione sciagurata della vecchia dirigenza, ma a dodici giorni dall'operazione le zone d'ombra sono incredibilmente ampie.
ATLANTE SALVA UNICREDIT. In casa Bpvi buona parte dei titoli rischiano di non essere acquistati. Anche perché le banche italiane che competono per rastrellare capitali sul mercato sono numerose, oltre alla ex popolare di Vicenza anche Veneto Banca, Banco popolare si avviano a varare i rispettivi aumenti. Tanto che via Framarin non è riuscita nemmeno a determinare una forchetta di prezzo precisa a causa di indicazioni di interesse non sufficienti (aggiornamento del 18 aprile, ndr).
Unicredit che aveva garantito l'inoptato dell'istituto veneto attraverso un'operazione di sistema - Banca Intesa si occupava di Montebelluna, il gruppo di piazza Gae Aulenti di Popolare di Vicenza - all'ultimo si è tirata indietro. Accollandosi l'intero inoptato, l'istituto di credito guidato da Federico Ghizzoni sarebbe stato a sua volta costretto a un aumento di capitale, e la testa del suo ad già alle prese con un «consiglio dinamico», come lo ha definito lo stesso Ghizzoni all'ultima assemblea dei soci, avrebbe rischiato grosso.
INCOGNITA SULLA FUTURA GOVERNANCE. A salvare Vicenza, quindi, è arrivata un'altra operazione di sistema, varata in fretta e furia dal Tesoro: il fondo privato Atlante, gestito dalla Quaestio Sgr, si carica in spalle l'inoptato. Nel giorno del consiglio di amministrazione di Bpvi, Unicredit ha raggiunto con Quaestio Sgr, per conto del fondo Atlante, un accordo che prevede il sub-underwriting (il subentro) per gli impegni di garanzia.
Piazza Gae Aulenti investe nel fondo 1 miliardo - invece che gli 1,5 accordati alla banca di Iorio - scommettendo per di più sull'azione positiva sulle sofferenze bancarie e sull'atteso ritorno dell'investimento. Ghizzoni, anzi, ha sostenuto che l'interesse nei confronti dell'operazione Atlante deriva soprattutto dal dossier sofferenze, nonostante i calcoli finora effettuati sulla potenza di Atlante fanno pensare che anche considerando l'effetto leva riuscirà ad alleviare dal peso dei crediti deteriorati soprattutto le piccole banche in difficoltà.
La bozza preliminare su Atlante, del resto, già specificava che il primo intervento su una banca target sarebbe stato effettuato entro il 29 aprile. Insomma i tempi sono stati calcolati ad hoc per l'affaire Vicenza, ma l'operazione è stata precipitata. Il fondo non ha ancora ottenuto le autorizzazioni necessarie. E soprattutto non è chiaro cosa potrebbe succedere se Atlante, partecipato tra gli altri da Intesa, Unicredit, Mps, Unipol, Generali, Cdp e fondazioni bancarie, dovesse ritrovarsi in tasca la maggioranza della azioni di Banca popolare di Vicenza. Insomma, a 12 giorni dalla collocazione dei titoli, il mercato si trova davanti a un aumento di capitale, senza sapere quale sarà l'eventuale governance dell'istituto di credito in caso di 'salvataggio'.
L'INDAGINE CONSOB SU CATTOLICA. C'è poi un'altra zona d'ombra: il bilancio della banca. L'ultima assemblea del 26 marzo ha bocciato l'azione di responsabilità contro Zonin e ha approvato un bilancio che rischia di essere rivisto. A gennaio la Consob ha aperto un'indagine sulla partecipazione di Bpvi in Cattolica assicurazione. La compagnia di assicurazione di Verona ha acquistato azioni e sottoscritto azioni di Bpvi, investimento praticamente azzerato, mentre l'istituto di credito ha mantenuto una partecipazione superiore al 15,7% in Cattolia. Ma la quota in Cattolica iscritta nel bilancio di Bpvi secondo l'autorità di controllo sulla Borsa non risulterebbe in linea con le attuali quotazioni di mercato. In tutto questo, secondo quanto risulta a Lettera43.it, già un mese e mezzo fa l'advisory board che si sta occupando dell'operazione di quotazione calcolava l'ipotesi di un prezzo di azione inferiore a un euro, che risulterebbe peraltro in linea con l'andamento degli istituti di credito più deboli sul mercato. E le incognite sul cielo vicentino certo non aiutano ad aumentarlo.

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