Governatore North Carolina 160420160212
SPIN DOCTOR 20 Aprile Apr 2016 1537 20 aprile 2016

Il partito delle aziende, nuovo alleato degli Lgbt

Così le corporation fanno lobbying per i diritti civili. E influenzano la politica.

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Il governatore del North Carolina Pat McCrory.

In questo spazio ho parlato spesso della condotta delle grandi aziende e dei loro sforzi per rappresentare all’esterno le proprie istanze, illustrandole sia ai decisori rilevanti sia al pubblico.
Un’azienda non è solo un operatore economico, impegnato quotidianamente nel perseguimento dei propri obiettivi di business, ma una realtà imprenditoriale immersa in un reticolo di relazioni e collocata in determinati ambienti sociali.
Da tempo si è ormai diffuso il concetto di Corporate Social Responsibility e il valore della reputazione è talmente prezioso da essere considerato tra i fattori che hanno un impatto decisivo sulla performance.
IN GIOCO C'È LA REPUTAZIONE. Quando un’azienda prende pubblicamente posizione su temi delicati e controversi rischia di mettere a dura prova la propria reputazione.
Un esempio? L’introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
L’atteggiamento nei confronti di una questione così potenzialmente divisiva va calibrato, senza opportunismi. Ne sa qualcosa Guido Barilla che, intervistato in radio, espresse in modo franco il proprio punto di vista senza prevedere che le sue frasi avrebbero potuto essere mal interpretate.
Se allora furono i consumatori a lanciare azioni di boicottaggio contro la presunta omofobia del più famoso produttore di pasta nel mondo (smentita poi dai fatti), sono state recentemente le aziende stesse a boicottare un governo locale per contrarietà rispetto ad alcune scelte legislative.
IL 'CASO HB2' DEL NORTH CAROLINA. Gli Stati Uniti di Barack Obama hanno vissuto un importante momento storico quando, nel giugno 2015, la Corte Suprema ha reso incostituzionali le leggi statali che vietavano il matrimonio gay.
La sentenza ha spinto molti Stati conservatori a varare provvedimenti che tendono a sdoganare comportamenti discriminatori nei confronti dei membri della comunità Lgbt, ritenuti non in linea con i valori che si presumono maggioritari tra i cittadini.
Quanto accaduto in North Carolina ha però del grottesco. Quando le autorità della città di Charlotte hanno approvato, lo scorso febbraio, un’ordinanza che autorizzava i cittadini a utilizzare i bagni pubblici riservati al sesso con cui si definivano, lo Stato del North Carolina ha reagito duramente varando la House Bill 2 (HB2).

Grandi aziende prendono posizione contro il governatore McCrory

La sede di Deutsche Bank.

Il governatore repubblicano Pat McCrory ha presentato la norma come uno strumento per porre fine alle intollerabili decisioni assunte a Charlotte, che intervenivano per risolvere un “non-problema”.
McCrory non poteva prevedere che una legge statale sui servizi igienici avrebbe scatenato discussioni a livello globale e la minaccia di importanti ripercussioni sull’economia dello Stato.
La lista delle aziende che hanno preso ufficialmente posizione contro HB2 è notevole: PayPal, Google, Apple, American Airlines, Marriott, Bank of America, Facebook, Airbnb, Yahoo, Twitter, Pfizer, Levi Strauss e molte altre.
LA REAZIONE DI PAYPAL E DB. Alle proteste formali sono seguiti i fatti: PayPal ha annunciato che l’apertura di un centro operativo a Charlotte sarebbe stata rimandata. Quattrocento posti di lavoro andati in fumo per il rischio che alcuni dei dipendenti si sentissero discriminati.
Anche il colosso tedesco Deutsche Bank ha dichiarato che 250 nuove assunzioni nel centro di sviluppo software della vicina città di Cary sarebbero state congelate, per onorare il proprio impegno in favore dell’eguaglianza.
Qualche giorno fa il Wall Street Journal ha riferito che l’incauto governatore sta già lavorando per individuare un compromesso e fare un passo indietro.
Gli ambienti più tradizionalisti hanno reagito con stizza, interrogandosi sulle prossime mosse del cosiddetto “partito degli amministratori delegati”.
LA LOBBY DEI TRADIZIONALISTI. La definizione è comparsa in un editoriale della rivista conservatrice National Review, che denuncia l’esclusione dal dibattito pubblico di opinioni in contrasto con le posizioni mainstream dei media, delle istituzioni e dei grandi operatori economici.
Insomma, un ad si dichiara favorevole al matrimonio gay non per intima convinzione, ma per non apparire inutilmente anticonformista ed essere boicottato da una fetta importante di consumatori.
La stessa accusa viene però ribaltata dal network Cbs, che ha condotto un’inchiesta sui motivi che hanno spinto diversi Stati a varare legislazioni discriminatorie.
A coordinare tali iniziative sarebbe un potente gruppo conservatore, il Liberty Counsel, che supporta attivamente i deputati dei vari parlamenti statali nella scrittura di proposte di legge anti-Lgbt.
Partito delle aziende o lobby dei tradizionalisti? Come spesso accade, ogni battaglia culturale hai i suoi rappresentanti di interesse, da entrambi i lati della barricata.

* Professore di Strategie di Comunicazione, Luiss, Roma
Twitter @gcomin

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