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OCCUPAZIONE 20 Aprile Apr 2016 1345 20 aprile 2016

Lavoro, il calo di assunzioni nel 2016 in grafici

Meno 33% di contratti a tempo indeterminato sul 2015. Pesa la fine degli incentivi. Tutti i dati Inps.

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Secondo l'Inps il calo dei nuovi contratti è da imputare alla fine degli sgravi per le nuove assunzioni

Le assunzioni? Non decollano.
O meglio non rispettano le aspettative del 2015.
A certificare la contrazione è l'Inps, che il 19 aprile 2016 ha diffuso i dati dell'Osservatorio sul precariato.
A febbraio i nuovi contratti sono stati 341 mila, con una contrazione di 48 mila rispetto al febbraio dell'anno precedente.
Male quelli a tempo indeterminato che nei primi mesi del 2016 si sono attestati a 212 mila unità, numeri molto lontani dei 319 mila dello stesso periodo dell'anno prima e negativi anche rispetto al 2014.
SCADUTI GLI ESONERI CONTRIBUTIVI. Per l'Istituto di previdenza la contrazione dipende dalla fine degli incentivi per le assunzioni.
A dicembre 2015 infatti sono scaduti i termini per usufruire dell'esonero contributivo triennale per i nuovi contratti.
Per capire meglio il fenomeno basta osservare i numeri di dicembre in cui si vede un boom di nuovi contratti, 330 mila, il dato più alto di tutto il 2015.

TIENE IL NORD, ARRETRA IL SUD. A livello territoriale tengono le regioni del Centro-Nord mentre la perdita maggiore si è registrata al Sud (-18% dei contratti) e nelle isole (-20,8%).
Ma a veder diminuito il maggior numero dei contratti a tempo indeterminato è il Centro che rispetto allo stesso periodo 2015 ha subito un calo del 36,8%.
Tra le regioni, le più colpite sono state la Calabria (-23,1%), l'Abruzzo (-21,9%) e la Sicilia (-21,4%).
Sono riuscite invece a tenere sul fronte dei contratti Veneto (-9,5%), Molise (-10,6%) e Lombardia (-11%).


MA ALMENO CRESCONO I FULL TIME. L'unico dato positivo? Le tipologie contrattuali.
Sommando tutti i contratti stipulati si scopre che quelli full time sono stati la maggioranza: 496 mila rispetto a quelli part time (285 mila).
Leggero miglioramento anche sul fronte retributivo.
Se infatti nel 2015 lo stipendio medio lordo per i contratti a tempo indeterminato era di 1.900 euro, nei primi mesi del 2016 la busta paga si è ingrossata, non di molto, ma ha superato quota 2 mila euro arrivando a 2.063.
GIOVANI ANCORA INDIETRO. Dai dati dell'Inps si è scoperto però che a trainare le assunzioni non sono stati i giovani.
La fascia con il maggior numero di contratti è risultata infatti quella tra i 30 e 49 anni (400 mila) mentre la fascia tra i 16 e 29 non è andata oltre i 245 mila nuovi contratti.
Il 2015 era stato un anno boom: oltre 900 mila contratti a tempo indeterminato in più rispetto al 2014.
E il 61% di quelli stipulati ha usufruito dell'esonero contributivo, per un totale di 1,57 milioni di contratti.

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