Pensioni: Poletti, part-time quota donne
WELFARE 20 Aprile Apr 2016 1922 20 aprile 2016

Pensioni, le ipotesi di riforma allo studio

Dal versamento obbligatorio di parte del Tfr nei fondi complementari al ritiro anticipato ma con penalizzazione.

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Non una solo via per andare in pensione ma tre o più soluzioni a scelta a seconda della situazione in cui si trova il lavoratore che vuole accedere al pensionamento prima dell'età di vecchiaia o di aver raggiunto i requisiti per la prestazione anticipata: è una delle possibilità sulle quali sta lavorando il Governo insieme a una riforma più di sistema sulla previdenza complementare con un maggiore utilizzo del Tfr.
Ecco le ipotesi di intervento in campo anche se l'orizzonte resta quello della legge di Stabilità 2017.

1. Obbligare a versare almeno parte del Tfr nei fondi complementari

Il trattamento di fine rapporto così come è strutturato in Italia non esiste negli altri Paesi dove invece ci sono forme di indennità di licenziamento che non sono erogate sia in caso di dimissioni sia di licenziamento per colpa del lavoratore.
IL SECONDO PILASTRO VALE IL 6,91% DELLA RETRIBUZIONE. Il Tfr vale il 6,91% della retribuzione annua del lavoratore dipendente e il versamento nel fondo complementare (adesso scelto da una quota minoritaria dei lavoratori) potrebbe rafforzare in modo significativo il cosiddetto secondo pilastro. Il Governo potrebbe anche valutare il versamento obbligatorio solo di una quota del Tfr o decidere il versamento forzato solo per i nuovi assunti. Non è escluso un semplice rafforzamento dell'automatismo con il silenzio assenso senza comunicazione della possibile scelta. Al momento sindacati e aziende sono contrari.

2. Anticipo sulla pensione da restituire a rate

Tra le opzioni più accreditate c'è la possibilità di un anticipo di una prestazione 'light' (sugli 800 euro) in attesa del pensionamento da restituire a rate sull'assegno previdenziale una volta raggiunti i requisiti. Su questo punto potrebbe intervenire anche un accordo con il sistema creditizio.
SOLUZIONE PER CHI PERDE IL LAVORO POCO PRIMA DEL RITIRO. La soluzione potrebbe essere usata anche solo per le persone che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione come una sorta di mobilità lunga ma pagata dal lavoratore magari con un contributo dell'azienda.

3. Consentire la pensione anticipata ma con penalizzazione

È una possibilità per i lavoratori con un'aspettativa di pensione più alta perchè il taglio dell'assegno non dovrebbe essere inferiore al 3-4% per ogni anno di anticipo della pensione. Ipotesi però non solo costosa per il lavoratore ma anche per lo Stato che dovrebbe pagare più pensioni nel breve periodo.

4. Esclusa la staffetta generazionale

Anche la staffetta generazione appare un'opzione complessa da mettere a punto dato che va comunque finanziata come accade per il part time agevolato che pure non prevede ricambio obbligatorio.

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