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BANCHE 20 Aprile Apr 2016 1150 20 aprile 2016

Popolare di Vicenza, Atlante rileva le azioni al minimo

Il Fondo acquisterà le quote non sottoscritte nell'ambito dell'aumento di capitale a 0,1 euro. L'operazione salta in caso di obbligo di Opa. Esborso massimo a 1,5 miliardi. Potrebbe ottenere fino al 75%.

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La sede della Banca Popolare di Vicenza.

Nell'ambito degli accordo raggiunti con Unicredit, il Fondo Atlante rileverà le azioni della Popolare di Vicenza non sottoscritte nell'ambito dell'aumento di capitale ad un prezzo «non superiore al minimo», cioè pari 0,1 euro ad azione. Lo ha reso noto la Banca Popolare di Vicenza, su richiesta della Consob. La forchetta del valore azionario era stata fissata tra un minimo di 0,10 e un massimo di 3 euro.
IMPEGNO FINO A 1,5 MILIARDI. «Quaestio (la società che gestisce il Fondo, ndr), per conto di Atlante, ha assunto l'impegno nei confronti di UniCredit a sottoscrivere le azioni di nuova emissione dall'aumento di capitale di Popolare di Vicenza non sottoscritte, nell'ambito dell'offerta finalizzata alla quotazione, fino all'importo massimo di 1.500 milioni di euro», si legge in una nota di Unicredit, che precisa inoltre che nell'accordo di sub-Underwriting si da atto a Quaestio, in riferimento all'intervallo di valorizzazioni del prezzo delle azioni di Popolare di Vicenza, di non aver partecipato né all'attività di pre-marketing, né alla definizione di qualunque proposta e che pertanto la società che rappresenta il fondo Atlante «non potrà essere ritenuta responsabile, a qualsiasi titolo».
ATLANTE POTREBBE ARRIVARE AL 75%. L'aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro della Popolare di Vicenza è a forte rischio, e molto probabilmente Atlante deterrà una quota importante della banca, anche del 75%, in modo da assicurare un flottante minimo del 25% come richiesto da Borsa italiana. È quanto spiegano diverse fonti di mercato interpellate dopo che la banca ha ufficializzato su richiesta della Consob che il fondo Atlante sottoscriverà la parte restante dell'operazione al prezzo minimo della forchetta, ovvero a 0,1 euro, livellando di fatto le offerte del mercato a questo valore.
OFFERTA SNOBBATA. «L'offerta - sostiene un analista - si chiuderà con poche sottoscrizioni, magari un 20-30%, e il resto andrà ad Atlante. Di certo non sarà coperta interamente a 0,1 euro anche perché dopo il pre-marketing è emerso l'interesse insufficiente del mercato: questo significa che la maggior parte degli investitori vuole sottoscrivere sotto la soglia minima di 0,1 euro».
«Qualcuno prenderà le azioni a 0,1 euro ma non sarà un Ipo di successo», ha detto un altro operatore. «È ovvio comunque che l'operazione andrà in porto altrimenti Atlante non sarebbe entrato». Infine, un analista ha fatto notare come «il prezzo di 0,1 euro per azione corrisponde a un multiplo di 0,38 volte il patrimonio netto. Se si pensa che in Borsa ci sono banche come Ubi con multipli a 0,39 volte e quindi meno care, per quale ragione un investitore dovrebbe comprare la Popolare di Vicenza al posto della più solida Ubi?», si chiede un altro analista.
IORIO: «TUTTI COMPRANO ALLO STESSO PREZZO». Se Atlante interverrà nell'aumento di capitale della Popolare di Vicenza allora «tutti compreranno allo stesso prezzo», ha chiarito il Ceo della Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, ricordando che «se ci sarà un pezzo dell'offerta non sottoscritta a quel punto Atlante avrà il diritto di ritirare il non sottoscritto al prezzo minimo di 0,10».
Iorio ha poi ricordato che «il meccanismo del book building è un meccanismo di pricing competitivo» e comunque per tirare le somme bisognerà vedere «quanto sarà riempito il book building dall'offerta istituzionale».
ACCORDO SALTA CON OBBLIGO DI OPA. L'accordo di garanzia tra UniCredit e Quaestio per la Popolare di Vicenza salta nel caso in cui dalla Consob non venisse confermata l'assenza di obbligo di Opa in capo al fondo Atlante. È quanto emerge da un comunicato della banca vicentina in cui si indicano le condizioni sospensive dell'accordo siglato lunedì 18 aprile.
Inoltre, tra le altre condizioni che farebbero saltare la garanzia di Atlante c'è anche il tema del flottante, che deve essere considerato «adeguato da Borsa Italiana». Secondo quanto spiegato, il regolamento prevede un flottante minimo di almeno il 25% ma Atlante potrebbe chiedere una deroga nel caso in cui venisse riconosciuto come organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr).

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