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DOCUMENTI 21 Aprile Apr 2016 1938 21 aprile 2016

BpVi, il prospetto Consob svela anni di violazioni

Nel prospetto Consob tutte le violazioni. Le triangolazioni scoperte dalla Bce.
E l'incertezza sul piano industriale. Avviati provvedimenti contro metà del Cda. 

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La sede della BpVi.

Gli azionisti di Banca Popolare di Vicenza devono ringraziare la Bce.
La BpVi arriva all'offerta pubblica di acquisto con un prospetto informativo che, riassumendo i risultati delle ispezioni di Francoforte e della Consob, è la fotografia di tutte le violazioni della vecchia (e attuale) dirigenza.
La Consob, è spiegato nel documento, ha avviato sei provvedimenti sanzionatori nei confronti di metà dei membri dell'attuale Cda, oltre che del collegio sindacale, della direzione generale e di responsabili delle funzioni controllo e dipendenti in carica nel momento degli illeciti. Cioè in alcuni casi a partire dal 2010 e del 2011.
METÀ CDA VERSO LE SANZIONI. Di cinque provvedimenti risponde in solido la banca, che potrebbe essere costretta a pagare anche il massimo della sanzione. Ma lo stesso documento chiarisce come sia stata l'ispezione della Banca centrale europea - condotta «da personale di Banca d'Italia» sotto l'egida di Francoforte, come ha specificato via Nazionale - a far emergere in pochi mesi la mole di violazioni della gestione Zonin. E a portare, a cascata, alle dimissioni, in occasione dell'approdo in Borsa, dell'attuale presidente del collegio sindacale Giovanni Zamberlan, sindaco BpVi dal 1987.
La Bce ha presentato ben 24 rilievi contro l'istituto di credito. E ha messo in discussione fin dal primo punto l'azione del Cda e del collegio sindacale - ritenuto non proattivo –, ha chiesto il rinnovo del consiglio di amministrazione e la ristrutturazione completa della divisione rischi e di quella finanza. Misure obbligatoriamente realizzate dal nuovo consigliere delegato Francesco Iorio. Che dal canto suo con l'aumento di capitale garantirebbe alla banca una patrimonializzazione superiore alla media delle Popolari italiane. Ma se non andasse in porto Bpvi avrebbe un capitale «insufficiente per i suoi fabbisogni finanziari e di liquidità correnti»
RISCHI LEGALI E DI BILANCIO. Inoltre gli accontanamenti prudenziali per far fronte ai rischi legali non mettono al riparo l'istituto di credito da quello che potrebbe emergere dalle indagini ancora in corso (Antitrust e Consob) e dagli stessi accertamenti degli amministratori.
Non solo. «Non vi sono certezze circa la realizzabilità del Piano Industriale», si legge nel prospetto, nei primi due mesi del 2016 i ricavi 'core' sono inferiori del 5,4% alle stime, la banca potrebbe «avere difficoltà» a distribuire i suoi prodotti finanziari, comprese le obbligazioni, le richieste danni presentate finora ammontano a 1 miliardo di euro. E potrebbero aumentare.

Profili di rischio modificati e il riacquisto di azioni via Irlanda

L'ex presidente di Bpvi Gianni Zonin.

L'ispezione della Consob realizzata dal 22 aprile 2015 al 24 febbraio 2016 ha portato a contestare violazioni caratterizzate, è scritto nel prospetto, «da ampiezza, diffusione, rilevanza tali da poter e dover essere ricondotte al diligente adempimento delle funzioni degli organi di vertice».
La Consob ha rilevato possibili violazioni nelle operazioni del trattamento verso la clientela a partire dal primo gennaio 2011. La banca non solo non avrebbe vagliato i profili di rischio dei clienti (il rilievo si riferisce al periodo da gennaio 2012 al 22 aprile 2015), ma in occasione degli aumenti di capitale del 2013 e del 2014 li avrebbe proprio modificati. Dal primo gennaio 2012 al 22 aprile 2015, poi, i clienti sarebbero stati convinti a investire in azioni, con scorrette informazioni: come è noto, gli venivano garantiti rendimenti dell'investimento e la possibilità di rivendere i titoli.
IL RUOLO DI CONSOB E BCE. La Consob contesta alla Popolare di Vicenza quello che già aveva scoperto la Bce: l'esistenza di finanziamenti concessi alla clientela per la sottoscrizione di azioni durante gli aumenti di capitale.
«Alcuni dirigenti», si legge nel prospetto, «hanno firmato lettere con le quali, spendendo indebitamente il nome della Banca, hanno assunto nei confronti di alcuni clienti impegni di “garanzia”, “rendimento” e/o “riacquisto” delle azioni (...) dagli stessi acquistate o sottoscritte». Inoltre la BpVi ha derogato «al principio cronologico nella trattazione degli ordini alla clientela», cioè ha favorito alcuni clienti rispetto ad altri.
L'authority poi spiega che gli organi sociali della banca non hanno assunto un atteggiamento sufficientemente critico sulle valutazioni del perito che ha 'prezzato' le azioni a partire dal 2011.
SISTEMATICO USO DEI FINANZIAMENTI. Un rilievo interessante, visto che Banca d'Italia aveva spiegato di essere stata lei a costringere la Popolare a ricorrere a un perito esterno nella determinazione del valore delle azioni, salvo poi non intervenire quando il prezzo era stato fissato a 62,5 euro.
E infine la dirigenza è accusata di aver trasmesso alle autorità di vigilanza informazioni incoerenti con i risultati dell'ispezione. Insomma, di aver mentito.
Ma mentre la Consob parla di presunte violazioni, la relazione Bce cancella ogni periodo ipotetico ed è chiarissima: «BpVi», si legge tra i rilievi dell'Eurotower, «ha sistematicamente messo in pratica l’approccio di finanziare i clienti affinché comprassero le azioni della banca anche sul mercato secondario».
La Bce ha scoperto che alcuni clienti che avevano ottenuto finanziamenti in cambio della compravendita di azioni si sono visti cancellare gli interessi da pagare per un totale di 1,5 milioni di euro. Mentre altri 1,7 milioni di euro sono stati rimborsati «a clienti azionisti senza l'esistenza di un contratto di finanziamento».
DALL'IRLANDA A OPTIMUM E SORGENTE. L'ispezione ha anche accertato che «ci sono state forme indirette di prestito dedicate all’acquisto di azioni proprie, che hanno avuto luogo usando la controllata irlandese BPV Finance International Plc (attraverso prestiti concessi a tre veicoli con sede in Lussemburgo e a Sorgente Group International Holding Ltd)».
E altre azioni sono state indirettamente finanziate dalla banca «per il tramite di BPV Finance, Consorzi Agrari, Marchini Group (amministrato da Mauro Marchini, ndr) e Zeta». Per questo gli ispettori non ritenevano giustificabile «il mantenimento di una società autonoma attiva in Irlanda», poi effettivamente liquidata dal nuovo management.
La Bce scriveva chiaro e tondo che «durante il periodo gennaio 2014/maggio 2015, i reclami ammontavano complessivamente a quasi 1.200, per un totale equivalente a 91,2 milioni di euro; il valore dei reclami ricevuti nei primi cinque mesi del 2015 è pari a quelli giunti nell’intero 2014. Sebbene i segnali delle condizioni di stress del mercato interno fossero piuttosto evidenti, la banca non ha reagito prontamente per trovare una soluzione adeguata per soddisfare le necessità dei clienti di vendere le azioni».

Reclami per 1 miliardo, Zamberlan sostituito da Zanconato

Francesco Iorio e Stefano Dolcetta.

Facile capire perché i 'fattori di rischio' del prospetto pubblicato il 21 aprile rimepiano più di 150 pagine.
Il piano industriale per esempio dovrà essere confermato dal nuovo Cda destinato a essere nominato dopo la quotazione. «Qualora la Banca non dovesse realizzare efficacemente il piano potrebbero determinarsi effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria e sui ratios patrimoniali dell’emittente», si legge nel documento.
E ancora: «Sussiste il rischio, rilevante, ma il cui grado di probabilità la banca non è allo stato in grado di stimare con sufficiente attendibilità, che in futuro azionisti (...)promuovano contenziosi nei confronti dell’Emittente per aver assunto le proprie scelte di investimento, senza aver avuto conoscenza degli elementi di criticità emersi nell'esercizio 2015 all'esito della visita ispettiva della Bce, dell'attività ricognitiva effettuata dal Consiglio di amministrazione, nel corso degli accertamenti ispettivi della Consob».
LE STIME POSSONO DIFFERIRE. Lo stesso prospetto sottolinea, infatti, che nell'offerta di obbligazioni della banca nel 2015 non si è fatto alcun riferimento al fenomeno del 'capitale finanziato'.
Per ora i reclami su questo fronte sono solo 79 per richieste pari a 294,5 milioni di euro. Ma in totale la banca ha ricevuto quasi 5 mila domande di risarcimento per un totale di 1.004,6 milioni di euro.
E solo per ora, perché si legge nel documento: «I rischi legali e reputazionali legati all'operatività della banca in azioni proprie sono in aumento».
I finanziamenti erogati per acquistare titoli di BpVi coinvolgono 1.277 soci per un controvalore di 1.086,9 milioni di euro, già dedotti dai 'fondi propri' e con accontamenti per 316,5 milioni di euro nel fondo rischi e oneri. Ma, ancora, gli stessi amministratori spiegano che «le attività di approfondimento e affinamento delle suddette analisi da parte della banca proseguiranno anche nel 2016 e che non può escludersi (...) che le valutazioni e le stime future possano differire da quelle effettuate ai fini del bilancio consolidato al 31 dicembre 2015».
LE DIMISSIONI DI ZAMBERLAN E PIUSSI. In tutto questo non mancano i rilievi sulla continuità del Cda: «Otto dei 18 membri sono in carica da prima del 2014», è scritto nella sezione dedicata ai rischi sulla composizione degli organi societari. Mentre nove sono destinatari dei provvedimenti sanzionatori.
Inoltre, fa notare il prospetto, due membri del collegio sindacale, Giovanni Zamberlan e Laura Piussi, erano in carica da più di nove anni, una condizione che secondo il codice di autodisciplina potrebbe far cadere la presunzione di indipendenza. Eppure i due in un primo momento hanno valutato «che il mero dato temporale della permanenza nella carica non sia elemento sufficiente» per lasciare il ruolo. Ma alla fine, si precisa, sia Zamberlan sia Piussi hanno anticipato le dimissioni facendole coincidere con l'avvio delle negoziazioni delle azioni BpVi. La conseguenza è che il presidente del collegio sindacale nel momento della quotazione sarà Paolo Zanconato, amico di vecchia data di Zonin - anche se nel prospetto non c'è scritto - e già amministratore di alcune società dell'ex presidente. Intanto, però, l'obiettivo dell'aumento di capitale è stato raggiunto.

Twitter @GioFaggionato

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