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EURO 21 Aprile Apr 2016 1855 21 aprile 2016

Draghi e la Germania, tutti gli scontri sull'Europa

Dalla Grecia al Quantitative easing: storia dei veleni tra la Bce e Berlino. «Non obbediamo alla politica».

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Angela Merkel e Mario Draghi.

La Bce ha un mandato «per l'intera Eurozona, non per la sola Germania». Mario Draghi affida a questa dichiarazione - dopo la riunione della Bce che ha optato per lasciare i tassi invariati - la risposta alle ennesime critiche arrivate da Berlino (in particolare del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble) al suo operato alla Banca centrale.
«I vertici della Bce obbediscono alle leggi e non ai politici», ha continuato Draghi, aggiungendo che «il consiglio direttivo difende unanimemente l'indipendenza della banca centrale e l'adeguatezza della sua attuale politica monetaria».
STOCCATA AI TEDESCHI. Una stoccata alle voci più critiche che si alzano dalla Germania, in particolare dai grandi fondi, a cui Draghi ha chiesto di «resistere alla tentazione di incolpare i bassi tassi d'interesse per tutto ciò che va male», e ai quali ha ricordato che «realizzano anche notevoli capital gain grazie ai nostri acquisti di bond».
MERKEL: «DISCUTERE È LEGITTIMO». La replica da Berlino è arrivata tramite il suo primo rappresentante, Angela Merkel. «La Bce è indipendente nelle sue decisioni di politica monetaria, ma è legittimo per i tedeschi discutere del basso livello dei tassi di interesse» ha dichiarato a margine di un evento in Olanda aggiungendo che «la politica monetaria non può risolvere tutti i problemi».



«Un dibattito educato, ancorché acceso, sarebbe il benvenuto», ha ammonito Draghi, in una replica senza precedenti alle osservazioni di esponenti politici tedeschi, «ma le critiche di un certo tipo potrebbero apparire come in grado di mettere in pericolo l'indipendenza della Bce».
«Continueremo con le misure che giudichiamo adeguate», ha continuato, ma «il risultato (delle critiche, ndr) è che gli obiettivi si allontanano e dunque serve un'espansione ancora maggiore».

L'eterna sfida con i tedeschi

La sfida con i tedeschi parte da lontano, dallo stesso insediamento di Draghi, reso possibile anche grazie all'auto esclusione del candidato numero uno della Merkel per la successione a Trichet, Axel Weber. La querelle esplose dopo il famoso “Whatever it takes”, sarà fatto tutto quanto necessario, pronunciato da Draghi a difesa della moneta unica, ed è continuata fino a oggi.
12 APRILE 2016 - SCHAUBLE ATTACCA. I tassi ai minimi storici della Banca centrale europea stanno causando «problemi enormi» per le banche e i pensionati tedeschi e mettono a rischio il sostegno degli elettori all'integrazione europea, dice Schaeuble in un'intervista, dal quale però si distanziano diversi esponenti tedeschi, dalla Merkel a Weidmann.
11 MARZO 2016 - TROPPA LIQUIDITÀ. L'Handelsblatt pubblica un'onda anomala fatta di banconote e descrive lo «tsunami» della liquidità garantita dal presidente della Bce nell'inserto del weekend. Mentre la prima pagina immortala lo stesso Draghi, mentre si accende un sigaro con una banconota da 100 euro che va in fumo. Metafora del «gioco pericoloso coi soldi dei risparmiatori tedeschi», come si legge, che ha fatto esplodere le proteste nel Paese della cancelliera Angela Merkel.
10 MARZO 2016 - IL 'BAZOOKA' DI DRAGHI. Draghi stupisce tutti, trovando nella Bce il consenso su un potenziamento inatteso degli acquisti di debito, un taglio dei tassi a zero e una spinta al credito bancario che non trova precedenti neanche fuori dall'Eurozona: l'arsenale è di oltre 2.200 miliardi di euro.
12 LUGLIO 2015 - SPACCATURA SULLA GRECIA. La spaccatura sulla crisi greca diventa profonda e lo dimostra l'inedito scontro tra il ministro delle Finanze tedesco e il presidente della Bce (minimizzato dai rispettivi portavoce) in piena riunione dell'Eurogruppo dopo che il francese Francois Hollande insieme a Matteo Renzi si oppongono con forza alla Grexit. Poi a dicembre Draghi allunga il Qe e annuncia a gennaio che i tassi resteranno sui livelli attuali 'ben oltre' l'orizzonte dell'allentamento monetario.
22 GENNAIO 2015 - DRAGHI VARA IL QE. Draghi vara il Qe: «un'espansione del bilancio gigantesca che pone il quantitative easing dell'Eurozona allo stesso livello di quello degli Usa, per fronteggiare la stagnazione e la minaccia di una spirale deflazionistica. Acquisto di titoli da 60 miliardi di euro al mese», che durerà «fino a fine settembre 2016» e comunque fino a quando l'inflazione non si risolleverà verso l'obiettivo del 2%.
24 NOVEMBRE 2014 - WEIDMANN CONTRO IL QE. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, spiega che i governi europei dovrebbero concentrarsi sulla crescita piuttosto che sul quantitative easing. Ed esistono grossi ostacoli legali, a suo avviso, alla possibilità che la Bce acquisti titoli di Stato. Pochi giorni prima il presidente Bce aveva eccitato i mercati aprendo di fatto al Qe.
13 OTTOBRE 2014 - «FRANCIA E ITALIA INDIETRO». «Francia e Italia, in ritardo sulle riforme, diventano sempre di più i 'bambini problematici' in Eurozona» dice Weidmann, che parla di due 'Sorgenkinder', espressione già più volte utilizzata.
2 OTTOBRE 2014 - MISURE FINO A MILLE MILIARDI. Draghi annuncia che la Bce ha dispiegato attraverso gli acquisti di Abs e covered bond, «misure potenziali fino a 1.000 miliardi di euro».
22 AGOSTO 2014 - DRAGHI CONTRO LA RECESSIONE. Mario Draghi, da Jackson Hole, rassicura i mercati dopo che alla crisi dei debiti sovrani si è aggiunto il rischio recessione. Francoforte è pronta ad aggiustare la propria politica monetaria e ad agire a sostegno dell'economia anche al di là delle misure annunciate: acquisto di Abs e maxi-prestiti a lunghissimo termine e il Tltro dopo l'Ltro per garantire liquidità alle banche e quindi alle imprese.
NOVEMBRE 2013 - MEDIA INDIGNATI PER IL TAGLIO DEI TASSI. All'indomani del taglio dei tassi di interesse allo 0,25% la stampa tedesca si scatena: il Sueddeutsche Zeitung titola 'Risparmiatori espropriati e azionisti ricchi', mentre la Faz spiega che 'la politica di Draghi contribuisce ad un conveniente finanziamento di Stato ai Paesi in crisi'.
26 AGOSTO 2012 - MERKEL: «MANDATO BCE CHIARO». Angela Merkel entra nel merito e frena gli entusiasmi nati dalle parole di Draghi affermando che «la Bce è indipendente. Ha però un mandato molto chiaro e strettamente limitato per contribuire alla stabilità della valuta europea».
26 LUGLIO 2012 - DRAGHI IN DIFESA DELL'EURO. Draghi a Londra rassicura i mercati, la Bce intraprenderà qualsiasi misura a difesa dell'euro. Ma l'allora ministro dell'Economia tedesco Philipp Roesler ribatte: «la Bce deve restare indipendente».

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