Pop. Vicenza: domanda quotazione Borsa
BANCHE 21 Aprile Apr 2016 1147 21 aprile 2016

Popolare di Vicenza, ok della Consob alla quotazione

Al via l'operatività del Fondo Atlante. Che si impegna a sottoscrivere l'aumento della banca anche in caso di mancata ammissione in Borsa.

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La Consob dà l'ok alla pubblicazione del prospetto informativo della Popolare Vicenza per la quotazione in Borsa. Il periodo di offerta comincia alle 9 di giovedì 21 aprile e termina alle 13 di giovedì 28. Intanto Quaestio Capital Management Sgr comunica di aver ricevuto l'autorizzazione dell'ente di vigilanza alla commercializzazione delle quote del Fondo Atlante.
IL 75% RISERVATO A INVESTITORI ISTITUZIONALI. La quotazione e il contestuale aumento di capitale della Popolare Vicenza prevede un'offerta riservata per il 75% agli investitori istituzionali e per il 25% al retail e gli attuali soci. In particolare è prevista un'offerta pubblica, per un controvalore minimo di 375 milioni di euro, pari al 25% del controvalore dell'offerta globale rivolta agli azionisti e al pubblico indistinto in Italia. Un contestuale collocamento istituzionale per un controvalore massimo, comprensivo dell'eventuale sovrapprezzo, di 1,125 miliardi, pari al 75% dell'offerta globale, riservato a investitori istituzionali in Italia e all'estero.
TRANCHE DI 300 MLN PER GLI AZIONISTI. Nel dettaglio, l'Op si compone di una tranche riservata agli azionisti (300 milioni, pari all'80% del controvalore dell'offerta e al 20% del controvalore dell'offerta globale). C'è poi una tranche rivolta al pubblico indistinto in Italia (75 milioni pari al 20% del controvalore dell'offerta pubblica e al 5% del controvalore di quella globale). In caso di adesione all'offerta agli azionisti per un importo complessivo superiore al 20% dell'offerta globale, il controvalore della quota riservata all'offerta per gli azionisti sarà incrementato, di conseguenza, fino a raggiungere l'importo massimo di 675 milioni, pari al 45% del controvalore dell'offerta globale. In tal caso, sarà proporzionalmente ridotta la quota riservata al collocamento istituzionale, la quale, comunque, in nessun caso, potrà essere inferiore al 50% del controvalore dell'Offerta Globale.
FINO A 60 MLN ALLE BANCHE DEL CONSORZIO. In base al prospetto, le banche del consorzio per l'offerta pubblica e il collocamento istituzionale dell'aumento della Bpv riceveranno 60 milioni di euro «in caso di integrale sottoscrizione» della ricapitalizzazione. L'istituto stima inoltre altri 15,5 milioni di euro di costo per «le spese relative al processo di quotazione della società e all'offerta globale», comprese «le spese promozionali e pubblicitarie».

Popolare Vicenza: avviati sei procedimenti sanzionatori

La Consob ha però anche avviato sei procedimenti sanzionatori nei confronti di esponenti ed ex della Banca Popolare di Vicenza in seguito all'ispezione condotta tra aprile 2015 e febbraio 2016. Numerose le contestazioni, di cui risponde in solido anche la banca: si va dalle irregolarità nella definizione dei profili di rischio dei clienti ai finanziamenti per l'acquisto delle proprie azioni, dalla gestione degli ordini di vendita da parte dei soci alla determinazione del prezzo delle azioni della banca.
UN PROCEDIMENTO DESTINATO ALLA BANCA. Destinatari di cinque dei procedimenti sono i componenti del cda, del collegio sindacale, della direzione generale e il responsabile della funzione di controllo in carica all'epoca dei fatti contestati (che spaziano tra l'aprile del 2011 e l'aprile del 2015), oltre ad altri dipendenti che hanno avuto un ruolo attivo nelle condotte illecite. Uno dei procedimenti sanzionatori è invece indirizzato alla sola banca per «omissioni, inesattezze o ritardi... nella diffusione di informazioni concernenti» la determinazione del prezzo delle azioni, gli esiti degli aumenti di capitale del 2013 e del 2014 e le dichiarazioni sull'allargamento della compagine sociale.
VIOLAZIONI DI CORRETTEZZA E TRASPARENZA. I procedimenti contro il vertice della Bpvi contestano violazioni della disciplina sull'adeguatezza degli investimenti in azioni della banca da parte della clientela, la violazione dei doveri di diligenza, correttezza e trasparenza verso la clientela, carenze nella gestione degli ordini di vendita delle azioni impartiti dai soci e nella determinazione del prezzo dei titoli, nonché la trasmissione a Consob di dati e informazioni non veritieri sulle modalità di collocamento dell'aumento del 2014.
CARENZE INFORMATIVE. La Consob ha inoltre contestato «carenze informative» nella documentazione relativa all'aumento di capitale del 2014, priva di informazioni esaustive sulla «modalità di determinazione del prezzo di emissione delle azioni», sulla «persistente situazione» di difficoltà di smobilizzare le azioni nonché sull'entità e gli effetti dei finanziamenti relativi all'acquisto di azioni. Con un altro procedimento sanzionatorio la Consob ritiene che la banca abbia svolto un'attività promozionale e «sollecitatoria nei confronti di una platea indistinta di clienti» offrendo ai clienti azioni Bpvi in portafoglio con modalità tali da «configurare un'ipotesi di offerta al pubblico di prodotti finanziari senza pubblicare, preventivamente, un prospetto approvato da Consob». Questa attività era finalizzata, per la Consob, «a evitare il superamento dei limiti» di consistenza del 'Fondo acquisto azioni proprie'.
METÀ DEL CDA OGGETTO DI RILIEVI. Il prospetto Consob sull'aumento di capitale segnala che metà dei consiglieri di amministrazione della Popolare di Vicenza attualmente in carica sono tra i destinatari dei rilievi formulati dalle autorità di vigilanza nei confronti degli organi di amministrazione e di controllo della Banca. Si segnala anche che la Bce, nell'ambito della valutazione della Bpvi, ha evidenziato «come l'attività svolta dal collegio sindacale sia stata scarsa» e che «tale organo non abbia avuto un ruolo proattivo».
RICHIESTE GIUDIZIALI PER 650 MLN. Sulla Popolare di Vicenza pendono inoltre richieste economiche giudiziali per quasi 650 milioni di euro. A fine marzo le richieste economiche avanzate in sede giudiziale e nei confronti del gruppo sono pari a 647,4 milioni di euro.
RISCHIO MULTA ANTITRUST DA 5 MLN. Dal prospetto informativo emerge che la Popolare di Vicenza ha in corso procedimenti di natura tributaria per 10 milioni e rischia una multa dall'Antitrust fino a 5 milioni. Quanto ai rischi col fisco «alla data del prospetto sono pendenti circa 17 vertenze, per un ammontare complessivo pari a circa 10 milioni di euro a titoli di imposte, interessi e sanzioni». Per quanto riguarda invece l'istruttoria con l'Agcom, notificata a inizio marzo e riguardante pratiche commerciali scorrette, «il rischio sanzionatorio è compreso tra 5 mila 5 milioni di euro».
QUASI 5 MILA RECLAMI SUL COLLOCAMENTO. Sono invece 4.752 i reclami presentati dalla clientela della Popolare di Vicenza in relazione al collocamento e all'operatività sulle azioni della banca. Complessivamente i soci chiedono 1.004,6 milioni di euro. I contenziosi instaurati per il fenomeno del capitale finanziato e le lettere di riacquisto dei titoli sono 79 per una richiesta complessiva di 294,5 milioni, di cui 206 milioni già ricompresi nei dati sui reclami.
RISULTATI 2016 INFERIORI AL BUDGET. I risultati della Banca Popolare di Vicenza nei primi mesi del 2016 risultano inferiori al budget fissato dal management: a febbraio gli impieghi sono in calo del 2,6% sia rispetto alle stime di budget sia al livello di fine 2015 mentre la raccolta diretta rimane stabile sui valori di fine 2015 (-0,1%) e in flessione dello 0,7% rispetto al budget. La raccolta diretta all'inizio del mese di marzo ha però «risentito di una flessione dei volumi connessa con la situazione complessiva dell'emittente». I ricavi 'core' (margine di interesse e commissioni nette) nel primo bimestre 2016 sono scesi sia rispetto all'ultimo trimestre sia rispetto alle stime di budget, rispetto alle quali segnano un calo del 5,4%.

Al via l'operatività di Atlante

Quaestio annuncia di aver «superato in pochi giorni la soglia minima degli impegni formali prevista dal Regolamento a sottoscrivere quote del Fondo denominato 'Atlante' raccogliendo adesioni per un importo di oltre 4 miliardi di euro da 44 istituzioni italiane ed estere che includono Istituti bancari ed assicurativi, fondazioni bancarie e Cassa Depositi e Prestiti». Atlante potrà accettare ulteriori impegni di sottoscrizione fino al 28 aprile.
IMPEGNO PER 1,5 MLD PER LA POPVI. Il Fondo vuole proporre l'estensione dell'impegno a sottoscrivere per un massimo di 1,5 miliardi di euro l'aumento della Popolare Vicenza anche «in caso di mancata ammissione alle negoziazioni delle azioni ordinarie sul Mta di Borsa Italiana e il conseguente venir meno dell'offerta». La precisazione in una nota «anche a chiarimento di quanto comunicato da UniCredit» e «ai fini del buon esito dell'operazione di ricapitalizzazione» della Popolare.
QUESITO SU ESENZIONE OPA. Mercoledì 21 aprile Questio ha presentato alla Consob una richiesta di «conferma circa l'insussistenza» dell'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto sulle azioni della Banca Popolare di Vicenza per effetto dell'accordo di sottoscrizione dell'inoptato (sub-underwriting) stipulato con Unicredit.
FT: CAPACITÀ INSUFFICIENTE. Ma alcuni osservatori si mostrano scettici sulla reale capacità di Atlante. Un editoriale del quotidiano britannico Financial Times sostiene che il fondo, con i suoi cinque miliardi di capitale non abbia «una potenza di fuoco sufficiente» e «anche con una leva finanziaria notevole riuscirà appena a grattare la superficie». La testata sottolinea anche che, in assenza di una svalutazione dei crediti deteriorati, sarà Atlante stesso a prendersi in carico quell'haircut, «limitando la sua capacità di prendere soldi in prestito», e che il ruolo delle banche nel capitale del fondo «diffonde ulteriormente la debolezza (di alcune banche) nel sistema bancario».
AGISCE SU CONSEGUENZE NON SU CAUSE. Secondo il quotidiano della city, tuttavia, il problema fondamentale della soluzione sponsorizzata dal governo italiano è che «agisce sulle conseguenze, non sulle cause del problema» che è quello di un sistema bancario logorato dalla recessione e di una politica che non ha voluto riconoscere la gravità della situazione, rifiutandosi di creare una 'bad bank', come hanno fatto Spagna e Portogallo, fino a che non è divenuto troppo tardi.
RISCHIO CONTAGIO. Per il Financial Times, il rischio è che «i problemi delle banche italiane possano facilmente diventare quelli del resto d'Europa», dove gli istituti di credito sono «tutt'altro che al sicuro» e dove altri paesi, come l'Italia, hanno «problemi nel riconoscere l'ampiezza dei prestiti andati a male».

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