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DOCUMENTI 22 Aprile Apr 2016 1800 22 aprile 2016

BpVi, a Zonin prestiti milionari fino alla fine

Ad agosto 2015 l'ex presidente ha ricevuto fidi per 48 milioni, 2 a titolo personale. Finanziate anche le società di Zigliotto. Tutte le cifre nel prospetto della Consob.

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L'ex presidente di Bpvi Gianni Zonin.

Che si tratti del Castello d'Albola nel Chianti o della Cà Bolani di Cervignano del Friuli, delle tenute in Piemonte o di quelle in Puglia passando per la Casa Vinicola Zonin, le società dell'ex presidente della Banca popolare di Vicenza sono state innaffiate di prestiti dall'istituto di credito. E non solo negli anni passati.
AD AGOSTO 2015 48 MILIONI. Il 6 agosto 2015, quando già da due mesi a Vicenza era arrivato il nuovo consigliere delegato Francesco Iorio, il consiglio di amministrazione, secondo i dati riportati dal prospetto Consob pubblicato il 21 aprile 2016, approvò all'unanimità e con voto favorevole di tutti i sindaci effettivi finanziamenti per un totale di 48 milioni e 419.390 euro a società riconducibili all'allora presidente, compreso un prestito personale di 2,4 milioni di euro.
Considerando tutti i rapporti patrimoniali intercorsi tra la banca e società collegate a Zonin dal 2013 al momento delle sue dimissioni e documentati dalle delibere, i fidi erogati ammonterebbero in tutto a 181 milioni 445 mila 193 euro. Ma siccome in alcuni casi, non certo in tutti, potrebbe trattarsi di fidi rinnovati di anno in anno e i documenti dell'istituto di credito nono lo chiariscono, è meglio guardare nel dettaglio.
FINANZIAMENTI A OTTO SOCIETÀ. Nel 2013 si registrano 67 milioni di euro di finanziamenti a sei società collegate al padre padrone della Bpvi - un finanziamento alla Casa Vinicola Zonin viene deliberato a giugno 2013 e poi di nuovo a dicembre. A questi prestiti si aggiungono 2,35 milioni di euro a titolo personale. Nel 2014 risultano gli stessi destinatari, compreso Zonin in persona, ma si aggiungono altre due società per un totale di 57,36 milioni di euro. Nel 2015 il cda delibera (o rinnova) finanziamenti a cinque società e ancora il prestito personale.
Ma l'ex presidente, indagato per ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio, non è il solo tra i componenti del board della banca ad aver ottenuto prestiti milionari. Anzi.

I finanziamenti a Zigliotto e i 14 milioni di euro a Zeta Srl

Giorgio Squinzi e Giuseppe Zigliotto.

Le società legate a Giuseppe Zigliotto, ex numero uno degli industriali di Vicenza e anche lui indagato, hanno ottenuto finanziamenti per un totale di 27 milioni 883 mila euro in due anni. Nel 2013 si registrano 5,4 milioni destinati al fratello Gianmarco, socio di Zigliotto nella sua Zeta srl. E altri 5,129 milioni di euro vanno alla Trafimet, azienda di cui Zigliotto, attraverso la Zeta srl, detiene una quota del 35%. Nel 2014 un'altra società partecipata dalla Zeta per il 33%, la Salin srl, riceve 3,2 milioni di euro. Mentre lo stesso Zigliotto ottiene un prestito di 5,3 milioni di euro. Infine la Zeta srl, «società controllata direttamente» dall'ex consigliere, viene finanziata per 14 milioni 117 mila 500 euro.
AZIONI FINANZIATE ATTRAVERSO ZETA. Appena ricevuto l'avviso di garanzia, la Confindustria vicentina si era stretta in difesa del suo presidente, ma il 25 novembre 2015 l'Espresso aveva pubblicato la notizia che l'industriale era riuscito a vendere un pacchetto di azioni per un controvalore di 5 milioni due mesi prima della maxi svalutazione di aprile 2015.
Ora il prospetto Consob fa pensare che la sua posizione potrebbe aggravarsi.
Nelle raccomandazioni della Banca centrale europea (Bce) riportate nel documento si legge, infatti, di «azioni indirettamente finanziate dall’Emittente per il tramite di BpVi Finance, Consorzi Agrari, Marchini Group e Zeta» per 104,7 milioni di euro.
MILIARDI ALLA CONTROLLATA IRLANDESE. Peraltro a BpVi Finance, la controllata irlandese poi liquidata - che ha avviato le operazioni di prestito per acquisto di azioni proprie attraverso finanziamenti al fondo Optimum di Alberto Matta e a Sorgente Group International Holding Ltd di Valter Mainetti - sarebbero stati erogati 1,19 miliardi nel 2013 e 2,96 miliardi nel 2014 (una delibera risale a febbraio e l'altra a luglio).
Durante la conferenza stampa del 22 aprile, lo stesso Iorio ha peraltro chiarito che la Bce aveva individuato capitale finanziato per 500 milioni di euro, mentre il nuovo management ha successivamente aggiornato l'ammontare fino a 1 miliardo e 100.

Prestiti per decine di milioni di euro ai consiglieri esecutivi

La sede della Banca Popolare di Vicenza in via Frammarin.

Anche Roberto Zuccato, attuale presidente di Confindustria Veneto e membro del cda, ha beneficiato di finanziamenti di BpVi: per la sua Ares Line, di cui la Zeta srl detiene una quota del 33%, si registrano una delibera nel 2013 per un finanziamento di 1,62 milioni di euro, una nel 2014 per 1,9 milioni e una nel 2015 per 1,89 milioni di euro. Per carità, tutto legale e tutto trasparente. Zuccato ha anche dichiarato al Corriere del Veneto che «si tratta di semplici fidi di cassa, accordati di anno in anno».
Peccato che nello stesso periodo ci sono stati soci che si sono visti negare anche i prestiti per comprare un'automobile.
44 MILIONI A TOGNANA. Inoltre alcuni consiglieri hanno ottenuto finanziamenti per decine di milioni di euro. È il caso di Giovanna Dossena, dimessasi l'11 novembre 2015 dopo aver ricevuto un avviso di garanzia: nel 2013 quattro società indirettamente controllate dalla ex consigliera ottengono finanziamenti per un totale di 16,8 milioni di euro, nel 2014 vengono rinnovati prestiti a tre società e se ne aggiunge un'altra per un totale di 12 milioni e nel 2015 la Avm associati Spa, che la Dossena controlla direttamente, riceve 1,32 milioni di euro.
Alle società riferibili a Nicola Tognana, che ha lasciato il suo posto da consigliere esecutivo il 2 aprile 2016, sono andati 43 milioni 993 mila euro nel 2014 e il 15 dicembre 2015 per le stesse quattro aziende risulta un finanziamento di 37,3 milioni di euro.
Nel 2013 tre società controllate indirettamente dall'attuale consigliere esecutivo Giovanni Fantoni hanno ottenuto 22,5 milioni di euro, le stesse aziende sono oggetto di un'altra delibera di finanziamento di febbraio 2015 per un totale di 23,3 milioni di euro.
Alla San Marco srl legata a Paolo Zanconato, storico sindaco BpVi e amico di Zonin, destinato a assumere la carica di presidente del collegio sindacale fino al rinnovo del cda, la banca ha prestato 20,4 milioni di euro nell'ottobre 2014, seguiti da una nuova delibera da 17,4 milioni il 9 giugno 2015.
93 MILIONI A CATTOLICA. Infine ci sono i rapporti tra Banca popolare di Vicenza e Cattolica assicurazioni, su cui la Consob sta indagando: nei confronti del gruppo assicurativo si registrano 101 milioni 640 mila euro di finanziamenti nel 2013 e 93 milioni 300 mila euro nel 2014.

  • Questo articolo è stato aggiornato alle 15 del 23 aprile per precisare la suddivisione per anno dei finanziamenti.


Twitter @GioFaggionato

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