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CREDITO 22 Aprile Apr 2016 1116 22 aprile 2016

BpVi in Borsa, spot a pagamento sui giornali

La banca invita all'aumento di capitale in vista della quotazione. Ma la Consob avverte dei rischi.

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Sui giornali del 22 aprile si festeggia l'imminente approdo in Borsa. «Ci sono», annuncia su un paginone pubblicitario a pagamento, una sorridente Martina, area marketing, invitando gli italiani alla sottoscrizione dell'aumento di capitale da 1,5 miliardi di Banca Popolare di Vicenza, dal 21 al 28 aprile 2016.
OK DALLA CONSOB. L'ok della Consob è arrivato, sì, ma portando con sé sei provvedimenti sanzionatori nei confronti di metà dei membri dell'attuale Cda, oltre che del collegio sindacale, della direzione generale e di responsabili delle funzioni controllo e dipendenti in carica nel momento degli illeciti sulla clientela.
Una seconda occasione, dunque, per chi non ha perso la fiducia. A patto di leggere attentamente il prospetto informativo di 950 pagine, 150 delle quali solo di fattori di rischio.
Giusto per evitare che si ripeta quanto accaduto in passato, quando i clienti furono convinti a investire in azioni, garantendo scorrettamente rendimenti e la possibilità di rivendere i titoli.


UN FUTURO INCERTO. «Il nostro futuro prende quota». Esulta la banca sul messaggio a pagamento acquistato sui quotidiani, preparando la nuova fase dell'era post Zonin. Ma al di là degli annunci trionfali, la realtà è decisamente più complessa. «Non vi sono certezze circa la realizzabilità del Piano Industriale», si legge nel prospetto della Consob, nei primi due mesi del 2016 i ricavi 'core' sono inferiori del 5,4% alle stime, la banca potrebbe «avere difficoltà» a distribuire i suoi prodotti finanziari, comprese le obbligazioni, le richieste danni presentate finora ammontano a 1 miliardo di euro. E potrebbero aumentare.
L'approdo in Borsa, con prezzi ad azione tra 0,10 e 3 euro, è fissato per il 3 maggio. Ma rimane un azzardo.

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