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ANNIVERSARIO 23 Aprile Apr 2016 0800 23 aprile 2016

La Vespa compie 70 anni: dieci cose che non sapete

Gli elogi di Pio XII e quelli del Times. Il modello da guerra e quello decorato da Dalì. Le curiosità sullo scooter più famoso del mondo.

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Settant'anni fa, il 23 aprile 1946, viene depositato il brevetto per il nuovo scooter della Piaggio, destinato ad avere un successo mondiale.
Nasce la Vespa. La seconda guerra mondiale è finita, e l'Italia ha una gran voglia di ripartire. Le moto sono scomode e ingombranti per le città del “boom”, e serve qualcosa di più agile.
L'illuminazione arriva a Enrico Piaggio, che aveva ereditato nel 1938 dal padre Rinaldo un'azienda fino a quel momento impegnata nell'industria pesante e nella produzione di mezzi militari. Alla fine della tragedia bellica, il mondo dell'auto ha già il suo esemplare popolare, la Fiat 500 Topolino (destinata a un altrettanto gloriosa carriera), e Piaggio vuole il corrispettivo a due ruote.
D'ASCANIO: DALL'ELICOTTERO ALLA VESPA. Chiede così a Corradino D'Ascanio, ingegnere aeronautico e uomo che odiava le moto, di creare qualcosa di nuovo.
E D'Ascanio è la persona giusta. Come aspettarsi qualcosa di banale dall'inventore del primo prototipo di elicottero moderno (con buona pace di Leonardo)? E infatti l'ingegnere non tradisce, e con un'idea semplice ma geniale inventa lo scooter: poter montare sul mezzo senza doverlo scavalcare con le gambe.
Fatta l'opera, ci vuole il nome. La leggenda vuole che Enrico Piaggio, viste le forme e sentito il rumore del suo “giocattolino” disse: «Sembra una vespa!».
SUCCESSO ISTANTANEO. Nel giro di pochi giorni vengono venduti 48 esemplari su 50.
I successivi 2.500 pezzi vanno via subito.
Nel 1953 si arriva già alle 500 mila vendite, e la Vespa è pronta per la fama mondiale.
Nello stesso anno William Wyler lancia Gregory Peck e Audrey Hepburn su quello che è già il simbolo di un'Italia spensierata e affamata di futuro: sono le Vacanze romane.


Da allora la Vespa entra nel grande schermo con irruenza, comparendo in oltre 80 film e diventando un vero e proprio mito vivente.
Con l'aiuto del web e del sito vespaforever.net abbiamo selezionato 10 curiosità sullo scooter più amato al mondo.

1. La Vespa Hoffman: il modello più raro

L'esemplare più raro di Vespa è la Hoffman, prodotta su licenza Piaggio dall'omonima azienda tedesca.
Il primo anno ne furono costruiti 1.100 pezzi come prova e su ordinazione.
La produzione iniziò nel 1950, ma terminò solo tre anni dopo.

La Vespa Hoffmann.

2. L'imitazione russa: la Viatka

A prima vista sembra una 150 Gs, ma in comune ha solo la cilindrata, tutto il resto è una palese imitazione.
Fu denominata Viatka e venne prodotta nel 1957, dimostrando che il successo mondiale della Vespa ebbe echi anche nell'Unione Sovietica.
Una nota curiosa: i distributori russi non vendevano la miscela e perciò il tappo della benzina conteneva un misurino per l'olio.

La Viatka.

3. L'autoradio per scooter: la VespaRadio

Negli Anni 50, oltre alle prime autoradio, furono messe in commercio delle 'VespaRadio' per allietare le gite fuoriporta con un sottofondo musicale.
Erano radioline Am che si fissavano con due staffe all'interno dello scudo.
Ebbero un discreto successo, e ne vennero realizzate anche versioni fai da te.

La 'Vesparadio'.

4. Il modello per i francesi: due pedali in stile Ciao

Negli Anni 50-60, in Francia il codice della strada prevedeva che tutti i ciclomotori avessero i pedali.
La Vespa 50 riuscì ugualmente ad approdare sul mercato, in una versione con pedana ristretta per lasciare posto, nella parte posteriore, a due piccoli pedali in stile Ciao, che non ne penalizzarono il successo.

La Vespa a pedali.

5. Le parole di Pio XII: «Lo scooter ha elevato il livello di vita»

Anche papa Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli, spese parole di elogio per la Vespa: «Lo scooter ha elevato il livello di vita di categorie sociali che non possono disporre di mezzi più costosi e ha concesso un onesto divertimento cui aspira un giorno la settimana chiunque passi le altre giornate dedite alla fatica».

Papa Pio XII.

6. I calendari Vespa: ben prima della Pirelli

Nel 1950, il primo calendario della Vespa pubblicizzò i nuovi modelli con i disegni del pittore Franco Mosca, che disegnava odalische parigine e hawaiane.
Negli Anni 60, la svolta con le star del mondo dello spettacolo. Per Vespa hanno posato: le gemelle Kessler, Stefania Sandrelli, Ornella Vanoni, Gloria Paul, Raffaella Carrà, Raquel Welch, Ursula Andress, Geraldine Chaplin, Joan Collins, Jayne Mansfield, Mylène Demongeot e Romy Schneider.

Un calendario Vespa.

7. Il primato degli scooter agli inglesi

Nonostante sia la Vespa il primo prodotto ad aver diffuso la moda degli scooter, non è il primo mezzo di questo tipo.
Il primato appartiene infatti alla Skotamoto, un'azienda inglese che nel 1919 produsse una motoretta con un motore a 4 tempi di 124 cc e raggiungeva la velocità massima di 45 Kmh.
Le forme erano simili, ma, a differenza del modello della Piaggio, non ebbe affatto successo.

8. Ancora i francesi: la Vespa da guerra

La Vespa, anche se nata come veicolo per uso civile, ebbe negli Anni 50 anche una versione militare con colore mimetico e foro nello scudo per il trasporto di un piccolo cannone.
Il carro-armato su due ruote fu prodotto dai francesi, che la impiegarono nelle guerre coloniali (il modello fu prodotto nel 1952).

La Vespa della Legione francese.

9. La Vespa di Dalì: un'opera d'arte

La Vespa 150 decorata da Dalì è probabilmente la più preziosa Vespa attualmente al mondo.
Apparteneva a Santiago Guillen e Antonio Veciana, due studenti dell’Università di Madrid che volevano viaggiare l’Europa, e che durante una sosta a Cadaquez (Costa Brava) incontrarono l'artista nella sua casa.
Il pittore decise di personalizzarla con la sua arte e con il nome della sua Gala. La Vespa è esposta al Museo Piaggio a Pontedera.

La Vespa firmata da Dalì con il nome della sua musa.

10. L'elogio del Times: «L'idea più innovativa dopo la biga»

Anche il prestigioso quotidiano inglese The Times spese nei primi Anni 50 parole per il prodotto diventato simbolo dell'Italia del boom: «La Vespa? È l’idea più innovativa che l’Italia abbia mai avuto dopo l’invenzione della biga della Roma Antica».

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