Banca Popolare Vicenza 160305150541
BANCHE 26 Aprile Apr 2016 2229 26 aprile 2016

BpVi, nessun obbligo di Opa per Atlante

Per l'istituto vicentino l'obiettivo della Borsa è sempre più distante. Via libera da Bce e Bankitalia: il fondo può salire sopra il 50%.

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La sede della Banca Popolare di Vicenza in via Frammarin.

L'aumento di capitale per Banca Popolare di Vicenza si rivela una missione sempre più difficile. A meno di due giorni dal termine per raccogliere le adesioni, l'obiettivo della Borsa si fa più distante, mentre aumentano le probabilià che l'istituto di credito finisca per gravare sulle spalle di Atlante. I segnali sono chiari e il paracadute del fondo gestito da Quaestio Sgr è quasi pronto ad aprirsi.
VIA LIBERA DA FRANCOFORTE. Bce e Bankitalia hanno autorizzato Quaestio a rilevare una partecipazione superiore al 50% della banca, mentre la Consob ha escluso l'esistenza di un obbligo di Opa nel caso in cui Atlante superasse il 30% del capitale. In tal caso, il fondo beneficerebbe dell'esenzione da salvataggio, in quanto l'aumento è stato richiesto da Francoforte per evitare la risoluzione della banca.
DOMANDA BASSA DAGLI INVESTITORI. A Quaestio manca dunque solo il disco verde dell'Ivass, l'Authority sulle assicurazioni, dopodiché l'iter autorizzativo sarà concluso. I tasselli si sistemano mentre il collocamento dell'aumento non decolla. La domanda da parte degli investitori istituzionali rimane bassa, ben lontana da quel 25% di flottante necessario per l'ammissione a Piazza Affari. E anche allo sportello le cose non girano: nella rete della banca, che insieme a Unicredit colloca le azioni tra il pubblico indistinto, le sottoscrizioni di clienti e soci proseguono a rilento, con meno di 2 milioni di euro di ordini su un totale di 375 milioni di euro di azioni riservate alla clientela retail.
IORIO IN MISSIONE A LONDRA. Il ceo Iorio è in missione a Londra e resterà nella City fino a mercoledì 27 aprile per un ultimo giro di incontri, nel tentativo di convincere altri investitori a puntare sul rilancio della banca in vista della chiusura del book, prevista per giovedì alle 13. Senza un flottante adeguato, Borsa Italiana non potrà ammettere la BpVi a Piazza Affari e il fondo Atlante, subentrando a Unicredit, si farà carico dell'intero aumento di capitale, evitando che la banca finisca in risoluzione con effetti destabilizzanti per tutto il sistema e rischio di perdite per obbligazionisti e depositanti sopra i 100 mila euro.
CARIGE ALLA FINESTRA. Mercoledì sarà un giorno importante anche per Banca Carige, con l'amministratore delegato Guido Bastianini e il presidente Giuseppe Tesauro che andranno a Francoforte per confrontarsi con la Bce sulle richieste della vigilanza. L'Eurotower ha chiesto a Carige di presentare entro fine maggio un piano industriale aggiornato e un piano sulle opzioni strategiche. È probabile che i vertici, in carica da un mese e mezzo, chiedano più tempo alla Bce, approfittando anche della novità rappresentata dalla nascita di Atlante. Tra le missioni del fondo c'è infatti quella di acquistare crediti deteriorati a prezzi meno penalizzanti rispetto a quelli di alcuni operatori del settore. Consentendo a Carige di uscire dall'angolo in cui l'ha costretta il fondo Apollo, che si è fatto avanti per rilevare i crediti deteriorati della banca ad un prezzo considerato troppo basso dagli attuali soci.

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