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BANCHE 27 Aprile Apr 2016 2148 27 aprile 2016

Intesa Sanpaolo, si chiude l'era Bazoli

A presiedere la banca sarà Gian Maria Gros-Pietro, già numero uno del consiglio di gestione, eletto con il 98,14% dei voti.

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Il banchiere Giovanni Bazoli.

Giovanni Bazoli dice addio a banca Intesa Sanpaolo, dopo più di 30 anni di onorato servizio, rivendicati con orgoglio: «Se ripenso alla banca che mi fu affidata nel 1982 e guardo alla posizione che ha acquisito oggi, il percorso compiuto e i traguardi raggiunti non mi sembrano veri. Abbiamo salvaguardato l'indipendenza e l'autonomia della banca. Lascio con una grande serenità a cui non è estranea la convinzione di avere compiuto l'incarico affidatomi, avendo così prestato anche un servizio al Paese».
DEBUTTA LA GOVERNANCE MONISTICA. Per l'istituto di credito si apre così una nuova stagione fondata sul sistema di governance monistico, una novità per l'Italia. A Torino, nella corso di una lunghissima assemblea degli azionisti durata circa sette ore, i fondi internazionali hanno dato il loro consenso e il 37% degli investitori istituzionali presenti ha votato a favore della lista per il consiglio di amministrazione presentata dalle fondazioni.
FASSINO: «RICONOSCIUTA LA COMPETENZA DI GROS-PIETRO». A presiedere la banca sarà Gian Maria Gros-Pietro, già numero uno del consiglio di gestione, eletto con il 98,14% dei voti. Bazoli sarà presidente emerito. «Il consenso dei fondi, che rappresentano circa due terzi del capitale, è dovuto all'interlocuzione continua che abbiamo avuto con loro. Il rapporto ha dato i suoi frutti», ha sottolineato Gros-Pietro. «La sua nomina è il giusto riconoscimento all'esperienza e alla competenza maturate», ha commentato il sindaco di Torino, Piero Fassino.
L'AD MESSINA CONFERMA I DIVIDENDI. L'amministratore delegato della banca, Carlo Messina, ha confermato gli obiettivi del piano: 3 miliardi di dividendi a valere sull'utile d'esercizio 2016, e 4 miliardi su quello del 2017. Così come la volontà di andare avanti con le cessioni possibilmente entro il 2016. Messina ha garantito che l'intervento nel fondo Atlante «contribuirà a creare valore anche per i nostri azionisti».
GLI ALTRI CAMBI AL VERTICE. L'augurio del patriarca è di rafforzare la presenza di Intesa Sanpaolo in Europa, con prudenza: «Non immagino operazioni nel breve periodo. Non c'è fretta e non ci sono minacce in vista», ha detto Bazoli. Lasciano i ruoli manageriali che ricoprivano nella banca anche il direttore generale Gaetano Miccichè e Bruno Picca, che restano rispettivamente presidente di Banca Imi e consigliere di amministrazione di Intesa. I loro ruoli vengono affidati rispettivamente a Mauro Micillo e Davide Alfonsi.
IN BORSA IL TITOLO CHIUDE IN PARITÀ. L'assemblea ha anche approvato l'assegnazione, a valere sull'utile d'esercizio 2015, di un dividendo unitario di 14 centesimi di euro per le azioni ordinarie e di 15,1 centesimi di euro per le azioni di risparmio. I nuovi consiglieri sono 19, 14 della lista presentata dalle fondazioni e 5 di quella dei fondi. Nominato anche il Comitato per il Controllo sulla gestione. A Piazza Affari il titolo di Intesa Sanpaolo ha chiuso in parità, segnando un +0,08%.

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