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FINANZA 29 Aprile Apr 2016 1826 29 aprile 2016

Bpm, Consob vuole vederci chiaro su Lonardi

L'autorità di sorveglianza accende un faro sullo storico leader dei soci non dipendenti e sugli equilibri in vista dell'assemblea.

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Piero Lonardi.

A meno di ventiquattro ore dall'assemblea dei soci di Banca Popolare di Milano scoppia il caso Lonardi. Nel senso di Piero Lonardi, candidato alla presidenza del Consiglio di sorveglianza della Bpm, leader storico dei soci non dipendenti, molto attivo in questi giorni contro la lista che fa riferimento a Raffaele Mincione del fondo Athena Capital, primo azionista con il 4,8%.
Proprio sui movimenti di Lonardi, in particolare sulle richieste fatte negli ultimi giorni al presidente di Bpm Piero Giarda, a quanto pare, la Consob ha deciso di accendere un faro. Non è la prima volta che succede in piazza Meda, perché in diversi casi l'autorità di sorveglianza ha chiesto conto degli equilibri dell'assise meneghina. Per di più l'assemblea del 30 aprile - dove alla fine dovrebbe spuntarla la lista che vuole come presidente l'economista Nicola Rossi - è fondamentale per capire gli equilibri interni in vista della trasformazione in Spa e soprattutto in vista della fusione con il Banco Popolare di Verona.
IL CAMBIO IN CORSA PRIMA DELLE LISTE. Il board durerà alcuni mesi, prima delle grandi manovre di novembre. Le mosse di Lonardi non sono sfuggite alla Consob. Anche perché, prima del deposito delle liste, il candidato attuale della 'Lista per una Bpm Protagonista' era di fatto quello unitario, su cui sono state raccolte le firme. Poi invece lo scenario è cambiato e ora risulta essere il principale nemico della lista unitaria.
Da qui, secondo alcune fonti della popolare milanese, ci sarebbe il tentativo di delegittimare la lista di Mincione dove c'è Ezio Simonelli, un ex lonardiano. In ballo ci sono i posti nel consiglio di sorveglianza dove Simonelli sta tentando di portare la lista dei fondi al secondo posto in modo da avere più consiglieri. Divisioni che favoriscono la lista di Giuseppe Castagna che divide le opposizioni.
LE RICHIESTE DI LONARDI A GIARDA. Del resto, il fondo Athena non avrebbe i requisiti per avere due posti ma, come rivelato dal Messaggero, ci sarebbero ben quattro pareri che dimostrerebbero la natura di fondo di investimento.
Il blitz, al momento, non è riuiscito e Giarda ha classificato le richieste di chiarimento come irrecivibili. Ma nella giornata di oggi Lonardi è tornato alla carica spiegando che l'assemblea di sabato 30 aprile è «l'ultima occasione per conservare il prestigio e la posizione della banca e delle proprie persone». Non solo. Ha spiegato di confidare nella «segretezza del voto». Pronta la replica di Massimo Masi socio Uilca: «Mettere poi in dubbio la segretezza del voto assomiglia molto al comportamento di quel bambino che, dopo aver perso la partita, porta via il pallone. Tranquillizzo Lonardi - conclude - che tutto si svolgerà regolarmente, alla luce del sole e con la solita trasparenza».

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