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CONTI 3 Maggio Mag 2016 1155 03 maggio 2016

L'Ue corregge al ribasso le previsioni dell'Italia: Pil 2016 a +1,1%

La Commissione stima la crescita italiana un decimale sotto i calcoli del Def. Rivisti i conti anche per il resto dell'eurozona. Padoan: «Europa a rischio come non mai».

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Il commissario agli Affari europei, Pierre Moscovici, e il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan.

La Commissione Ue vede proseguire in Italia una «crescita moderata», ma rivede al ribasso la crescita del Pil nostrano per il 2016: l'1,4% previsto a febbraio dalla stessa commissione è sceso a +1,1%. Il Def (Documento di economia e finanza) approvato a inizio aprile stimava la crescita del prodotto interno lordo a +1,2%.
Il 'ritocchino' europeo ai conti del governo arriva dopo che già il Fondo monetario internazionale aveva smorzato l'ottimismo di Renzi e del ministro Padoan, prevedendo una crescita del +1%.
«Nel corso del 2015, il passo della crescita ha rallentato portando ad un avvio del 2016 più basso del previsto» che, «insieme all'ulteriore rallentamento del commercio globale, spiega la revisione al ribasso» rispetto alle previsioni invernali, scrive Bruxelles nelle previsioni economiche. Nel 2017 confermato invece l'1,3%, grazie a una «domanda esterna più dinamica e investimenti».
DEFICIT IN MIGLIORAMENTO. La Commissione Ue rivede invece in miglioramento il deficit italiano del 2016 (dal 2,5% previsto a febbraio scende al 2,4%), ma alza le stime per quello del 2017 (da 1,5% a 1,9%).
Peggiorano invece le stime sul debito italiano per il 2016: dal 132,4% di febbraio, la percentuale sale ora a 132,7%.
Ovvero, per Bruxelles resta invariato rispetto al 2015. «Dopo il picco del 2015 il debito si stabilizza nel 2016 e comincia a scendere nel 2017 grazie alla crescita nominale più alta e al surplus», scrive la Commissione nelle nuove previsioni economiche. Nel 2017 scenderà a 131,8%.
EUROZONA IN LENTO MIGLIORAMENTO. Tutta l'Eurozona vive una fase di lento recupero, con il calo della disoccupazione al 10,3% per il 2016, leggermente più rapido rispetto al 10,5% previsto a febbraio sulla scia della «risposta ritardata alle condizioni cicliche migliorate e alla crescita continuata dei salari».
Il tasso di disoccupazione scenderà ulteriormente al 9,9% nel 2017, ma «rimarranno differenze nel mercato del lavoro ancora per qualche tempo».
CINA, GEOPOLITICA E BREXIT I RISCHI MAGGIORI. Anche la crescita economica «resterà moderata» per l'intero periodo 2015-2017, con un peggioramento del Pil, che per il 2016 scende a +1,6% dal +1,7% delle stime di febbraio.
«L'incertezza che circonda queste previsioni è sostanziale e le prospettive economiche europee sono esposte a considerevoli rischi al ribasso», in particolare il rallentamento in «Cina potrebbe far scattare spillover più forti o rivelarsi peggiore rispetto al previsto. Resta poi «alta l'incertezza legata alle tensioni geopolitiche, e considerevoli i rischi associati alle politiche europee: attuazione delle riforme, fallimento nel trovare soluzioni comuni, incertezza sul referendum per la Brexit».
PADOAN: «EUROPA MAI COSÌ A RISCHIO». L'Europa sta vivendo «una situazione eccezionale in cui sta rischiando forse come non ha mai rischiato da quando è stata inventata». È l'allarme lanciato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, secondo il quale l'Unione Europea sta affrontando «sfide severe», dal rischio Brexit ai migranti.
Con l'emergenza rifugiati, ha aggiunto il ministro intervenendo all'Università La Sapienza ad un convegno sul futuro dell'Ue «quello che è in discussione è il trattato di Schengen, ed è più pericoloso della crisi dell'euro di qualche anno fa».

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