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PROCURE 6 Maggio Mag 2016 0854 06 maggio 2016

Trani, Deutsche Bank indagata per manipolazione di mercato

Tedeschi sotto accusa. Per 7 mld di Btp venduti nel 2011.

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La sede di Deutsche Bank.

Dopo le agenzie di rating è un altro gigante del mondo finanziario a finire sotto la lente dei magistrati pugliesi. La Deutsche Bank di Francoforte Sul Meno è indagata per manipolazione di mercato dalla procura di Trani assieme all'ex management del gruppo.
La vicenda riguarda la massiccia vendita, per 7 miliardi di euro circa, di titoli di Stato italiani avvenuta nel primo semestre 2011.
Sono cinque gli indagati. Si tratta dell'ex presidente di Deutsche Bank Josef Ackermann, degli ex co-amministratori delegati Anshuman Jain e Jurgen Fitschen (quest'ultimo è attualmente co-AD uscente della Banca), dell'ex capo dell'ufficio rischi Hugo Banziger, e di Stefan Krause, ex direttore finanziario ed ex membro del board dell'istituto tedesco.
SEQUESTRI DI ATTI E EMAIL. Militari della Guardia di finanza di Bari, assieme al pm Michele Ruggiero, hanno compiuto sequestri di atti e mail nella sede milanese dell'istituto tedesco, in piazza del Calendario, e avrebbero ascoltato testimoni.
A essere ascoltato come testimone sarebbe stato il responsabile di Db Italia, Flavio Valeri, presidente e consigliere delegato del Consiglio di gestione di Deutsche Bank Italia, estraneo alle indagini in corso che riguardano esclusivamente le attività della sede tedesca della banca.
TRANI COMPETENTE ANCHE SE IL FATTO È AVVENUTO IN GERMANIA. Il pm Ruggiero ritiene di essere competente a indagare in base all'articolo 10 del Codice di procedura penale, secondo cui, in caso di reato commesso interamente all'estero da soggetti stranieri residenti all'estero, la competenza è del pm che per primo ha iscritto la notizia di reato.
«Deutsche Bank sta collaborando con le Autorità in questa inchiesta», ha fatto sapere l'istituto. «Nel 2011 la Banca aveva risposto a una richiesta fatta da Consob in relazione a questa vicenda e aveva fornito le informazioni e i documenti relativi».
Tra i testimoni sono stati chiamati anche l'ex premier italiano ed ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi, e l'allora ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
PRODI DISSE: «LA FINE DELLA SOLIDARIETÀ». Secondo l'accusa, la Banca nascose le sue reali intenzioni mentre assicurava ai Mercati finanziari la sostenibilità del debito sovrano italiano. Nel luglio 2011 Prodi commentò così la decisione di Deutsche Bank di vendere sette degli otto miliardi di euro di titoli italiani che aveva in portafoglio: «Mi ha sconvolto, vuol dire che è la fine di ogni legame di solidarietà».
Per Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia, si tratta della prova del complotto europeo per far cadere il governo Berlusconi.
Adusbef e Federconsumatori si costituiranno parte civile nell'eventuale processo. «Il filone di inchiesta contro Deutsche Bank della Procura di Trani», è scritto in una nota delle associazioni, «appare parallelo (se non gemello), al processo contro le agenzie di rating (Fitch e S&P a processo a Trani, ndr), quei padroni del mondo che assieme alle banche loro azioniste, decidono (ed hanno deciso nel 2011), le sorti dei governi democraticamente eletti, che possono anche non piacere, ma la cui caduta non può essere decisa a tavolino da una ristretta cricca finanziaria, la quale oltre a manipolare i mercati, gli spread, i tassi e l'euribor, prevarica ed annienta la sovranità degli Stati, la sicurezza e la stessa ricchezza delle nazioni, per arricchire qualche oligarchia».

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