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INDAGINI 9 Maggio Mag 2016 2122 09 maggio 2016

Banca Etruria, una 'cabina di regia' per truffare i clienti

L'accusa: false informazioni per far comprare i bond a investitori con profilo a rischio basso. Il tutto gestito dai dirigenti.

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La sede centrale di Banca Etruria ad Arezzo.

I prospetti, a sentire il presidente della Consob Giuseppe Vegas, erano perfettamente regolari. Ma non chiari. E qualcuno sembra averne approfittato.
In Bance Etruria, per esempio, c'era una 'cabina di regia' che ha organizzato con precisione certosina il collocamento delle obbligazioni subordinate anche alla clientela retail, offrendole anche a profili di investitore a «rischio basso» anzichè solo a una clientela professionale in grado di valutare compiutamente il rischio di quei prodotti bancari.
«RAGIONEVOLE CERTEZZA». E quanto sostiene la procura di Arezzo che il 9 maggio 2016 ha disposto nuove perquisizioni della guardia di finanza, nella «ragionevole certezza» che quella 'cabina di regia' abbia funzionato a livello manageriale e che, attraverso i responsabili d'area e gli uffici territoriali della banca, abbia disposto un collocamento definito «granulare», indistinto, e non - come di norma - destinato agli investitori con profilo di rischio «medio-elevato».
Già in passato la questione dei profili di rischio era emersa nell'inchiesta della procura aretina sul reato di truffa, con l'attribuzione ad alcuni investitori di parametri risultati poi non rispondenti alla realtà, come il livello di istruzione indicato più alto di quello effettivo.
Le perquisizioni condotte dalla guardia di finanza il 9 maggio hanno riguardato anche due alti dirigenti della banca ora in liquidazione coatta amministrativa e sono state indirizzate proprio a ottenere ulteriori elementi su questo fronte d'indagine: circolari, documenti, comunicazioni, corrispondenza. Del resto nelle dichiarazioni contenute in almeno 400 denunce di altrettanti risparmiatori che la procura ha vagliato c'erano indicazioni che andavano in questa direzione.
CODACONS: «SVILUPPO IMPORTANTE». E il Codacons giudica «importante» lo sviluppo dell'indagine: «L'inchiesta per truffa aperta dalla procura di Arezzo nasce proprio da una nostra denuncia nella quale segnalavamo come le obbligazioni subordinate fossero state piazzate a fasce di risparmiatori del tutto inadeguate a tali investimenti e senza dare le corrette informazioni sui rischi».
La 'cabina di regia' avrebbe organizzato quindi il collocamento delle subordinate attraverso il reticolo organizzativo della banca facendo prospettare ai vari clienti un investimento sicuro e analogo a quelli in obbligazioni ordinarie e titoli di Stato. «Talvolta», ha specificato la procura, «addirittura il cliente è stato spinto a effettuare il disinvestimento di operazioni a capitale garantito per favorire l'acquisto delle obbligazioni subordinate, che gli era stato proposto come 'una promozione' della Banca rivolta ai propri clienti migliori, ma che doveva essere sottoscritta in tempi brevissimi».
ZANETTI: «CI ASPETTIAMO I DOVUTI ACCERTAMENTI». «Ci aspettiamo che la guardia di finanza effettui i dovuti accertamenti sulle responsabilità passate nell'amministrazione della della vecchia Banca Etruria», ha detto il viceministro all'economia Enrico Zanetti a un incontro organizzato dalla Cgil e da Federconsumatori e che ha anche incontrato una delegazione di risparmiatori che hanno chiesto risposte concrete e rimborsi contestando il documento presentato la prima settimana di maggio.
Peraltro gli sviluppi dell'inchiesta della procura per truffa potrebbero incrociarsi con il rimborso degli obbligazionisti: lo stesso ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, in audizione al Senato, aveva sostenuto che «chi ritenga di avere tutte le ragioni di pretendere il completo rimborso, in caso di raggiro, di 'misseling', da chi ha venduto, può ricorrere all'arbitrato che non esclude affatto il rimborso al 100%».

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