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FINANZA 9 Maggio Mag 2016 1653 09 maggio 2016

Banche, Vegas: «Prospetti regolari ma incomprensibili»

Per la Consob i documenti per informare gli investitori sono lunghi e illeggibili. Ma regolari.

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Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas.

Nessuna irregolarità. Tutto è stato fatto «nel rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme». Tutto giusto, tutto chiaro. Beh, magari chiaro no, però legale e legittimo. È questo, in sintesi, il giudizio dato dalla Consob ai prospetti informativi sui bond subordinati delle banche poste in risoluzione. Quelli che hanno mandato gambe all'aria migliaia di risparmiatori italiani.
«MASSIMA EVIDENZA AI RISCHI». Ad affermarlo è stato il presidente della Commissione nazionale per le società e la Borsa Giuseppe Vegas, nel suo discorso al mercato finanziario. I documenti, ha spiegato Vegas, «hanno dato massima evidenza a tutti i fattori di rischio connessi alla complessità degli strumenti e alla situazione in cui versavano le banche», specificando anche il rischio di «perdere l'intero capitale investito».
Il problema è che il prospetto informativo «rimane un documento troppo lungo e complesso per poter essere letto e pienamente compreso dal risparmiatore», che quindi si ritrova per le mani uno strumento perfettamente regolare, ma inutilizzabile senza l'aiuto e la consulenza di chi è competente.
MODELLO AVALLATO DAL FMI. «Le vicende relative alla liquidazione delle quattro banche non mettono in discussione la validità di di fondo dei modelli di vigilanza sulla prestazione dei servizi d'investimento», ha sottolineato Vegas, ricordando che «il nostro modello di vigilanza è stato esaminato e positivamente valutato sia dal Fondo monetario internazionale, in occasione del Financial assessment program condotto sull'Italia nel 2013, sia dall'Esma, in occasione delle prassi di vigilanza sull'applicazione della Mifid».
Vegas ha ricordato che dal 2007, anno di introduzione della Mifid, «Consob ha realizzato circa mille interventi di vigilanza in materia di servizi di investimento» con una copertura di «circa il 90% del risparmio investito in strumenti finanziari riconducibili a clientela retail, mentre le verifiche ispettive hanno riguardato il 55% circa del mercato. Ciò nonostante Consob sta facendo tesoro dell'esperienza così maturata nell'orientare e affinare ulteriormente le sue prassi di vigilanza».

«Un fenomeno circoscritto»

Il presidente della Consob ha anche ribadito, come aveva fatto in audizione davanti al Senato, come il fenomeno delle obbligazioni subordinate diventate 'carta straccia' sia stato circoscritto: «L'importo in possesso della clientela retail, al 30 giugno 2015, era di 374 milioni di euro, pari all'1,17% del totale» dei bond subordinati emessi da banche e detenuti da risparmiatori.
Qualcosa, però, deve cambiare. L'esperienza deve essere un monito e una lezione per il futuro, perché «il prospetto informativo, immaginato dal legislatore comunitario come un contenitore che raccogliesse tutte le informazioni sul prodotto e sul soggetto che lo ha emesso, non si è dimostrato un mezzo idoneo a fornire una risposta efficace al bisogno di conoscenza».
«CONSOB HA FATTO PIÙ DEL DOVUTO». Vegas ha anche ricordato che la Commissione «è stata fra le poche autorità europee a richiedere l'inserimento, nelle pagine iniziali dei prospetti, di uno specifico paragrafo, denominato 'avvertenze per l'investitore', che contiene una descrizione sintetica dei principali rischi legati all'investimento. Nei casi più critici, è stato chiesto l'inserimento di queste informazioni nella copertina del prospetto, in modo da attirare maggiormente l'attenzione del lettore».
Vegas inoltre, menzionando «i recentissimi casi di aumento di capitale di banche», ha sottolineato che «Consob ha raccomandato la consegna sistematica delle avvertenze, adempimento non previsto dalla disciplina europea, in modo da spingere il cliente a prendere concretamente conoscenza del loro contenuto».

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