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FINANZA 11 Maggio Mag 2016 0800 11 maggio 2016

Grecia, gli speculatori si fregano le mani

Scendono le rendite, ma salgono i prezzi dei titoli. Gli speculatori si mobilitano. E spuntano fondi ad hoc per la Grecia. Attivi anche sul fronte delle sofferenze.

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Alexis Tsipras.

Stretta pensionistica e più tasse per 3,6 miliardi di euro in cambio di 86 miliardi di aiuti e la promessa di tagliare gli oltre 300 di debito. Ipotesi che non dispiace al Fondo monetario.
Alexis Tsipras porta avanti l'ultimo braccio di ferro con i suoi elettori (ad Atene e Salonicco si contano ancora i danni dopo le ultime manifestazioni contro l'austerity) e con la Ue, pronta per la seconda volta a un haircut sul debito sovrano ellenico, di cui si discuterà di nuovo il 24 maggio.
E la cosa alletta non poco il mercato finanziario.
SI MUOVONO GLI SPECULATORI. Da qualche mese a questa parte i fondi istituzionali, e soprattutto gli hedge funds, sono stati scottati dalla riduzione dei tassi d'interesse del debito sovrano dell'area euro, dopo l'aumento della dotazione del Quantitative easing: si sono lamentate anche le Sparkasse tedesche, annunciando di aver perso milioni non potendo più contare sulle alte rendite legate ai Btp.
In quest'ottica si stanno muovendo anche gli speculatori.
Da un lato valutano gli effetti di un taglio del debito sul valore degli stessi titoli greci.
Dall'altro fanno simulazioni sull'ingente mercato delle sofferenze che sta per nascere.
RENDIMENTI BASSI? BUON SEGNO. Proprio l'ultimo pacchetto di austerity ha fatto crollare del 9% l'interesse sui titoli decennali.
Patrick Jacq di Bnp Paribas ha segnalato che «se anche il mercato obbligazionario greco è illiquido, il fatto che i rendimenti sono più bassi è un buon segno».
Scendono le rendite, ma salgono i prezzi dei titoli stessi. A maggior ragione in caso di una ristrutturazione, che questa volta dovrebbe riguardare la quota in mano alle istituzioni (Bce, Fmi o Ue): infatti una minore esposizione renderebbe la Grecia più credibile dal punto di vista finanziario, dando anche maggiore valore ai suoi bond.
Di conseguenza comprare oggi è doppiamente conveniente visti i bassi prezzi.
L'OPPORTUNITIES FUND DI JABRE CAPITAL. Per esempio, Jabre Capital ha recentemente annunciato il lancio di un Opportunities Fund europeo di crediti, mettendo al centro del suo focus proprio la Grecia. Come ha spiegato alla Reuters il suo numero uno Farid Gargour: «Molti beni greci sono ancora al prezzo di livelli di stress e potrebbero offrire significativi guadagni».
Su questo crinale la finanza internazionale si sta muovendo anche sul campo delle sofferenze bancarie. Il mondo del credito ha un buco che viaggia verso i 15 miliardi di euro. Le maxi capitalizzazioni (8 miliardi nell'ultimo biennio) e le nuove regole per gestire i bad loans rendono il comparto più attraente e remunerativo. Ma buoni affari potrebbero anche presentarsi sul versante dell'equity, visto che l'indice della Borsa di Atene quota l'85% di capitalizzazione in meno rispetto alla crisi.
RASTRELLAMENTO DI BAD LOANS. Rudolf Bohli, boss di Rbr Capital, ha lanciato un fondo ad hoc per la Grecia, dopo aver fatto un'analoga operazione in Spagna che gli ha garantito un ritorno del 30% dell'investimento.
E se Pve Capital si appresta a rastrellare bad loans del Paese come ha fatto in Italia, Worldview Capital Management ha aperto un veicolo per gestire il turnaround di aziende al limite del default.
Perché in terra ellenica il rischio va di pari passo con il business.

Twitter @FrrrrrPacifico

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