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INCHIESTA 12 Maggio Mag 2016 1649 12 maggio 2016

Panama Papers, gli intrecci tra Ubi e i paradisi fiscali

La controllata lussemburghese di Ubi è nei Panama Papers. E molti consiglieri sono pure ai vertici della capo gruppo. Da Beretta fino a Pizzini, vicino a Bazoli.

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Lo studio legale di Panama Mossack Fonseca è al centro del caso Panama papers.

La procura di Bergamo ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e indagati per capire cosa ci sia dietro alcuni nomi dei Panama Papers, se si tratti di operazioni segnalate al fisco italiano o meno.
Il procuratore Fabio Pelosi, che è lo stesso che sta indagando su Ubi Banca per ostacolo alla vigilanza, tenterà di fare luce sulle offshore riferibili a singoli cittadini, ma con tutta probabilità anche sulle operazioni legate all'istituto di credito nato dalla fusione delle Popolari di Bergamo e Brescia.
Secondo il database dell'International consortium of investigative journalists (Icij), Ubi Banca international Sa, società lussemburghese controllata al 97,3% da Ubi Banca, avrebbe collaborato con l'ormai celebre studio Mossack Fonseca come intermediario per la creazione di 35 aziende offshore tra Panama e le isole Seychelles: la maggior parte di queste sarebbe già stata liquidata, sei hanno dichiarato fallimento e quattro sarebbero attive.
GLI INTRECCI COL LUSSEMBURGO. Quando la notizia del coinvolgimento dell'istituto è stata pubblicata sull'Espresso, membro dell'Icij, Ubi ha replicato: «Non abbiamo controllate in quelle località». Aggiungendo che è possibile che «siano state gestite delle operazioni dalla banca per conto dei propri clienti nel rispetto della legislazione del Lussemburgo».
Dopo nemmeno un mese, il 28 aprile, l'istituto di credito ha comunicato di aver sottoscritto il contratto per la cessione del 100% di Ubi International a «Efg International ag, operatore internazionale specializzato nei servizi di asset management e private banking, con sede a Zurigo». E ha fatto sapere: «Per quanto attiene i rapporti con la clientela di Ubi International è garantito il pieno mantenimento dei servizi bancari, di consulenza e custodia attualmente resi dalla società che verranno assicurati dal personale esistente che rimarrà con Ubi International».
UN ALTRO MOTIVO DI IMBARAZZO. Il coinvolgimento di Ubi International Sa nello scandalo Panama Papers è solo l'ultimo motivo di imbarazzo per un istituto già al centro di numerose inchieste: oltre a Bergamo, i pm di Milano stanno indagando per violazione delle norme anti-riciclaggio sulla banca online IwBank, da cui sarebbero transitati 16 milioni di euro destinati a società con sede alle Cayman e alle Bahamas.

Beretta promosso nel consiglio di sorveglianza

Una delle sedi di Ubi Banca.

Ai piani alti del terzo gruppo bancario italiano, tuttavia, non sembra esserci preoccupazione per gli eventuali effetti dell'inchiesta Panama Papers.
E sì che Ubi International Sa non è una semplice controllata: diversi suoi consiglieri di amministrazione, infatti, ricoprono cariche apicali anche nella capo gruppo.
Nel 2015, secondo i documenti riportati sul sito della società lussemburghese, il ceo dell'istituto di credito è Massimo Amato, mentre il presidente del Cda della controllata del Granducato è Pietro Gussalli Beretta, l'imprenditore della Beretta di Brescia.
VITALI NEL BOARD DI UBI INTERNATIONAL. L'assemblea dei soci di Ubi Banca lo ha da poco eletto nel consiglio di sorveglianza, l'organismo deputato al controllo dell'intero gruppo, di cui è stato peraltro nominato vicepresidente il 2 aprile.
Lo stesso giorno Beretta è stato scelto pure come membro del comitato nomine, che decide i ruoli delle controllate di tutto il gruppo.
Nel board di Ubi International Sa siede da anni anche Costantino Vitali, già nominato presidente del Banco di Brescia (controllata da Ubi, ndr) nel 2013, quando il suo vice era proprio Beretta.
Presenza fissa nel board della società lussemburghese è pure Elvio Sonnino, dal 2012 vicedirettore vicario di Ubi Banca e dal 2013 nel consiglio di gestione del gruppo, anch'egli proveniente dalle fila del Banco di Brescia. Ma Beretta è subentrato nel ruolo di presidente a metà del 2013.
L'AMICO DI BAZOLI AL VERTICE. Prima di lui, e almeno a partire dal 2009, il presidente era Flavio Pizzini, attualmente vicepresidente del gruppo Ubi Banca, e già nel consiglio di gestione dal 2007. Pizzini, noto commercialista e revisore contabile, è uomo molto vicino a Giovanni Bazoli e vanta ottimi rapporti con gli ambienti cattolici.
Siede dal 2007 anche nel Cda di Fondazione Ambrosianeum, è stato membro del comitato per l'amministrazione dei beni ecclesiastici della Cei e del collegio sindacale della Fondazione Cariplo di Milano. Ha ricoperto la carica di sindaco della finanziaria Mittel, fondata dall'amico Bazoli, ed era nel comitato esecutivo del Banco di Brescia.
Tra i consiglieri c'è pure Juan Enrique Perez Calot, cavaliere al merito della Repubblica, ex consigliere di Nomisma e di Banca nazionale del Lavoro. E inoltre anche uno dei soci della punta di diamante degli studi legali italiani, Mario Merola, responsabile dell'ufficio di Bruxelles di Bonelli Erede, consulente per la costituzione del Fondo Atlante e già membro del Cda di Ubi Banca.
Insomma, la prima linea dei salotti della finanza italiana.

Twitter @GioFaggionato

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