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SOCIAL 13 Maggio Mag 2016 1820 13 maggio 2016

Facebook e il rischio di un'informazione di parte

La polemica sul social network per la manipolazione delle news fornite non renderà il wall degli utenti più neutrale: siamo noi a voler leggere notizie che confermino le nostre idee.

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Il servizio dei Trending Topics non è ancora presente in Italia.

Negli Usa la polemica suscitata dalla censura di Facebook su alcune notizie ha costretto Mark Zuckerberg a prendere posizione.
«Facebook non ha rinvenuto alcuna prova del fatto che i contractor che lavorano ai 'trending topics' abbiano censurato storie con punti di vista e opinioni conservatrici», ha affermato il Ceo, sottolineando che «il social media prende molto seriamente» le accuse e «sta conducendo un'indagine per assicurarsi che la sua squadra mantenga l'integrità del prodotto».
Zuckerberg ha invitato quindi alcuni politici conservatori e tutti gli interessati di ogni parte politica a discutere sul tema nelle prossime settimane.
FB ACCUSATO DI FAZIOSITÀ. L'accusa di faziosità arriva mentre è in corso la campagna elettorale, e ha sollevato le critiche dei repubblicani ma anche dei democratici, con molti osservatori che si sono anche interrogati sul ruolo di informazione svolto dai social media.
Il polverone dovrebbe essere sufficientemente grosso perché il problema interno all'azienda venga risolto, ma secondo il sito Vox questo non cambierà di molto la situazione. Facebook, sostiene Ezra Klein sul magazine di approfondimento, diventerà comunque sempre più fazioso.
L''EFFETTO ECO'. Seth Flaxman, uno statistico dell'università di Oxford, ha analizzato 50 mila cronologie di americani che leggono le notizie regolarmente on line.
Lo scopo è stato quello di testare la prevalenza del cosiddetto “effetto eco”: il fenomeno per il quale un utente tenda a leggere solo notizie che gli siano congeniali. Tre semplici osservazioni bastano per spiegare questa tendenza.
Primo, alla gente piace leggere cose che confermino le opinioni che già hanno. Secondo, internet rende ancora più facile trovare questo tipo di notizie. Terzo, gli algoritmi che stanno dietro a Google e a Facebook sono costantemente impegnati a fornirti informazioni e contenuti che ti potrebbero piacere, con il risultato che avrai sempre notizie con cui concorderai.
CIRCONDATI DA NOTIZIE RASSICURANTI. Prima dell'avvento dell'web, la maggior parte delle persone si informava con i quotidiani e i telegiornali, che generalmente cercano di fornire un'informazione neutrale. Circondarsi di un mondo fatto da notizie rassicuranti era possibile, ma molto più difficile.
Ora che i risultati sono personalizzati, l'effetto eco si può generare senza che neanche la gente se ne renda conto.
IL PROBLEMA SONO GLI UTENTI. La reazione di Facebook alle accuse di faziosità dovrebbe garantire un ritorno alla neutralità nel fornire le notizie da parte del social network.
Ma il punto non è tanto che Facebook sia neutrale o no, il punto è che sono gli utenti a non esserlo.
Il social network non vuole sicuramente la fama di un social network di parte: Facebook vuole essere usato da tutti.
Sono i suoi utenti, con le loro condivisioni e i loro like, che si creeranno un mondo digitale schierato.

La vicenda trending topic

La tegola su Facebook è arrivata dopo le rivelazioni di alcuni ex dipendenti, secondo cui il social network avrebbe censurato alcune notizie escludendole dalla sezione che ospita gli argomenti di tendenza della piattaforma, sezione non disponibile in Italia.
A dare risalto alla vicenda è stato il sito tecnologico Gizmodo: cita un giornalista che avrebbe fatto parte del team 'News' di Facebook e avrebbe ammesso la condotta.
Subito era arrivata la smentita della società di Mark Zuckerberg, che si dichiara neutrale.
NEWS FORNITE DA ALGORITMO E GIORNALISTI. La sezione News di Facebook è stata lanciata nel 2014: la scelta delle notizie è fatta in parte da un algoritmo, in parte da giornalisti in carne e ossa. Per Gizmodo questo servizio detta legge sulle priorità delle notizie di 167 milioni di utenti solo negli Usa.
Solo per fare qualche esempio, dai Trending topics della sezione News sarebbero sparite informazioni relative a Mitt Romney o alla Cpac, un'importante conferenza annuale di stampo conservatore.
Ma anche su Chris Kyle, il Navy Seal ucciso nel 2013 e protagonista del film American Sniper diretto da Clint Eastwood.
INFLUENZA SUL DIBATITO. «Questo avveniva sia perché il curatore non le riconosceva come rilevanti, sia perché aveva dei pregiudizi», ha spiegato la fonte anonima al sito di tecnologia. A rincarare le accuse di orientare il dibattito politico negli Stati Uniti ci sarebbero altri 'curatori di News' che avrebbero riferito a Gizmodo di aver inserito tra le notizie di tendenza anche quelle che non erano abbastanza popolari da aver diritto a quella vetrina.

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