Carlo Cimbri Amministratore 140115194414
GIRO DI POLTRONE 18 Maggio Mag 2016 1838 18 maggio 2016

Cimbri verso Unicredit nel nome di Nagel

L'amministratore delegato di Unipol in pole per sostituire Ghizzoni. Grazie allo ''sponsor'' Mediobanca.

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Carlo Cimbri.

I grandi soci di Unicredit si sono imposti tempi rapidissimi.
In poche ore vogliono chiudere i ponti con l’attuale management, ma avrebbero già individuato il sostituto di Federico Ghizzoni.
Con maggiori chance di guidare il gruppo milanese c’è il bolognese Carlo Cimbri, attualmente amministratore delegato e direttore generale di Unipol.
NEL NOME DI NAGEL. A fare il suo nome sarebbe stata Mediobanca, che ha in Unicredit il suo primo azionista (8,59%) e che - come dimostra la contro-Opa lanciata da Andrea Bonomi su Rcs - intende riprendersi il ruolo di vigile del capitalismo italiano.
Il tutto nonostante Alberto Nagel ripeta in ogni occasione di volere rompere con le vecchie abitudini della merchant bank.
HABITUÉ DI PIAZZETTA CUCCIA. Cimbri, poi, in piazzetta Cuccia è di casa: è stata la sua Unipol ad aiutare Mediobanca a intervenire per gestire il crac dei Ligresti, comprando Fondiaria Sai; ultimamente ha deciso di appoggiare la santa alleanza contro Cairo lanciata da Bonomi e sponsorizzata dallo stesso Nagel.

Utile in calo sul 2015 e 60 miliardi di crediti deteriorati in bilancio

Federico Ghizzoni.

Dopo le nuove regole del bail-in Unicredit è finita nel mirino del mercato e degli analisti.
La prima trimestrale 2016 si è chiusa con un utile che è stato di 406 milioni di euro, superiore alle attese ma inferiore del 20% rispetto alle stesse performance del 2015.
I coefficienti patrimoniali (Tier1) si avviano verso la quota limite del 10,50%.
Vanno a rilento sia le uscite dei dipendenti sia le cessioni delle partecipazioni non core.
Ed è altissimo il livello delle sofferenze (oltre 60 miliardi in bilancio i crediti deteriorati).
NO ALL'AUMENTO DI CAPITALE. Ghizzoni sperava di uscire dall’impasse con un nuovo aumento di capitale. Ma i soci sono contrari.
Non a caso gli analisti di Mediobanca non solo hanno scommesso su un suo successore preso dall’esterno, ma hanno anche considerato inutile un aumento di capitale, qualora ci si affidi a un piano più coraggioso di dimissioni.
Un qualcosa che Carlo Cimbri ha già vissuto quando sostituì in Unipol il suo maestro Giovanni Consorte, dopo la mancata scalata a Bnl.


Twitter @FrrrrrPacifico

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