Bagnasco, utero in affitto colpo finale
VATICANO 19 Maggio Mag 2016 1510 19 maggio 2016

Cei, la quota di otto per mille torna a superare il miliardo

Fino a 270 milioni destinati alle opere di carità. Ma crescono le spese per i preti.

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Torna a oltrepassare la soglia del miliardo di euro la quota dell'otto per mille destinata alla Chiesa cattolica.
I dati diffusi dalla Cei riferiscono che nel 2016, sulla base dei redditi 2014 dichiarati nel 2015, lo Stato italiano ha versato 1.018.842 euro, una cifra più alta del 2,34% rispetto a quella dell'anno precedente, ma più bassa rispetto al 2014, quando si registrò il record assoluto di 1 miliardo e 55 milioni.
FINO A 270 MLN PER LE OPERE DI CARITÀ. La somma totale è stata così ripartita dai vescovi: 392.842.000 euro alle esigenze di culto e pastorale (meno dell'anno scorso, quando erano stati 403.462.000) e si suddividono in 156 milioni di euro per le diocesi, 140 milioni per l'edilizia di culto, 48 milioni 842 mila euro per il fondo per la catechesi e l'educazione cristiana, 13 milioni per i tribunali ecclesiastici regionali e 41 milioni per le esigenze di rilievo nazionale; 270 milioni di euro vanno poi agli interventi caritativi (5 milioni in più dell'anno scorso), suddivisi in 145 milioni per le diocesi e la loro carità, 85 milioni per i progetti per il terzo mondo e 40 milioni per le emergenze nazionali; 350 milioni, infine, vanno al sostentamento del clero (più dell'anno scorso, quando erano 327 milioni).
CINQUE MILIONI PER LE DIOCESI. «C'è una decrescita per le esigenze di culto e pastorali perché abbiamo voluto aumentare la parte per la carità», ha commentato in conferenza stampa il cardinale presidente Angelo Bagnasco. «In Italia abbiamo 700 cantieri aperti per il culto e la pastorale. Per quanto riguarda gli interventi caritativi, i cinque milioni in più sono stati destinati alle diocesi». A livello di sostentamento del clero, poi, dove «si oscilla di anno in anno» in relazione anche al numero dei sacerdoti, «i 350 milioni ci permettono di avere un clero totalmente a disposizione della gente, con retribuzioni in tre fasce diverse, a seconda dell'età, del numero di parrocchie e altri parametri, che vanno dagli 800 euro a un massimo di 1.300 euro mensili».
L'80,91% ALLA CHIESA CATTOLICA. I dati trasmessi dal ministero dell'Economia sull'otto per mille nell'anno 2016 e relativi alle dichiarazioni dell'anno 2013 (redditi 2012) indicano che la percentuale delle scelte a favore della Chiesa cattolica è stata pari all'80,91%. L'assemblea Cei ha accolto anche una nuova norma di maggiore chiarezza e trasparenza nei rendiconti delle parrocchie, in ambito diocesano, sull'uso e la destinazione dei fondi dell'otto per mille. «Devono essere pubblicizzati tramite i bollettini ma anche attraverso la rete per raggiungere una platea più ampia», ha osservato Bagnasco. Si tratta di indicare chiaramente «la provenienza di fondi per gli interventi, che sono fondi dell'otto per mille, poiché la gente ama, e questo è giusto, sapere dove fa a finire la propria firma. È importante e gradito che la gente si senta dire: 'questi lavori li abbiamo fatti grazie alle vostre firme, ecco dove sono finiti i fondi'».

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