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CONTI ALLA MANO 19 Maggio Mag 2016 1638 19 maggio 2016

EgyptAir tra crisi e disastri: il tracollo della compagnia

Le perdite di 1,5 miliardi post-2011. La rivolta dei piloti. E gli incidenti in serie. EgyptAir perde appeal e soldi. Ipotesi bomba sul volo MS804: le cose da sapere.

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La tragedia del volo EgyptAir, inabissatosi nel Mediterraneo con 66 persone a bordo, rischia di portare sull'orlo del collasso la compagnia di bandiera egiziana.
Il dirottamento di un suo aereo il 29 marzo a Cipro, l'allarme terrorismo in Egitto e la generale instabilità del Paese a partire dal 2011 avevano già avuto un forte impatto sui conti aziendali.
Che ora, alla luce dei fatti del 19 maggio, sono destinati a subire un nuovo, violento scossone.

  • Le operazioni di salvataggio al largo dell'isola di Karpathos.


PERDITE PER 1,5 MILIARDI DI DOLLARI IN 3 ANNI. In tre anni, dal 2011 al 2014, la società ha accumulato perdite per 1,5 miliardi di dollari complessivi, travolta dall'onda delle primavere arabe che avevano allontanato i turisti.
Quindi, ha dato il via a un piano di ristrutturazione, con tagli di personale e di rotte, riducendo il passivo del 74% (da 340 milioni a 80 in 12 mesi).
Ma proprio quando la situazione politica sembrava essersi stabilizzata, l'espandersi della minaccia Isis a livello internazionale ha inferto un colpo durissimo al turismo egiziano e, di riflesso, alla compagnia.
IL CALO DEL TURISMO COSTA 1,3 MILIARDI. Il 31 ottobre del 2015, il volo Metrojet 9268 si è schiantato nella penisola del Sinai con 224 persone a bordo a causa di una bomba, attentato rivendicato dello Stato islamico.
E a inizio marzo 2016, il primo ministro Sherif Ismail ha spiegato che - anche a causa di quel disastro - il turismo (che nel 2014 aveva contribuito per il 15% al Pil, con un indotto di 36 miliardi di dollari) è entrato in una spirale negativa, costata allo Stato circa 1,3 miliardi.
SI ALLONTANA IL TARGET DI 20 MILIONI DI ARRIVI. «La serie di eventi terroristici che colpiscono Egitto dal 2015 solleva preoccupazioni per la sicurezza negli aeroporti del Paese ed è molto probabile che scoraggi ulteriormente i turisti ad andare in questa parte del mondo», spiega ora Kinda Chebib, senior analyst di Euromonitor International. «Anche se l'Egitto è noto per rialzarsi rapidamente dalle diverse crisi che lo hanno colpito, riteniamo che i recenti avvenimenti rallenteranno le ambizioni del governo di raggiungere i 20 milioni di arrivi di turisti stranieri entro il 2020».
Nel 2015, infatti, si è andati di poco oltre i 9 milioni. E nel primo trimestre del 2016 il calo - inesorabile - sfiora il 40%.
Una tendenza chiara, che si ripercuoterà inevitabilmente sulla compagnia di bandiera.

L'aereo EgyptAir dirottato il 29 marzo scorso.

I piloti chiedono un aumento del 30% degli stipendi

L'ultima tragedia segue una tre giorni bollente per EgyptAir, segnata dalle veementi proteste dei piloti e del personale, che chiedono a gran voce un aumento di stipendio del 30% e migliori condizioni di lavoro dopo nove anni di salari al palo.
Alcuni voli sono stati intenzionalmente posticipati, altri cancellati.
Già nel maggio 2015, quindi prima degli allarmi sui cieli egiziani, 224 piloti avevano minacciato le dimissioni per mancanza di fondi della compagnia, che non poteva permettersi gli aumenti richiesti.
ULTIMO BILANCIO IN ATTIVO NEL 2009-10. In quell'occasione il sindacato di riferimento si era opposto all'incremento del numero massimo di ore di volo per pilota, salito a 14 al giorno.
Le dimissioni di massa erano state scongiurate dall'intervento diretto del presidente Abdel Fattah al Sisi, che aveva convinto i dipendenti a restare.
Secondo quanto dichiarato da EgyptAir, il piano di ristrutturazione varato nel 2014 mirava a riportare i bilanci ai livelli pre Primavera araba, ovvero a quei 14 milioni di profitti registrati nell'anno fiscale 2009-10.
Il rimodellamento era imperniato sulle previsioni di un ritorno alla normalità dei flussi turistici dopo l'insediamento di al Sisi. Le cose, però, sono andate diversamente.
69 AEREI E 9 MILA DIPENDENTI. EgyptAir è al 100% proprietà del governo, opera voli di linea in 79 destinazioni in Europa, Africa, Medio ed Estremo Oriente, Usa e Canada.
Con una flotta composta da 69 aerei, è la compagnia più grande di tutto il Continente nero e la prima della zona mediorientale a essere entrata in un'alleanza globale, la Star Alliance, che mette insieme 26 società.
Ma adesso rischia di andare incontro a un drastico ridimensionamento.
E a pagarne le spese potrebbero non essere solo i suoi 9 mila dipendenti, ma anche lo Stato egiziano. Chiamato a far fronte a perdite non preventivate.

Twitter @apradabianchi

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