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FUMO 19 Maggio Mag 2016 1228 19 maggio 2016

Sigarette, dal 20 maggio 2016 pacchetti con immagini choc

Sulla confezione è riportato anche il numero verde dell’Osservatorio dell'Istituto superiore di sanità. Coperto il 65% della superficie. 

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Entrano in vigore venerdì 20 maggio le nuove regole sul tabacco basate sulla direttiva Ue del 2014, che, tra le altre cose, introducono cambiamenti alle dimensioni e all'estetica dei pacchetti di sigarette con l'obiettivo di ridurne il consumo.
IMMAGINI CHOC. La vendita di pacchetti da 10 è vietata e le confezioni di tabacco non potranno contenere meno di 30 grammi. Al bando anche le sigarette aromatizzate. Ma il cambiamento più macroscopico riguarda l'aspetto delle confezioni delle bionde: sui pacchetti fanno la loro comparsa immagini choc per disincentivare la dipendenza da tabacco.
NUMERO VERDE DELL'ISS. Inoltre è riportato il numero verde dell’Osservatorio dell'Istituto superiore di sanità, l'800 554 088. Testo e immagini devono occupare il 65% del pacchetto. La vendita delle vecchie confezioni di sigarette è consentita per 12 mesi dall'entrata in vigore delle nuove regole.
NO UE AL PLAIN PACKAGING. Il legislatore europeo non ha invece introdotto l'obbligo di adottare il 'pacchetto generico', ovvero confezione dove, su sfondo unico, oltre alle immagini scioccanti vengono riportati solo i nomi dei marchi, tutti con lo stesso font. Di fatto il nuovo imballaggio in commercio dal 20 maggio in una certa misura rende il pacchetto generico perché la presenza di immagini choc e il numero verde già abbattono il brand. Tuttavia i governi possono introdurre misure più restrittive rispetto a quelle definite in ambito europeo. In questo senso Francia, Regno Unito, Irlanda, Slovenia e Ungheria hanno avviato un iter legislativo per introdurre il 'plain packaging'.
RISULTATI DELUDENTI IN AUSTRALIA. Ma i pacchetti generici non sembrano portare i risultati voluti. È il caso dell'Australia, dove le confezioni generiche sono state introdotte nel dicembre 2012. Dati governativi mostrano che nei dodici mesi successivi i volumi legali di vendita sono aumentanti dello 0,5%, così come il consumo tra i minori di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Non solo: tra il 2012 e il 2014 il consumo di tabacco illegale è aumentato dall’11,5% al 14,5% (dati Illicit Tobacco in Australia, 2015 Half Year Report di Kpmg), comportando un danno economico al Governo australiano, in termini di mancate accise, pari a circa 1,2 miliardi di dollari.

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