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AFFARI 20 Maggio Mag 2016 1824 20 maggio 2016

Metroweb fa litigare Costamagna (Cdp) e Ravanelli (F2i)

Scontro fra azionisti: Cassa depositi e prestiti guarda con interesse all'offerta di Telecom, il Fondo infrastrutture preferisce Enel. A meno che non entri in possesso di Inwit. Il governo è in imbarazzo. Decisione entro un mese. 

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Tim ed Enel, le due aziende che si contendono lo sviluppo della banda larga in Italia.

Il futuro di Metroweb fa litigare due suoi azionisti: Claudio Costamagna, amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, e Renato Ravanelli, ad di F2i, il braccio operativo proprio di via Goito.
Per Costamagna l’offerta presentata dal numero uno di Telecom Flavio Cattaneo (814 milioni cash per il 100%) è di quelle che non si possono rifiutare.
Anche perché valorizza un’azienda che soltanto quattro anni prima veniva valutata la metà.
Ravanelli, che con il Fondo infrastrutture possiede il 53,8% della società engineering, sarebbe più incline alla proposta di Enel.
Francesco Starace e Tommaso Pompei valutano meno l’azienda (806 milioni di euro) che ha cablato Milano (e sta facendo lo stesso a Torino, Genova e Bologna), ma sono disponibili a condividere lo sviluppo di Metroweb con gli attuali azionisti.
Ipotesi che non dispiace all’ex numero uno di A2a.
TUTTO ENTRO UN MESE. I soci devono decidere in fretta a quale dei due contendenti nella guerra per la banda larga dare l’esclusiva per la trattativa.
I tempi non saranno lunghi: si ipotizza un mese, anche perché Cdp ha in agenda un consiglio di amministrazione il 25 maggio 2016, mentre F2i non ha appuntamenti societari già fissati.
Quel che è certo è l’imbarazzo di Matteo Renzi: da un lato vuole incassare il massimo da Metroweb per riversare questi soldi in altre partite economico-finanziarie attraverso la Cdp; dall’altro ha messo in campo Enel proprio per esercitare pressione su Telecom, che sulla banda larga e su Metroweb tratta e traccheggia con il governo da almeno un quinquennio.

Tim potrebbe rimettere sul tavolo anche una quota di Sparkle

Flavio Cattaneo.

Le offerte di Telecom ed Enel sono diametralmente opposte.
Cattaneo, dopo aver criticato in passato il suo predecessore Marco Patuano per essersi esposto troppo sul dossier, non vuole partner in questa partita, anche per ridurre lo spazio di manovra di Enel.
Soprattutto l’ex monopolista telefonico non esclude a priori di rimettere sul tavolo anche una quota della controllata Sparkle, che Cdp valuta quasi le metà rispetto a quanto prevede lo stesso Cattaneo.
GESTISCE LA FIBRA NEL MARE. Un’azienda strategica per il sistema Paese visto che, con un fatturato di circa 1,3 miliardi, gestisce 500 mila chilometri di cavi in fibra ottica nel mare, che collegano le comunicazioni italiane a quelle dei Paesi del Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico e dell’Oceano Indiano.
Per la Cdp è un pezzo importante nel tentativo di allargare il controllo sulle reti, forte già del controllo di Snam e Terna, sul versante del gas e dell’elettricità.
Per tutto questo e per il prezzo Costamagna non avrebbe dubbi su chi scegliere.
Anche a costo di dover fronteggiare non poche frizioni con Renzi.

Nonostante qualche dubbio, Ravanelli preferisce Enel

Diverse le valutazioni fatte da Renato Ravanelli.
Il quale in realtà avrebbe espresso ai suoi non poche perplessità sull’offerta di Enel.
Starace valuta meno Metroweb, nonostante abbia per certi aspetti più bisogno di Cattaneo della società: viale Regina Margherita non ha alcuna esperienza su questo versante, comprandola avrebbe know how e entrerebbe nelle aree più remunerative del Paese.
Ancora meno piace lo schema di accordo sulla governance: l’ex monopolista, con una joint venture tra Enel Open Fiber e Metroweb, vuole mantenere la maggioranza soltanto in fase di start-up.
POCHE CERTEZZE. Cosa che, secondo F2i, non darebbe certezze sugli investimenti nella fase più delicata del progetto.
Eppure Ravanelli non vuole lasciare il settore.
Sa che con la costruzione di una più capillare infrastruttura di rete moderna, vendere passaggi all’ingrosso sulla banda larga diventerà più remunerativo.
Da qui nasce la voglia di accettare la proposta di Enel, nonostante il suo azionista di controllo e gli altri sottoscrittori del Fondo sembrano avere idee diverse.
MA CON LA CARTA INWIT... Questi, in linea di massima, gli orientamenti dei due principali attori nella partita Metroweb.
Ma la situazione potrebbe subire un'improvvisa evoluzione se Cattaneo, oltre a Sparkle, si mostrasse disponibile ad allargare le trattative anche a Inwit.
Ravanelli ha sempre guardato con interesse alla controllata di Telecom che gestisce i ripetitori.
Infatti avrebbe visto come uno sgarbo la decisione del nuovo corso di congelare la gara sulla società, dove il Fondo infrastrutture era in lizza nel consorzio Cellnex con la spagnola Abertis.


Twitter @FrrrrrPacifico

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