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ANALISI 20 Maggio Mag 2016 1600 20 maggio 2016

Rcs tra Cairo e Bonomi: le offerte a confronto in grafici

Da un lato l'Ops di Cairo (0,53 euro). Dall'altro l'Opa guidata da Bonomi (0,70). Uno scontro Intesa-Mediobanca. Il duello per la casa editrice del Corriere in infografiche.

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Urbano Cairo.

Paradossalmente a Piazza Affari era piaciuta di più l'Offerta di pubblica scambio (Ops) di Urbano Cairo su Rcs, visto il +28% del titolo della casa editrice dopo l'annuncio.
Poi è arrivata l'Offerta pubblica di acquisto (Opa) di Andrea Bonomi che ha alzato ancora di più le quote passando dallo 0,598 euro ad azione (chiusura di venerdì 13 maggio 2016) a 0,693 (dato finale di lunedì 16, giorno dell'annuncio dell'operazione), registrando quindi un aumento del 16,4%.
SCONTRO INTESA-MEDIOBANCA. Ora che la Borsa ha mostrato di gradire lo scenario, rimangono sul tavolo le due opzioni.
Sullo sfondo invece c'è lo scontro tra le banche che controllano parte delle azioni: Intesa Sanpaolo e Mediobanca.
Da un lato quindi la mossa di Cairo con alle spalle l'istituto di credito torinese e dall'altro i soldi di Investindustrial di Bonomi.
Più che investimenti e rilancio dell'editoria quello che interessa alle due banche sono i debiti.
L'editore del Corriere del sera al momento è esposto con i creditori per 423 milioni di euro.
In particolare con Intesa che vanta un credito di 162 milioni.
TUTTO ANCORA DA DECIDERE. Più di qualcuno dopo la nuova offerta di Bonomi e soci ha dato per finito lo scontro, anche se dalle parti di Intesa non ne sono convinti, come ha ribadito in un'intervista al quotidiano la Repubblica Giovanni Bazoli, ex presidente di Intesa Sanpaolo: «Io sconfitto per l'Opa sul Corriere? Ho lasciato i miei incarichi. E poi consiglierei di aspettare un momento. Oggi non so proprio come andrà a finire».
Quello che è certo è che Intesa rimane sulle corde e probabilmente preparerà un'operazione perché, come rileva Bazoli, «Intesa Sanpaolo, essendo il principale creditore di Rcs, è interessata a una soluzione proprietaria che assicuri la migliore gestione dell'azienda».

L'esborso di Bonomi vale 282,75 milioni

Andrea Bonomi.

La scalata a Rcs dovrebbe avvenire a 0,70 euro ad azione permettendo agli azionisti già presenti di aumentare la loro influenza.
Nel progetto immaginato da Andrea Bonomi, che prevede un esborso di 282,75 milioni, i soci storici - Diego Dalla Valle, Mediobanca, Pirelli e Unipol - raddoppierebbero le loro quote passando da un complessivo 22,6% al 55%.
Mentre il resto della torta, il 45%, è destinato a finire sotto il controllo di Bonomi.
I quattro soci storici più Bonomi costituirebbero quindi un nuovo soggetto, una NewCo, deputata a lanciare l'offerta pubblica di acquisto, per diventare in definitiva i padroni di Rcs.
FUGA DELLA FIAT. Scorrendo le voci degli azionisti Rcs si scopre che probabilmente l'Opa di questa cordata mira ad acquisire le azioni rimanenti.
Fra cui ci sono quelle dell'Exor e dell'Interim One Bv che fanno capo alla famiglia Elkann, che con l'avvicinamento de La Stampa al gruppo di De Benedetti ha di fatto avviato un piano per lasciare Rcs entro il 2017.
Ma non solo. Puntate anche quelle di Pandette, holding della famiglia Rotelli che ha il 3,48% delle azioni, quelle della Schroders plc e soprattutto il 4,17% delle azioni detenute da Intesa Sanpaolo.

Cairo punta almeno al 35% del capitale del gruppo

Sede di Rcs mediagroup a Milano.

Un'offerta molto diversa da quella di Urbano Cairo che aveva proposto uno scambio delle azioni della sua società con quelle di Rcs.
Cairo, che al momento detiene il 4,6%, ha scommesso tutto nell'Ops.
L'editore piemontese è legato a Rcs da tempo, fin da quanto la sua concessionaria 'Cairo Pubblicità' vendeva gli spazi per alcune pubblicazioni del gruppo.
21 MILIONI DI DIVIDENDI. La Cairo Communication è una società che gode di buona salute, tanto che l'11 maggio ha staccato un dividendo con gli azionisti di 0,2 euro ad azione per un totale di 21,1 milioni di euro.
Mentre il progetto di Bonomi valuta le azioni Rcs 0,7 euro ad azione, l'operazione di Cairo si attesta sulla quota 0,53.
In particolare lo scambio prevederebbe 0,12 azioni della Cairo Communication per ogni titolo Rcs con l'obiettivo di arrivare almeno al 35% del capitale del gruppo.
«DELL'OPS NON PARLO PIÙ» Intanto Cairo si si è trincerato dietro il silenzio, ma ha fatto notare che l'offerta di Bonomi si differenzia dalla sua solo di un 10%: «La mia vale circa 700 milioni, la loro 775, hanno fatto un incremento del 10%», ha detto l'editore piemontese nella serata di lunedì 16 maggio.

I conti del gruppo piangono: ricavi dimezzati in cinque anni

La sede del Corriere della Sera in via Solferino a Milano.

Chiunque riuscirà a spuntarla avrà a che fare con un gruppo editoriale in seria difficoltà.
Negli ultimi cinque anni Rcs ha continuato un declino industriale che sembra senza fine.
Se è vero che l'indebitamento finanziario netto è sceso in modo costante, passando dai 1.057 milioni di euro del 2009 ai 487 dell'esercizio del 2015, dall'altro lato non sono decollati i ricavi.
VERSO UN NUOVO AUMENTO. Nel 2009 il gruppo registrava ricavi consolidati pari a 2.206 milioni di euro che negli anni sono diminuiti del 53% con i 1.032 milioni del 2015.
L'aumento di capitale del 2013 ha sanato parte dei conti, ma non ha rilanciato il gruppo che anzi programma per il 2017 un nuovo aumento di oltre 200 milioni.

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