Marchionne, partita alleanze aperte
CROCIATA 23 Maggio Mag 2016 2052 23 maggio 2016

Fiat, l'ultimo sgarbo di Merkel a Marchionne

Fca nel mirino del governo tedesco per le emissioni diesel. Bufera sulla 500X. Ma Berlino non è mai stata tenera con Marchionne. Dal caso Opel fino a oggi.

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La Germania non si è mai dimostrata generosa con Sergio Marchionne.
Nel 2010 Angela Merkel respinse le mire dell’amministratore delegato di FiatChrysler su Opel. La cancelliera non era disposta a garantire al manager con il maglioncino gli stessi aiuti erogati dalla Casa Bianca per il turn-around della piccola di Detroit.
Negli anni successivi sempre Merkel ha legato le mani alle Ue. E impedito che Bruxelles concedesse alle case automobilistiche sovvenzioni, come fatto in passato per l’acciaio, per arginare gli effetti della sovrapproduzione. Le aveva chieste proprio Marchionne in qualità di leader europeo dei costruttori. Ma non in nome di Volkswagen e Mercedes, campioni di vendite.
LA CROCIATA RENANA. Da qualche settimana a questa parte la Germania sta lanciando una sua crociata sulle emissioni dei diesel fuori legge.
Rispetto al Dieselgate americano le autorità tedesche hanno in piccola parte riabilitato il colosso di casa Volkswagen, ma hanno sia portato alla luce le discrepanze tra i test di laboratorio e i cicli reali sia denunciato l’elasticità della cosiddetta “finestra termica”: le case disattivano il sistema di abbattimento degli NOx alle basse temperature per non arrecare danni al motore.
OPEL E FCA NEL MIRINO. Nella bufera sono finite soprattutto due case: Opel, controllata tedesca di Gm, e FiatChrysler con il suo modello di punta per risalire in Europa, il crossover 500X.
A inizio dell’ottava borsistica, dopo le indiscrezioni che rimbalzano da almeno una settimana, il titolo del Lingotto è caduto del 4,4%.
La Bild ha anche scritto che i test tedeschi avrebbero rilevato livelli di emissione di ossidi d'azoto superiori fino a 10 volte quelli consentiti. Oltre a instillare il sospetto che gli italiani, come Volkswagen in America, abbiano utilizzato un software per bloccare le rilevazioni.
Per la cronaca, la commissione tedesca non ha rilevato strumentazioni simili su nessun veicolo ispezionato.
CANCELLERIE CONTRO. Marchionne si è rifiutato di presentarsi davanti alla commissione per fare chiarezza sulle emissione del crossover, ma anche dell’Alfa Romeo Giulietta 2.0 Euro 5, del Ducato 3.0 Euro 5 e della Jeep Cherokee 2.0 Euro 5.
Il governo tedesco ha scritto a quello italiano e quello europeo per prendere tutte le misure del caso. Compreso il ritiro della 500X.
Da Roma il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha replicato che bastano le due autorità di omologazione nazionale per i controlli e che Fca non ha alcun obbligo a partecipare alle inchieste tedesche.
L'AUTO DEL FUTURO. La crociata teutonica arriva in un momento decisivo per il settore dell’auto in Europa. Volkswagen vede rallentare la sua crescita (ad aprile +5,3% di immatricolazioni) mentre Fiat – che ha un quarto della fetta di mercato dei tedeschi – ha visto balzare del 13,6 le sue vendite.
Se non bastasse la Germania, l’unico Paese dove c’è un sistema bancario ancora in grado di sovvenzionare il mercato, ha deciso di investire 1,2 miliardi di euro per incentivare le auto verdi.
Comparto sul quale sono in ritardo sia Vw sia Fca, che hanno puntato sull’ibrido.

Twitter @FrrrrrPacifico

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