Inps:rosso 2014 a 12,7 mld,sistema tiene
ECONOMIA 24 Maggio Mag 2016 1544 24 maggio 2016

Pensioni flessibili, l'ultima ipotesi sul riscatto della laurea

Scegliere sia gli anni che le somme da versare è l'idea al vaglio del dossier del governo.

  • ...

Un’altra forma di flessibilità pensionistica potrebbe entrare a far parte del dossier che si trova nelle mani del governo.
L'oggetto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, è il riscatto della laurea, cioè il versamento dei contributi per gli anni passati all’università in modo da avvicinare il momento della pensione.
L'ipotesi è quella di renderlo flessibile, potendo scegliere non solo il numero degli anni da recuperare, ma pure la somma da versare e quindi l’effetto sull’assegno futuro.
UN VERSAMENTO VOLONTARIO. Perché una mossa simile? Chi oggi è vicino dalla pensione e chiede il riscatto di solito si vede presentare un conto piuttosto salato. E questo perché il calcolo viene fatto sulla base del suo stipendio attuale che, a fine carriera, tende a essere più elevato. Chi chiede il conteggio, quindi, spesso rinuncia e resta al lavoro fino alla scadenza naturale. Rendere flessibile il riscatto significa slegare la somma da pagare dallo stipendio attuale, considerarla un versamento volontario di contributi.
ASSEGNO PIÙ BASSO. La strada potrebbe essere interessante per chi preferisce lasciare il lavoro prima, anche accettando un assegno più basso. Non è detto che il riscatto flessibile venga agganciato direttamente all’Ape, l’anticipo pensionistico annunciato da Matteo Renzi. La misura potrebbe essere inserita in un collegato alla Legge di Bilancio, cioè un provvedimento successivo che potrebbe contenere anche altre novità sulla previdenza.
PENALIZZAZIONE FINO AL 4%. Il governo nell'incontro con i sindacati ha tenuto ancora le carte coperte, annunciando solo l'avvio del confronto e le materie sulle quali verterà, ma si conferma, per la flessibilità in uscita, l'intenzione di dare soluzioni diverse a fronte di situazioni diverse. In pratica si studiano condizioni diverse di accesso alla pensione per coloro che a tre anni dall'età di vecchiaia (la classe dei nati negli anni '51-'53 per il 2017) siano disoccupati o occupati in aziende in crisi o lavoratori che volontariamente decidono di anticipare l'uscita. Per quest'ultima categoria dovrebbe essere fissata l'asticella più alta con una penalizzazione annua sull'assegno di pensione che sfiora il 4% annuo. Condizioni più favorevoli dovrebbero essere studiate invece per coloro che sono già disoccupati e hanno esaurito gli ammortizzatori sociali. mentre per i lavoratori di aziende in crisi che rischiano di perdere il lavoro dovrebbe essere studiato un meccanismo che imponga un contributo all'azienda.
BONUS ESTESO AI PENSIONATI? Il governo con il premier, Matteo Renzi ha rilanciato quanto già annunciato nei mesi scorsi sulle pensioni minime ovvero l'intenzione di aumentarle perché «sono troppo basse». Renzi non è entrato nel dettaglio ma nelle dichiarazioni precedenti aveva ipotizzato l'estensione a questa categoria di pensionati del bonus di 80 euro già previsto per i lavoratori dipendenti con i redditi fino a 26 mila euro l'anno. Sarebbe comunque un intervento molto costoso dato che i pensionati che prendono cifre inferiori al trattamento minimo (502 euro) sono circa due milioni (su 16,2 complessivi). Si tratterebbe quindi considerando 13 mensilità di un intervento di almeno due miliardi l'anno. Non è chiaro comunque se è intenzione del governo escludere gli assegni sociali ovvero quelli erogati ad anziani privi di reddito che non hanno versato contributi. Si sta studiando un sistema che tenga conto anche dell'importo della pensione e una delle strade per favorire quelle di importo più basso potrebbe essere quella di una restituzione del prestito in un tempo più lungo rispetto a chi ha maturato un assegno più consistente.

Correlati

Potresti esserti perso