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BANDA LARGA 25 Maggio Mag 2016 2120 25 maggio 2016

Metroweb, Cdp sceglie Enel e taglia fuori Telecom

Metroweb al colosso elettrico per 806 milioni. L'offerta della compagnia telefonica era più alta: «Evidente scelta politica».

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Metroweb è una società italiana che opera nel settore delle telecomunicazioni.

Cassa depositi e prestiti sceglie Enel e taglia fuori Telecom dalla sfida per aggiudicarsi la controllata Metroweb.
Eppure, l'offerta della compagnia telefonica era più alta: 816 milioni di euro, contro gli 806 del gruppo elettrico guidato da Francesco Starace. Cdp avrebbe scelto Enel ragionando in un'ottica definita «più strutturale», filtra da ambienti della società. Telecom non nasconde il proprio disappunto. Secondo fonti interne citate dall'agenzia di stampa AdnKronos, «è stato deciso di andare in esclusiva senza neppure due diligence» e si tratterebbe quindi di una «evidente scelta politica».
ORA TOCCA A F2i. Ora gli occhi sono puntati sul consiglio di amministrazione di F2i, al momento non ancora convocato, che dovrebbe prendere posizione alla luce della maggior partecipazione del fondo in Metroweb. La Cdp controlla infatti il 46%, mentre F2i è al 54%. Cassa depositi e prestiti ha puntato su Enel, ma la partita non è ancora chiusa del tutto, in quanto dal consiglio di amministrazione di F2i potrebbe uscire un'indicazione in senso contrario, anche se si tratterebbe di un fatto senza precedenti. Nel consiglio del fondo siedono tre membri designati dalla Cdp in qualità di sponsor, ma altrettanti consiglieri sono espressione di Intesa e Unicredit. In consiglio siedono poi cinque membri nominati dalle fondazioni bancarie, tre dalle casse di previdenza e rappresentanti dei fondi internazionali (Ardian, China Investment Corporation ed il National Pension Fund coreano). Dunque il consiglio potrebbe essere condizionato da una logica più finanziaria, dettata dalle presenza dei diversi investitori, più propensi a monetizzare che a fare ragionamenti di sistema.

L'INCOGNITA DEI FONDI ESTERI. I fondi esteri, inoltre, avrebbero il timore che dietro Enel possa esserci un forte condizionamento politico, vista la posizione assunta di recente dal presidente del Consiglio Matteo Renzi a favore dell'intervento di quest'ultima nella posa della fibra ottica in Italia. Quanto a Telecom, per ora fuori dai giochi, il presidente Giuseppe Recchi ha spiegato ai soci che il gruppo punta ad aver riconosciuta «la maggioranza della società», ma è disponibile anche ad «aprire il capitale delle società strategiche di nostra proprietà», in pratica Sparkle e Inwit.
Inwit, in particolare, è assai gradita ad F2i, che insieme a Cellnex ha fatto un'offerta vincolante a Telecom sul 45% della società delle torri, alternativa alla proposta di Ei Towers, controllata da Mediaset. La competizione fra Telecom ed Enel sulla fibra ottica si sposta anche sui territori, con l'annuncio di entrambi i gruppi di voler fare di Perugia l'epicentro dell'ultrafibra a 1000 Mega. Telecom parte dal capoluogo umbro e punta dritta su Milano, con un investimento complessivo di 10 milioni di euro. Sull'altro fronte Enel Open Fiber, la controllata di Enel destinata a fondersi con Metroweb secondo i piani di Starace, prevede di partire dalla copertura di 80 mila immobili perugini entro il 2017 con investimenti di 30 milioni di euro, fino a coinvolgere 224 città.

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