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CONCORRENZA 28 Maggio Mag 2016 1547 28 maggio 2016

Cos'è Soundreef, l'alternativa alla Siae

Niente esclusiva sui diritti. Iscrizione gratuita. E rendicontazione online. Il confronto tra la startup scelta da D'Alessio e l'ex monopolio.

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Fedez ha annunciato l'accordo con Soundreef ad aprile.  

L'alternativa digitale alla Siae. Così si potrebbe riassumere Soundreef, la società scelta da Fedez e Gigi D'Alessio per la rendicontazione dei loro diritti d'autore. Fondata da Davide d'Atri, attuale amministratore delegato, Soundreef Spa è un'impresa del digitale italo britannica. Prima di tornare in Italia, infatti, d'Atri era sbarcato nel Regno Unito con la Soundreef Ltd in attesa che venisse introdotta in tutta Europa una nuova normativa sul diritto d'autore.
LA TECNOLOGIA ROMPE IL MONOPOLIO. Nel 2015 con il ritorno nel BelPaese, ha ottenuto un investimento da parte di Vamn Investments e di LVenture Group per un totale di 3,5 milioni di euro destinati a finanziare «l'espansione internazionale» della società e ha acquisito la divisione inglese. Londra controlla così la gestione dei diritti, mentre il cuore tecnologico è in Italia.

Soundreef e Siae a confronto

La Siae finora operava praticamente in regime di monopolio imponendo agli autori una delle quote di iscrizioni più alte in Ue - la base è 250 euro - e un regime di esclusiva che impediva agli autori di disporre gratuitamente delle proprie opere, anche se utilizzate per eventi benefici. Tra le accuse che vengono rivolte alla Società italiana autori ed editori c'è la mancanza di trasparenza. D'Alessio, per esempio, aveva dichiarato che la rendicontazione di Siae «non è analitica e non chiarisce con esattezza da dove arrivano i proventi». «La nostra ripartizione è gestita in modo del tutto trasparente, utilizzazione per utilizzazione», è stata la replica.
NIENTE ESCLUSIVA E TRACCIABILITÀ. Sull'altro fronte Soundreef promette efficienza.«Questo nuovo progetto rendiconta le utilizzazioni entro sette giorni dal concerto e paga le royalty entro novanta giorni dal live in questione, sia per il nazionale, sia per l’internazionale», si legge sul sito. I diritti, assicura il portale, rimangono agli autori perché l'accordo non è esclusivo. L'iscrizione è gratuita - una condizione che la Siae offre solo agli under30 - e soprattutto la rendicontazione è online. Se poi D'Alessio e Fedez dovessero rimanere delusi, per uscire basta un preavviso di 60 giorni.

La Siae schiera 80mila iscritti, Soundreef corre con 8mila

A fine maggio 2016 la Siae, fondata nel 1882, poteva contare 80 mila iscritti. Nel 2015 la gratuità dell'iscrizione gratuita per i più giovani, secondo i dati annunciati dallo stesso direttore generale Gaetano Blandini in una lettera ai soci, ha portato 6mila nuovi affiliati tra gli under30. E però Soundreef rincorre di gran passo. A inizio agosto la società ha snocciolato le sue cifre: nei primi dodici mesi ha già registrato 8mila iscritti su tutto il territorio nazionale: un decimo di quelli del colosso che sta tentando di sfidare.
LA MAPPA DEI DISSIDENTI. Nella mappa delle Regioni, a guidare la compagine dei 'dissidenti' è il Lazio, che conta oltre mille utenti (1.095) alla nuova start up. La maggior parte arriva, come è facile immaginare, dalla provincia di Roma (923). Poi vengono la Lombardia (844) e, distanziato, il Veneto (472). Seguono sopra quota 300 il Piemonte (384), la Toscana (380), la Puglia (326) e, la Campania (320). Al momento Soundreef gestisce i diritti su oltre 150 mila brani utilizzati da utenti in Italia e nel mondo. Ma in questi numeri non sono ancora inclusi D'Alessio, Fedez e altri artisti iscritti di recente, per i quali l'attività potrà essere avviata ufficialmente dal 1 gennaio 2017.

Le accuse incrociate: «campagna acquisti» contro «rendite di posizione»

A maggio quando d'Alessio aveva annunciato la scelta di abbandonare la Siae, la società aveva pubblicato un comunicato in cui spiegava che Soundreef stava portando avanti una campagna acquisti per attirare a sé gli artisti italiani a suon di pagamenti. «Siae è un'associazione senza scopo di lucro che tutela il diritto d' autore di tutti i suoi associati senza alcuna discriminazione tra artisti popolari o meno popolari, giovani o meno giovani in tutti i settori della cultura, e non può permettersi di ingaggiare con una campagna acquisti singoli artisti, cosa che ci risulta stia facendo Soundreef», era scritto nella nota diramata dalla società.
«INGAGGI PAGATI». «Abbiamo anche delle perplessità su quanto questo tipo di approccio possa essere continuativo nel tempo perché, a meno che Soundreef abbia fondi illimitati, che Siae sicuramente non ha, è evidente che una volta ingaggiati 5, 10, 20 artisti appare complicato che possa mantenere un modello di business adeguato per la tutela dei diritti di tutti gli autori».
Soundreef, invece, ha scritto anche al presidente del consiglio Matteo Renzi per chiedere la liberalizzazione e la fine del monopolio Siae, che favorisce solo «vecchi privilegi e rendite di posizione».

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