Protesta Almaviva 160531100233
VERTENZA 31 Maggio Mag 2016 1002 31 maggio 2016

Almaviva, trovato l'accordo: salvi 3 mila posti di lavoro

Stop ai licenziamenti. Ammortizzatori sociali per 18 mesi. L'azienda: «Governo decisivo».

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Una protesta dei dipendenti di Almaviva.

Stop ai licenziamenti, ammortizzatori sociali per 18 mesi con riduzione progressiva della solidarietà. Verifica mensile della situazione produttiva e occupazionale dell'azienda in sede istituzionale. È arrivata la fumata bianca per il salvataggio di Almaviva al ministero dello Sviluppo economico.
Lo ha annunciato in un tweet la viceministro Teresa Bellanova: «lo avevo detto dalla prima trattativa che non avremmo lasciato sole 3 mila persone. Salvi i posti di lavoro. Accordo siglato».
L'AZIENDA: «GOVERNO DECISIVO». Almaviva Contact ha sottolineato in una nota «l'impegno decisivo del governo per l'intesa. Una sfida condivisa con governo e sindacati per riportare lavoro e produttività nelle sedi di Roma, Napoli e Palermo».
Per il ministro del Lavoro Giovanni Poletti, «adesso bisogna continuare a lavorare uniti per dare un futuro migliore ai callcenter».
Anche Roberto Giachetti, candidato sindaco Pd a Roma, ha twittato la sua soddisfazione: «Almaviva, 3000 posti di lavoro salvati. Grazie a Teresa Bellanova e a chi ha lavorato per restituire il futuro a 3 mila famiglie».
L'accordo prevede che a partire dall'1 giugno, per sei mesi, il ricorso ai contratti di solidarietà, con percentuali del 45% nelle sedi di Palermo e Roma e del 35% a Napoli, senza condizioni economiche peggiorative per i lavoratori; la riduzione dell'orario di lavoro sarà pianificata ogni 15 giorni e potrà prevedere interventi di formazione, da definire con un accordo separato tra azienda e sindacati.
NUOVO ACCORDO ENTRO SEI MESI. Entro sei mesi le parti sociali dovranno definire un nuovo accordo, che troverà applicazione in via sperimentale in alcune sedi di Almaviva Contact. «Sulla gestione della qualità, della produttività», è scritto nell'accordo, «e dell'analisi, del contatto a livello individuale, finalizzato a fornire le imprescindibili leve distintive che consentano di essere competitivi» e che sarà oggetto di apposita verifica al Mise, dove è stato istituito un tavolo ad hoc sulla vertenza, con cadenza mensile.
«In considerazioni delle ulteriori misure», si legge ancora, «proposte dal governo per fronteggiare la crisi del settore dei call center, nonché della possibilità di fare ricorso alla solidarietà non oltre il 31 dicembre, le parti sociali hanno concordato di gestire eventuali esuberi, che dovessero residuare al termine dei sei mesi con il ricorso all'integrazione salariale in favore dei lavoratori del settore dei call center per un periodo massimo di 12 mesi».
Entro 6 mesi dalla sottoscrizione dell'accordo raggiunto in nottata al Mise, Almaviva Contact «si impegna a ridurre gradualmente il ricorso all'integrazione al reddito attraverso un incremento dei volumi di lavoro, che sarà oggetto di verifica da parte del tavolo istituito al Mise, sino al raggiungimento del 20%».
L'azienda si è impegnata a mantenere la sede logistica di Napoli e la sede di via Marcellini a Palermo. Dalle Regioni c'è l'impegno a finanziare corsi di formazione e riqualificazione del personale.

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