Fuga Cervelli 160215143149
GOVERNO 3 Giugno Giu 2016 1344 03 giugno 2016

Dl competitività, i contenuti della bozza

Agevolazioni permanenti per chi rientra in Italia. Visti facili per chi investe in Italia. Ecco le misure del pacchetto Finanza per la crescita 2.

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L'Italia vuole riprendersi le sue eccellenze. Ed è disposta a pagare per riuscirci. L'agevolazione fiscale per il «rientro dei cervelli» in Italia potrebbe diventare permanente. È uno dei punti inseriti in una bozza del pacchetto Finanza per la crescita 2. Ecco gli altri.

CERVELLI: BONUS PERMANENTE. Esenzioni fiscali permanenti per i cervelli che scelgono di tornare in patria dopo essere stati almeno du anni all'estero. La misura elimina i limiti temporali del bonus inserito nel dl 78/2010, non fissando altri parametri. Quel decreto legge prevedeva l'esclusione «dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo del 90% degli emolumenti percepiti dai docenti e dai ricercatori» che dopo due anni all'estero tornassero a lavorare in Italia.

SCONTI FISCALI PER CHI FINANZIA LE START UP. Nel dl competitività inserito nel pacchetto Finanza per la crescita 2 sono previsti anche sconti fiscali per le imprese che adotteranno una start up, divenendone 'sponsor'. In pratica, le società quotate che investiranno nel capitale di start up con una quota di almeno il 20% - e che deterranno la quota per almeno tre anni - potranno scaricare integralmente le perdite operative per l'avviamento della nuova azienda.

VISTI FACILI PER CHI INVESTE IN ITALIA. Tra i contenuti della misura anche visti e permessi di soggiorno «facili» per chi investe in Italia. Il visto potrà essere rilasciato a chi investe almeno 1 milione di euro in un'impresa italiana o 2 milioni in titoli di Stato (con l'obbligo di mantenere l'investimento per almeno 2 anni) o in alternativa a chi effettua «una donazione filantropica significativa in un settore di interesse per l'economia italiana (cultura, recupero beni culturali o paesaggistici, gestione dell'immigrazione, istruzione, ricerca scientifica...) per un importo non inferiore a un milione di euro».

NIENTE TASSE PER CHI INVESTE NEGLI IMMOBILI PUBBLICI. Niente tasse per i Fia (Fondi immobiliari alternativi) e le Siiq (Società di investimento immobiliare quotate) che investono negli immobili pubblici o delle assicurazioni.

MERCATO CREDITI PIÙ APERTO E VARIO. Incrementare il finanziamento alle imprese, facilitando lo smobilizzo del 'magazzino crediti' delle banche e riattivandone la capacità di fare prestiti. In pratica, un investitore non bancario che voglia fare credito alle imprese italiane potrà farlo in piena certezza del diritto, acquistando crediti già presenti nel portafoglio delle banche o facendosene creare di nuovi dalle stesse banche per comprarli a sua volta. Una norma che, di fatto, consentirebbe di distribuire il rischio di credito su una più ampia platea di investitori (anche non bancari) favorendo la creazione di un mercato secondario. Le banche potranno quindi cedere crediti anche ad investitori privi di licenza bancaria.

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