Amore 160603110729
MUM AT WORK 4 Giugno Giu 2016 1400 04 giugno 2016

Diventare mamma? Ti aiuta a trovare lavoro

La storia di due sceneggiatrici che, dopo la nascita dei figli, si sono inventate una serie.

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Un frame della serie 'L’amore al tempo del precariato'.

Il sesso, l’amore, la coppia, la maternità per le #mumatwork in questo momento di crisi sono mondi difficili, complicati, poveri ma belli.
Lo racconta in maniera leggera, ironica e molto pop L’amore al tempo del precariato, la web serie scritta da Michele Bertini Malgarini, Olga Lateano ed Eva Milella e in oda sul canale web della Rai.
È la storia di Giulia e Michele, due precari, che provano a “sfruttare” la gravidanza a loro vantaggio professionale e si fingono una rispettabile coppia borghese.
«NEL PRECARIATO LA COPPIA È FUNZIONALE». «Al tempo del precariato la coppia è funzionale, nel bene e nel male, perché poi separarsi diventa difficile, costa troppo. Hai bisogno dell’altro per sbarcare il lunario», ragiona Eva Milella. «Nella serie la maternità è il motore che fa partire tutto: Giulia riceve la proposta di matrimonio dal suo fidanzato perfetto, ma lei va in tilt e ha un rapporto occasionale con Michele e rimane incinta».
Per superare un colloquio per un lavoro all’Università Pontificia, dovrà dimostrare di essere “sposata” con Michele, che nel frattempo - sbattuto fuori casa dai genitori - è andato a vivere da lei.
«Giulia e Michele sono uniti da questo bambino. Del resto quello della nostra generazione è un precariato lavorativo che diventa anche precariato sentimentale», continua l'autrice: l’incertezza economica spariglia le carte e le persone reagiscono in maniera imprevedibile.
LA MATERNITÀ? COME UN'ILLUMINAZIONE. «Io credo molto in questa cosa: i figli sono un’occasione per fare rete, per scoprire cose nuove, per aprirsi. Io stessa mi sono ritrovata mamma e quando è successo mi si sono aperte delle opportunità professionali e sociali che non avrei mai pensato. I figli ti mettono in una rete e, se sei in grado di valorizzarla, può essere un punto dal quale ripartire», sottolinea Eva.
Per lei la maternità è stata un’illuminazione: «Per tante cose mia figlia è stata la mia fortuna, tante cose che faccio per lavoro ruotano attorno a lei e comunque la mia parte creativa ha sempre a che fare con lei», ammette.
«Questa stessa serie è frutto di un incontro all’asilo: mia figlia andava a scuola con quella di Olga Laetano, sono diventate amiche e hanno fatto conoscere anche noi mamme». Che, durante i pomeriggio di gioco-incontro, hanno iniziato a buttare giù le idee per la sceneggiatura: «È vero, la maternità è diventata un marketing, ma ti apre una quantità di opportunità. La fortuna è capire qual è la propria».

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